logo-gruppo-bancario-iccrealogo BCC-credito-cooperativo

PNRR e reti idriche: pronto un bando da 900 milioni

 

PNRR infrastrutture idriche - Foto di Luis Quintero da PexelsL’obiettivo indicato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza è finanziare 25 progetti per il potenziamento, il completamento e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture idriche. Una panoramica sui decreti e i bandi con cui si intende centrare tale obiettivo.

Fondi europei per migliorare i servizi idrici nel Mezzogiorno: al via un bando da 313 milioni

I cambiamenti climatici rendono le crisi idriche sempre più frequenti, di conseguenza è indispensabile rendere più efficienti e resilienti le infrastrutture primarie per la fornitura di acqua destinata a usi civili, agricoli, industriali e ambientali, così a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in tutti i settori e superare l’approccio emergenziale alle crisi idriche. 

Tra gli obiettivi della seconda mission del PNRR c’è anche la sicurezza dell'approvvigionamento idrico: oltre a sostenere progetti di investimento in infrastrutture irrigue, il Recovery Plan italiano mette sul piatto 2 miliardi per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento idrico, l’adeguamento e il mantenimento della sicurezza delle opere strutturali e una loro maggiore resilienza, anche in un'ottica di adattamento ai cambiamenti climatici in atto. 

Gli interventi avranno finalità differenti a seconda dell'area geografica, con un occhio di riguardo rivolto al Mezzogiorno per ultimare i grandi impianti incompiuti.

L’obiettivo finale è finanziare 25 progetti per il potenziamento, il completamento e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture di derivazione, stoccaggio e fornitura idrica primaria in tutto il Paese.

In base a quanto previsto dal Piano, entro settembre 2023 verranno aggiudicati gli appalti per gli investimenti in infrastrutture idriche primarie e per la sicurezza dell’approvvigionamento; entro marzo 2026 dovranno invece essere realizzati concretamente i 25 interventi previsti dal Pnrr.

Il primo passo: un decreto Mims per le infrastrutture idriche

Un decreto del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, che il 2 dicembre ha ricevuto l’intesa della Conferenza Unificata, riguarda gli investimenti in infrastrutture idriche primarie per la sicurezza dell’approvvigionamento idrico.

Il decreto assegna 2 miliardi di euro, di cui 900 milioni di fondi del Pnrr aggiuntivi e 1,1 miliardi di risorse a legislazione vigente per 124 interventi. Gli interventi previsti sono volti a migliorare la sicurezza dei sistemi di approvvigionamento a scopo idropotabile e irriguo e comprendono opere per completare le infrastrutture per la derivazione, l’accumulo e l’adduzione dell’acqua, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici.

Il decreto MiMS applica la cosiddetta ‘regola del 40%’, una regola d’ingaggio del Pnrr in base alla quale al Mezzogiorno vanno il 40% delle risorse “territorializzabili”, vale a dire quei fondi caratterizzati da una destinazione specifica sui territori, inclusi gli interventi in cui il soggetto attuatore non è un Ente territoriale.

Le opere sono state definite dagli uffici del Mims insieme alle Autorità di Bacino Distrettuali e all’Autorità di regolazione per energia reti ambiente (Arera), tenendo conto della strategicità dell’intervento e del rispetto della tempistica prevista nel Pnrr (aggiudicazione dei lavori entro il 30 settembre 2023 e completamento delle attività entro il 31 marzo 2026). 

Un bando da 900 milioni per le reti idriche

La Conferenza Unificata ha approvato il 21 dicembre lo schema di decreto per accedere a 900 milioni di euro destinati al miglioramento delle reti idriche, da utilizzare per interventi volti alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua, compresa la digitalizzazione e il monitoraggio delle reti.

Il 40% delle risorse destinate alla tutela delle risorse idriche (360 milioni di euro) è destinato prioritariamente alle Regioni del Mezzogiorno.

Le richieste di finanziamento dovranno essere presentate dagli Enti di Governo d’Ambito in due finestre temporali:

  • entro 60 giorni dalla data di pubblicazione dell’Avviso sulla Gazzetta Ufficiale (per questa prima tranche la dotazione finanziaria prevista è di 630 milioni);
  • entro il 31 ottobre 2022 (dotazione finanziaria di 270 milioni).

Gli interventi finanziabili comprendono, tra gli altri, l’installazione di strumenti tecnologici per la misura delle portate, delle pressioni e dei livelli d’acqua nei serbatoi, la modellazione idraulica della rete, la pre-localizzazione delle perdite tramite metodi classici e innovativi, come radar, scansioni da satellite, interventi di manutenzione straordinaria, l’installazione di contatori intelligenti per la misurazione dei volumi consumati dall’utenza.

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.