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In Gazzetta ufficiale il testo della legge Made in Italy: cosa prevede

 

Foto di Mariya da Pixabay Un grande Fondo da 1 miliardo per le filiere strategiche e l'approvvigionamento delle materie prime critiche e una miriade di altri micro-fondi per settori specifici e finalità trasversali come la digitalizzazione. E’ questa la struttura della legge n. 206-2023 contenente disposizioni organiche per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy, che entrerà in vigore l'11 gennaio 2024.

Cosa prevede il DDL di riforma del sistema di incentivi per le imprese?

Con i suoi 59 articoli, infatti, la legge n. 206-2023 si articola in diversi blocchi, tutti tesi però a sostenere e tutelare i grandi comparti del Made in Italy noti in tutto il mondo. Le misure operano sia su specifici settori, come l’agroalimentare, le industrie creative e culturali, l'artigianato, il legno e il tessile, solo per citarne alcuni, che trasversalmente a vantaggio di tutti i settori. Parliamo, in primis, del Fondo nazionale del Made in Italy, che con il suo budget da 1 miliardo sostiene le filiere strategiche nazionali. Ma parliamo anche di misure che, seppur più contenute sotto il profilo economico, agiscono comunque in maniera orizzontale ai settori sostenendo ad esempio l'introduzione di determinate tecnologie (a cominciare da blockchain e metaverso) oppure la partecipazione alle fiere.

Ecco dunque cosa prevede la legge Made in Italy e quali fondi stanzia per i singoli settori.

Legge Made in Italy: le misure per la crescita

Per quanto concerne il capitolo legato alla produttività e al consolidamento delle Made in Italy, la legge prevede - come già accennato - sia misure orizzontali (cioè trasversali a tutti i settori), sia misure verticali (cioè specifiche per settore).

Nel primo gruppo rientrano diverse agevolazioni, alcune esistenti e altre di nuova istituzione. La principale è senza dubbio la creazione di un Fondo nazionale per il Made in Italy (noto anche come Fondo Sovrano) da 1 miliardo di euro - partecipato dal MEF e aperto alla partecipazione di fondi di investimento e altri soggetti - che sosterrà la crescita, il rafforzamento e il rilancio delle filiere strategiche nazionali, anche in riferimento alle attività di approvvigionamento e riuso di materie prime critiche per l’accelerazione dei processi di transizione energetica e allo sviluppo di modelli di economia circolare.

Al Fondo si affiancano poi anche altre misure tra cui:

  • Lo stanziamento di 15 milioni di euro a sostegno all’imprenditorialità femminile, con il rifinanziamento della misura Nuove imprese a Tasso zero.
  • Lo stanziamento di 9 milioni di euro (8 milioni nel 2023 e 1 milioni nel 2024), per la concessione a start up e microimprese nel 2024 del Voucher 3i, la misura nata per sostenere l’acquisto di servizi di consulenza per la brevettazione.

Tra le misure verticali, indirizzate a filiere e settori specifici, si segnalano invece:

  • Il sostegno alla filiera del legno-arredo per valorizzare e accrescere la produzione nazionale del legno, sia operando sul lato normativo (semplificando il procedimento di autorizzazione per l'approvvigionamento di legno nei boschi italiani), sia stanziando 25 milioni di euro per il 2024 per concedere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per l’incremento del livello tecnologico e digitale delle imprese e la creazione di sistemi di produzione automatizzati lungo la catena produttiva;
  • Il sostegno alla filiera delle fibre tessili naturali e provenienti da processi di riciclo, nonchè della concia della pelle, stanziando 15 milioni di euro per il 2024 con cui sostenere investimenti, ricerca, sperimentazione e innovazione dei processi;
  • Il sostegno alla transizione ecologica e digitale nel settore tessile, della moda e degli accessori, mediante la realizzazione di investimenti che potranno contare su uno stanziamento di 15 milioni di euro tra il 2023 e il 2024;
  • Il sostegno, per la filiera della nautica, volto a favorire la sostituzione di motori endotermici alimentati da carburanti fossili con motori ad alimentazione elettrica, mediante l'istituzione di un Fondo da 3 milioni di euro l’anno 2024 con cui erogare contributi a fondo perduto;

Previsto, inoltre, un pacchetto di misure per la cultura e le imprese creative, a cominciare dalla definizione ogni tre anni di un Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle imprese culturali e creative, per arrivare all'attribuzione della qualifica di impresa creativa e culturale e alla creazione di un Albo per quelle di interesse nazionale. E’ inoltre in arrivo un contributo per le imprese culturali e creative, a valere su un budget di 30 milioni di euro dal 2024 al 2033 per sostenere gli investimenti realizzati da queste imprese.

Vi è poi un pacchetto di misure per l'agroalimentare, tramite l’istituzione di tre nuovi Fondi:

  • un Fondo per la protezione nel mondo delle indicazioni geografiche italiane agricole, alimentari, del vino e delle bevande spiritose, con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025;
  • un Fondo da 2 milioni di euro (per il 2024 e il 2025) per aiutare i Comuni a ripristinare i percorsi per la transumanza;
  • un Fondo per i Distretti del prodotto tipico italiano, con una dotazione di 2 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025

A questi si affianca poi la concessione di mutui agevolati da parte di ISMEA per sostenere le imprese agricole che acquisiscono imprese operanti nel medesimo settore, nonchè la previsione di un decreto non regolamentare che definisca le modalità di registrazione delle consegne delle olive ai frantoi.

Ampio spazio anche alla valorizzazione dell'artigianato e dei prodotti tipici non agroalimentari, altro fiore all’occhiello del Made in Italy. Su questo fronte, infatti, il provvedimento prevede anzitutto l’istituzione di un contrassegno ufficiale di attestazione dell’origine italiana delle merci da apporre su base volontaria. Prevista poi un’attività di ricognizione dei prodotti industriali e artigianali tipici da parte delle Regioni, che permetterà poi al MIMIT di adottare specifiche forme di protezione per tali prodotti in conformità con il Regolamento europeo nel frattempo entrato in vigore. All’attività di mappatura svolta dalle Regioni si affianca poi la possibilità, per le Associazioni di produttori, di inviare una manifestazione di interesse ai fini della ricognizione dei prodotti artigianali e industriali tipici. Una collaborazione strategica, quella con le Associazioni, visto che spetta a loro la predisposizione del disciplinare di produzione, attività per la quale la legge Made in Italy stanzia anche 3 milioni di euro con cui concedere contributi a copertura delle spese di consulenza tecnica sostenute dalle Associazioni stesse. 

A queste si affianca anche la misura che obbliga le imprese titolari o licenziatarie di marchi registrati da almeno cinquant'anni, che intendano cessare definitivamente l’attività svolta, a notificare preventivamente al MIMIT le informazioni relative al progetto di cessazione dell’attività. Ciò al fine di permettere al ministero di tutelare i marchi di particolare interesse e valenza nazionale ed evitare la loro estinzione. Per tali marchi, infatti, la legge prevede la possibilità per il MIMIT di subentrare gratuitamente nella titolarità del marchio, qualora lo stesso non sia stato oggetto di cessione a titolo oneroso, nonchè la possibilità di depositare, a proprio nome la domanda di registrazione di marchi non utilizzati da almeno cinque anni. L’obiettivo ultimo è quello di permettere l’utilizzo di tali marchi in favore di imprese, anche estere, che intendano investire in Italia o trasferire in Italia attività ubicate all’estero.

Presenti poi tutta una serie di misure per la formazione, che spaziano dall’istituzione dei Licei per il Made in Italy per allineare la domanda e l’offerta di lavoro, alla creazione di una nuova Fondazione "Imprese e competenze per il Made in Italy" per assicurare il raccordo con le imprese, che assegnerà anche ogni anno il premio di “Maestro del Made in Italy” a imprenditori che si sono particolarmente distinti per la loro capacità di trasmettere il sapere e le competenze alle nuove generazioni. Alla Fondazione sarà poi affidata anche la gestione dell’Esposizione nazionale permanente del made in Italy che ha l’obiettivo di promuovere e rappresentare l’eccellenza produttiva e culturale italiana attraverso l’esposizione dei prodotti.

Infine vi è anche una misura per favorire l'approvvigionamento di forniture di qualità prodotte in Italia e in Europa nelle gare bandite dalla PA. Si tratta, nello specifico, dell’adozione da parte del MIMIT di linee guida volte a stabilire criteri per la misurazione del livello qualitativo dei prodotti (compresi gli aspetti relativi alla sostenibilità) che le stazioni appaltanti dovrebbero valutare, per ciascuna delle voci merceologiche che compongono l’offerta, tra i criteri di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Legge Made in Italy: le misure per l'internazionalizzazione delle imprese

Altro fronte particolarmente rilevante del provvedimento è quello che agisce per tutelare e aumentare la proiezione e la valorizzazione delle imprese italiane sui mercati esteri.

Partendo dall'agroalimentare, il provvedimento prevede anzitutto l'introduzione di una Certificazione di qualità della ristorazione italiana all’estero (di durata triennale) che sarà attribuita da un Ente certificatore accreditato presso l’Organismo unico di accreditamento nazionale italiano, ai ristoratori che ne faranno richiesta. L’obiettivo è la tutela dall’Italian Sounding e la valorizzazione delle produzioni di eccellenza enogastronomiche italiane nel mondo. Alla certificazione si affianca poi anche l'istituzione di un Fondo da 2 milioni di euro (per gli anni 2024-2025) volto a promuovere il consumo all’estero di prodotti nazionali di qualità.

Il testo prevede, poi, anche degli incentivi per l'adozione da parte delle imprese delle tecnologie blockchain, capaci di assicurare l'autenticità del prodotto. Nel provvedimento figurano infatti 30 milioni di euro (2023-2024) per la concessione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati alle imprese sia per progetti che prevedono la ricerca applicata, lo sviluppo e l’utilizzo delle tecnologie basate su registri distribuiti per la realizzazione di sistemi di tracciabilità delle filiere produttive del Made in Italy; sia per le spese di consulenza e formazione per l’adozione di tecnologie blockchain. 

Altri 5 milioni di euro sono invece destinati al metaverso. Nel 2024, infatti, il MIMIT concederà un contributo per sostenere investimenti in progetti per ambienti virtuali immersivi e interattivi, da inserire all’interno dello specifico sistema aziendale.

Inoltre, considerando che parte dell’export nasce in fiera, la legge stanzia anche 10 milioni di euro per il 2024 con cui concedere un voucher alle imprese per sostenere i costi di esposizione dei beni e di allestimento degli stand nelle fiere, nonchè a supporto degli operatori fieristici per sostenere iniziative di coordinamento strutturale e organizzativo volte ad accrescerne la presenza all’estero. Lo stesso articolo stanzia poi altri 10 milioni di euro per la promozione dello sviluppo dei mercati rionali, luoghi che possono avere una grande forza attrattiva sul versante turistico.

Previsto, infine, un giro di vite sulla normativa in materia di contraffazione, con un inasprimento di sanzioni e pene.

Consulta il testo della legge 206-2023 per la valorizzazione, la promozione e la tutela del Made in Italy sulla Gazzetta ufficiale del 27 dicembre 2023

Foto di Mariya da Pixabay 

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