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In arrivo i fondi per CIS Terra dei Fuochi, Calabria e Vesuvio-Pompei-Napoli

 

Mara Carfagna - Credit: Twitter @SudECoesioneGli interventi saranno finanziati dal Fondo sviluppo e coesione (FSC), che a fronte di una dotazione di 73,5 miliardi di euro per il periodo 2021/27, dispone ancora di 63,2 miliardi non impegnati.

FSC: ecco i nuovi Piani di sviluppo e coesione

A fare il punto sulla programmazione delle risorse FSC 2021/27 è stata la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carafagna, intervenuta alla Camera per due interrogazioni a risposta immediata. Il Fondo sviluppo e coesione deve diventare lo strumento con cui l'Italia consoliderà il “metodo PNRR” e finanzierà un “programma strutturale per la riduzione dei divari economici e sociali del Sud, delle aree interne e di ogni territorio depresso del Paese", ha dichiarato la ministra.

Quanto vale il Fondo sviluppo e coesione 2021-2027

Le risorse a disposizione del FSC 2021-27 ammontano a 73,5 miliardi, in deciso aumento rispetto ai 41 miliardi del ciclo 2007-2013 e ai 63 miliardi del settennato 2014-2020.

Di questi, 50 miliardi provengono dalla legge di Bilancio 2021, mentre ulteriori 23,5 miliardi di euro sono stati stanziati dalla legge di Bilancio 2022.

“Considerando tutti gli stanziamenti e gli utilizzi nel frattempo intervenuti - ha spiegato Carfagna in Aula a Montecitorio - attualmente il Fondo ha una disponibilità di 63,2 miliardi. È una mole di investimenti di entità paragonabile a quella del PNRR e dei fondi strutturali, che merita - più di quanto accaduto in passato - una programmazione attenta, partecipata di tutti i livelli istituzionali, condivisa con le parti sociali e la società civile, e costantemente monitorata".

L'obiettivo, aveva spiegato la ministra per il Sud in occasione della due giorni di confronto organizzata il 9 e 10 dicembre per discutere della programmazione FSC 2021-2027, è garantire l’aggiuntività rispetto alle spese ordinarie dello Stato e la strategicità dei progetti finanziati: il Fondo sviluppo e coesione non dovrebbe quindi più andare a sostituire la spesa ordinaria, né essere utilizzato con finalità diverse e improprie, ma realizzare la sua vocazione di strumento deputato al superamento dei divari territoriali.

Le regole per la programmazione FSC 2021-2027

A concretizzare questo cambio di passo concorrono diverse novità a livello normativo.

Le regole per la programmazione del Fondo sviluppo e coesione sono state aggiornate anzitutto dal decreto Crescita n. 34-2019 e dalla delibera CIPESS n. 2 del 29 aprile 2021. In base alle disposizioni quadro, già nell'attuale ciclo 2014-2020, al posto dell'attuale pluralità di documenti programmatori, per ciascuna Amministrazione centrale, Regione o Città metropolitana titolare di risorse FSC si prevede un unico Piano di sviluppo e coesione (PSC) che contiene il quadro di tutte le risorse del singolo ciclo di programmazione.

Anche per il settennato 2021-27 si seguirà questa impostazione, che prevede l'articolazione dei Piani operativi sulla base di 12 aree tematiche, in modo da concentrare le risorse su priorità strategiche condivise, evitando che vengano impegnate per esigenze di carattere estemporaneo. Le 12 aree sono:

  • ricerca e innovazione,
  • digitalizzazione,
  • competitività imprese,
  • energia,
  • ambiente e risorse naturali,
  • cultura,
  • trasporti e mobilità,
  • riqualificazione urbana,
  • lavoro e occupabilità,
  • sociale e salute,
  • istruzione e formazione.
  • capacità amministrativa.

Successivamente la legge di Bilancio 2021 ha stabilito che il Ministro per il Sud e la coesione territoriale può sottoporre all'approvazione del CIPESS l'assegnazione di risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione per la realizzazione di interventi di immediato avvio dei lavori, nel limite degli stanziamenti iscritti in bilancio. Disposizione che il decreto PNRR ha integrato, stabilendo che la procedura è valida anche per il completamento di interventi in corso, purchè nel rispetto dei requisiti di addizionalità e di ammissibilità della spesa.

Inoltre, sempre il decreto Recovery ha stabilito che una parte delle risorse FSC destinate ai Piani di sviluppo e coesione delle Regioni possono essere utilizzate per ridurre dal 30 al 15% la quota di cofinanziamento dei POR FESR e dei POR FSE+, previa delibera del Cipess, e che agli interventi finanziati dal Fondo sviluppo e coesione (sia per quanto non ancora realizzato del ciclo 2014-2020, sia con riferimento alla programmazione 2021-2027) si applicano le semplificazioni in materia di appalti già previste dal decreto Governance per gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e per quelli cofinanziati con i fondi strutturali europei.

Per approfondire: Il decreto Recovery accelera l'utilizzo del Fondo sviluppo e coesione

Vi poi alcune scelte di metodo del Ministero. Ad esempio, ha spiegato Carfagna, quella di prevedere, come per il PNRR, “un cronoprogramma definito e dettagliato, obiettivi specifici e incentivi e disincentivi per un corretto utilizzo delle risorse da parte di tutti i soggetti attuatori degli interventi”. Vi è poi l'impegno a un maggior dialogo con i soggetti istituzionali coinvolti a livello nazionale, regionale e locale, i cui pareri sono stati raccolti a seguito della due giorni di dicembre e analizzati con il supporto di una commissione di esperti appositamente istituita. Gli esiti di questo confronto dovrebbero tradursi in un documento con gli obiettivi strategici della nuova programmazione, che il Ministero punta a trasmettere alle Camere entro febbraio.

A strade e CIS i primi finanziamenti in arrivo

Parte di questo lavoro sta per concretizzarsi con l'assegnazione delle prime risorse. Dopo un lungo confronto con le regioni, in collaborazione con il MIMS e con il MEF, il Ministero per in Sud dovrebbe approvare già nelle prossime settimane il finanziamento a valere su risorse FSC di una serie di progetti strategici e immediatamente cantierabili. Circa la metà di questi riguarderebbe interventi di mobilità stradale esclusi dal PNRR.

Altre novità riguardano i Contratti istituzionali di sviluppo (CIS), accordi tra Ministeri, Regioni e soggetti attuatori diretti a favorire la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali di rilevanza strategica a livello nazionale.

In dirittura d'arrivo, ha anticipato Carfagna, c'è la stipula del CIS Terra dei Fuochi, che potrà contare su finanziamenti per circa 200 milioni, mentre entro il mese di febbraio il Ministero conta di siglare gli accordi con gli enti territoriali per l'attuazione del CIS Calabria, per cui la raccolta delle proposte progettuali da finanziare si è chiusa il 15 dicembre scorso. A seguire sarà la volta del CIS Vesuvio-Pompei-Napoli Est: la scadenza per l'invio dei progetti da parte degli enti territoriali è fissata al 15 gennaio, per arrivare marzo 2022 alla firma ufficiale del CIS, con la relativa assegnazione delle risorse.

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