logo-gruppo-bancario-iccrealogo BCC-credito-cooperativo

Il PNRR e i finanziamenti ai Comuni

 

Foto di Makalu da PixabayDal rilancio dei borghi alle ciclabili, passando per i rifiuti, gli asili nido e la rigenerazione urbana, ecco una panoramica degli interventi del Recovery Plan per i piccoli Comuni e per quelli più grandi, fino alle città metropolitane.

Cosa prevede il Recovery Plan: risorse, mission, progetti e riforme

Per non perdere l’occasione offerta dalle risorse del Recovery fund di modernizzare il Paese superando definitivamente quei colli di bottiglia che da decenni ne frenano la crescita, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) punta con decisione anche su enti locali e Comuni.

Lo fa tramite finanziamenti (alcuni dei quali saranno assegnati con bando), assistenza tecnica e riforme, in diversi settori di intervento: la cultura, il comparto ambiente, la rigenerazione urbana e la digitalizzazione.

Il PNRR per i borghi

Tra i fondi del PNRR per la cultura e il turismo che andranno ai Comuni ci sono quelli del “Piano nazionale borghi” che prevede la realizzazione di 1.300 interventi di valorizzazione di siti culturali e artistici e il target di 250 piccoli Comuni che avranno concluso gli interventi entro il 2026. Stando al cronoprogramma del governo, il decreto del Mibac per l’assegnazione delle risorse dovrebbe arrivare a giugno 2022.

Interessante è anche il programma per valorizzare l'identità di luoghi come parchi e giardini storici. Anche in questo caso l’assegnazione delle risorse è in capo al Ministero dei beni culturali chiamato a pubblicare il decreto sempre entro giugno 2022.

Turismo e cultura 4.0 nel Recovery Plan: dalla rigenerazione dei borghi ai grandi attrattori culturali

I fondi del PNRR per le ciclovie e per la mobilità sostenibile in città

A metà strada tra il sostegno al turismo e quello alla mobilità sostenibile, ci sono invece i 600 milioni di euro per la realizzazione di circa 570 km di piste ciclabili urbane e metropolitane e di circa 1.250 km di piste ciclabili turistiche.

A questi si aggiungono poi 3,6 miliardi per la realizzazione di 240 km di rete attrezzata per le infrastrutture del trasporto rapido di massa suddivise in: metro (11 km), tram (85 km), filovie (120 km), funivie (15 km).

E infine ci sono 740 milioni per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica in autostrada (7.500 punti) e nei centri urbani (13.755 hub) e 3,64 miliardi per comprare nuovi bus a basse emissioni.

Nel Recovery Plan 8 miliardi e mezzo per la mobilità sostenibile

Il PNRR per il risparmio energetico e il ciclo dei rifiuti

Tra i fondi stanziati dal PNRR per i Comuni, un altro capitolo di interesse è certamente quello che parla al comparto ambiente. Tra gli interventi previsti, vale la pena ricordare anzitutto la realizzazione di nuovi impianti di gestione rifiuti e l’ammodernamento di quelli esistenti, per i quali nel Piano sono stanziati 1 miliardo e 500 milioni di euro ed è prevista anche un’assistenza tecnica a favore di Comuni e Regioni. Stando al cronoprogramma inviato a Bruxelles, il decreto con i criteri per la selezione dei progetti dovrebbe essere pubblicato entro il mese di settembre.

Altri 6 miliardi, invece, sosterranno interventi per la resilienza, la valorizzazione del territorio e l’efficienza energetica dei Comuni.

PNRR: 4,6 miliardi per gli asili nido

Spostandosi invece sul fronte del “sociale”, il PNRR ha stanziato 4,6 miliardi per migliorare l’offerta educativa rivolta alla prima infanzia, tramite la creazione di quasi 265mila nuovi posti negli asili. Una partita importante che mira ad allargare la platea di donne che, grazie ai servizi nido, possono accedere-rientrare nel mondo del lavoro e che prevede un ruolo attivo per i Comuni.

I sindaci, infatti, saranno direttamente coinvolti nel progetto visto che accederanno alle procedure selettive e condurranno le fasi della realizzazione e della gestione delle opere.

Le risorse del Recovery Plan per le infrastrutture sociali

I fondi ai Comuni per la rigenerazione urbana

Molti anche i progetti di rigenerazione urbana che prevedono una rifunzionalizzazione del patrimonio immobiliare esistente per finalità che vanno dall’edilizia residenziale pubblica ai servizi sociali.

Nel pacchetto di interventi per housing sociale e rigenerazione edilizia, del valore complessivo di oltre 9 miliardi, figurano tre interventi: gli investimenti per ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale, il programma per la qualità dell’abitare e i Piani urbani integrati.

Sul fronte dei servizi sociali e del sostegno alle fasce più deboli della popolazione (con interventi sia sui servizi che sulle strutture materiali), sono previsti progetti quali:

  • i ”Percorsi di autonomia per persone con disabilità” volti a rinnovare gli spazi domestici in base alle esigenze specifiche dei disabili, trovando nuove aree anche tramite l’assegnazione di proprietà immobiliari confiscate alle organizzazioni criminali;
  • Housing temporaneo e Stazioni di posta” che, con i suoi 450 milioni, aiuterà le persone senza dimora ad accedere a una sistemazione temporanea, in appartamenti per piccoli gruppi o famiglie, offrendo anche servizi integrati volti a promuovere l'autonomia e l'integrazione sociale.

PNRR: riforme e digitalizzazione

Infine, ampio spazio alle riforme e agli investimenti per rendere più efficiente la pubblica amministrazione, inclusa quella locale.

Ad esempio per accompagnare la migrazione della PA al cloud, il PNRR prevede un programma di supporto e incentivo alle amministrazioni locali per il trasferimento di base dati e applicazioni. Le amministrazioni potranno scegliere all’interno di una lista predefinita di provider certificati.

Inoltre, nell’ambito della riforma della Pubblica amministrazione, è prevista un’azione specifica a supporto delle medie amministrazioni locali, Province e Comuni da 25mila a 250mila abitanti, sulla base del modello per il futuro degli ambienti di lavoro definito dalla Commissione europea e denominato “Bricks, Bytes & Behaviours.

Ampio spazio anche all'assistenza tecnica con la creazione di una squadra di circa 1.000 professionisti in forze alle Regioni, che provvederanno a collocarne l’attività presso le amministrazioni territoriali in cui si concentrano i colli di bottiglia. Il pool supporterà ad esempio le amministrazioni nella gestione delle procedure complesse, oppure nel recupero dell’arretrato, e fornirà assistenza tecnica ai soggetti proponenti in fase di presentazione dei progetti.

Foto di Makalu da Pixabay 

Per leggere il contenuto prego
o

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.