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Internazionalizzazione: stop alle domande per i finanziamenti SIMEST

Il Ministro Di Maio durante l'audizione sul Recovery fundA causa dell’eccessivo numero di richieste, SIMEST ha bloccato temporaneamente la possibilità di presentare nuove domande di finanziamento sul Fondo 394-81 per l’internazionalizzazione. Lo stop decorre dalle ore 14.00 del 21 ottobre.

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L’esaurimento delle risorse del Fondo 394-81 gestito da SIMEST è ormai ufficiale. La conferma arriva dalla stessa società che in un comunicato rende noto come il Comitato Agevolazioni nella seduta straordinaria del 21 ottobre abbia deliberato “la temporanea sospensione della ricezione di nuove domande di finanziamento agevolato a valere sul Fondo 394 e di relativo cofinanziamento a fondo perduto a valere sul Fondo Promozione Integrata (FPI)”. 

Dal 21 ottobre stop alle domande sul Fondo SIMEST

La chiusura del Fondo si è resa necessaria, prosegue il comunicato di SIMEST, “a causa dell’elevato numero di richieste ricevute da parte delle imprese, eccedenti le risorse disponibili per il 2020: dal 1 gennaio ad oggi sono pervenute oltre 12.600 domande per un controvalore di 3,9 miliardi di euro”. 

Lo stop decorre dalle ore 14:00 del 21 ottobre. Pertanto le domande pervenute entro questa deadline, anche se non ancora oggetto di delibera, verranno comunque esaminate dalla società, nel rispetto dell’ordine cronologico di arrivo e nella misura consentita dai fondi disponibili.

La notizia sul prossimo esaurimento delle risorse del Fondo 394 circolava da fine settembre. A dirlo per la prima volta era stato lo stesso ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, durante un'audizione alla Camera. Dato poi confermato a più battute anche dai vertici SIMEST.

Lo stop alle domande era quindi nell’aria e adesso, con la delibera del Comitato Agevolazioni, è diventato ufficiale.

Fondo 394-81, un successo senza precedenti

I 3,9 miliardi di euro di domande ricevute sono un risultato senza precedenti. A dare la misura del successo conseguito quest’anno dal Fondo è il confronto con il 2019. L’anno scorso, infatti, la società guidata da Pasquale Salzano aveva finanziato in tutto 870 operazioni, per un valore complessivo di 290 milioni di euro. 

Le ragioni di una performance tanto impressionante sono da ritrovarsi nel pesante restyling subito quest’anno dai finanziamenti SIMEST per affrontare al meglio l’emergenza Covid.

Tra lo stop alle garanzie per accedere ai finanziamenti, il 50% dell’agevolazione sotto forma di contributo a fondo perduto, nonché l'innalzamento dei massimali e l'ampliamento della platea dei beneficiari, il Fondo 394 ha espresso tutto il suo potenziale. 

La riprova del successo risiede anche in quell'85% di “nuove” imprese che si sono rivolte per la prima volta al Fondo SIMEST, comunicato a metà ottobre dal ministro Di Maio. Anche in questo caso si tratta di un dato significativo, se si pensa che per anni uno dei principali limiti del Fondo era stata proprio la scarsa capacità di ampliare il bacino di utenti.

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Verso un rifinanziamento del Fondo SIMEST

Anche per questo, lo stop alle domande non dovrebbe essere definitivo. Dalle righe del comunicato di SIMEST, infatti, emerge lo spiraglio che il Fondo possa venire rifinanziato, come del resto chiesto a gran voce in queste settimane da tutte le imprese.

Si legge, infatti, che “la ripresa dell’attività di ricezione di nuove domande da parte di SIMEST sarà deliberata dal Comitato Agevolazioni e comunicata tempestivamente, anche con avviso da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana”. 

E’ in questo contesto, quindi, che va inserita l’affermazione di metà ottobre del ministro degli Esteri secondo cui “la grande sfida che adesso abbiamo nella legge di Bilancio, in cui ci saranno anche i fondi del Recovery, è rendere strutturali gli interventi fatti nell’emergenza Covid” a sostegno dell'internazionalizzazione.

I finanziamenti SIMEST per l'internazionalizzazione

Il Fondo 394-81, lo ricordiamo, è una misura gestita da SIMEST, che da anni aiuta le imprese che guardano ai mercati esteri, erogando finanziamenti agevolati per sette attività

  • Patrimonializzazione
  • Partecipazione a Fiere Internazionali, Mostre e Missioni di Sistema
  • Inserimento nei Mercati Esteri
  • Temporary Export Manager
  • E-Commerce
  • Studi di Fattibilità
  • Programmi di Assistenza Tecnica.

Strumenti, insomma, che assistono le imprese in tutte le fasi dell'internazionalizzazione e che quest’anno, con il Covid, sono stati potenziati attraverso un mix di interventi di semplificazione e di ampliamento della gamma di attività finanziabili e di imprese beneficiarie.

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Patto per l’export: per il futuro si guarda anche al Recovery fund

I finanziamenti SIMEST sono uno dei sei pilastri del Patto per l’export, l’intesa programmatica firmata lo scorso 8 giugno alla Farnesina dai principali attori istituzionali dell'internazionalizzazione e da tutte le associazioni di categoria. 

Un grande programma di rilancio dell'export che mira a fare sistema, sincronizzando il lavoro di tutti gli attori in campo, a cominciare dalla galassia SACE-SIMEST e dall’ICE.

Il Patto è già operativo. Molti degli interventi previsti, infatti, sono già in azione, come la formazione e l'informazione per le imprese, il lancio ormai prossimo della campagna di comunicazione globale sul Made in Italy e, appunto, i finanziamenti SIMEST.

Tutte cose, aveva ricordato Di Maio durante l'audizione alla Camera di fine settembre, che in questo momento si stanno finanziando con le risorse del bilancio dello stato italiano. “Il nostro obiettivo - prosegue però il Ministro - è di continuare a finanziare, anche con le progettualità del Recovery fund, gli strumenti che le imprese ci dicono stiano andando bene”, assieme ai Temporary e ai Digital export manager.

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