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Dal Recovery 1,2 miliardi al Fondo 394. MAECI: al lavoro per le nuove domande

 

Riapertura Fondo SIMEST 394-81 - Foto di Tom Fisk da PexelsL’ok dell’UE al Recovery italiano è stato salutato con soddisfazione anche dalla Farnesina. Il Piano infatti stanzia 1,2 miliardi per il Fondo 394 e il ministero è “già al lavoro” per permettere alle imprese di tornare a fare domanda di contributo, dopo la chiusura anticipata dello strumento lo scorso 4 giugno.

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Un comunicato del ministero degli esteri (MAECI) rilasciato all’indomani del via libera di Bruxelles al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia, lascia ben sperare su una prossima riapertura del Fondo 394-81 gestito da SIMEST.

Ricordando come il Piano stanzi ben 1,2 miliardi per il Fondo SIMEST, infatti, nella nota gli Esteri comunicano di essere “già al lavoro per rendere immediatamente operativa l’iniziativa, con l’obiettivo di consentire alle imprese di presentare le proprie proposte già all’indomani della formale approvazione del PNRR italiano, attesa al prossimo Consiglio ECOFIN di metà luglio”.

Le nuove risorse provenienti dal Recovery dovrebbero riuscire a soddisfare circa 4mila imprese, si legge sempre dalla nota, in cui il ministero guidato da Luigi Di Maio informa anche che verrà prestata “un’attenzione speciale sia alle progettualità che perverranno da aziende del Meridione, sia a quelle che avranno come protagonisti l’imprenditorialità femminile e quella giovanile”.

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Una buona notizia, insomma, per quel pezzo di Italia che si muove sui mercati  internazionali e che era rimasto a bocca asciutta dopo la chiusura anticipata del Fondo SIMEST lo scorso 4 giugno, a distanza di meno 48 ore dalla riapertura dello strumento.

La chiusura anticipata del Fondo 394 di SIMEST il 4 giugno 2021

Come chiarito in ultimo anche dal comunicato del Comitato agevolazioni del Fondo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 14 giugno, dalle ore 16.00 del 4 giugno SIMEST si è vista costretta a sospendere “temporaneamente l’attività di nuova prenotazione per l’accesso al portale” a seguito dell'esaurimento delle risorse a disposizione.

Nonostante il 3 giugno il Fondo 394 avesse riaperto con una dote considerevole, i 2,1 miliardi di euro, di cui circa 1,6 per i finanziamenti a tasso agevolato e oltre 500 milioni a fondo perduto (riconducibili in gran parte all'1,6 miliardi stanziati complessivamente dal decreto Sostegni bis) sono finiti subito. E questo anche se il ministero aveva adottato anche altri accorgimenti come la riduzione della quota a fondo perduto scesa dal 50% al 25%.

Complice probabilmente anche un altro elemento che nei mesi scorsi aveva facilitato l'accesso al Fondo (cioè l’esenzione dalla prestazione di garanzie per accedere ai finanziamenti, in vigore fino al 30 giugno 2021), infatti, le risorse si sono esaurite in meno di due giorni, portando ad una nuova chiusura del Fondo, dopo quella di ottobre 2020.

Oltre 8.000 domande al Fondo 394-81

In attesa di sapere quando riaprirà il Fondo, SIMEST  ha fatto intanto sapere che le richieste completate sono state 8.125. Circa la metà delle domande (il 45%) ha riguardato il finanziamento della linea “fiere e mostre” (per un controvalore complessivo di circa 204 milioni di euro) che di recente è stata ampliata anche agli eventi internazionali che si tengono in Italia. 

Al secondo posto (sempre per numero di domande) si è piazzato il finanziamento per la patrimonializzazione (quasi 775 milioni in controvalore) che, nonostante sia l’unica misura del Fondo 394 a non avere più la quota di cofinanziamento a fondo perduto, ha incassato comunque il 20% delle richieste pervenute. 

Seguono quindi, al terzo posto con circa il 15% ciascuno, le linee di finanziamento per l’inserimento sui mercati esteri (oltre 930 milioni di euro) e l’e-commerce (quasi 170 milioni di euro).

Infine con richieste inferiori al 5% si sono posizionate le linee per: gli studi di fattibilità, i temporary export manager e l’assistenza tecnica (complessivamente circa 60 milioni di euro).

Che cos’è il Fondo SIMEST per l'internazionalizzazione?

Il 394-81 è un Fondo multimisura in vigore ormai da anni che concede finanziamenti agevolati a sostegno dei progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane, grazie a sette distinte linee intervento a supporto de:

  • La partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema (anche in Italia);
  • L’inserimento commerciale in nuovi mercati esteri;
  • L’inserimento in azienda di figure come i Temporary Export Manager (TEM), i digital manager e gli innovation manager;
  • Lo sviluppo dell’e-commerce;
  • La realizzazione di studi di fattibilità collegati a investimenti esteri;
  • I programmi di assistenza tecnica, ad esempio per la formazione del personale in loco oppure per l’assistenza post vendita collegata a un contratto di fornitura;
  • La patrimonializzazione delle imprese.

Un ampio set di strumenti, insomma, che copre praticamente tutti i principali aspetti che possono interessare un’impresa nel suo percorso di internazionalizzazione.

Il bando SIMEST 2021 per il Fondo 394

Quello tornato in funzione per meno di due giorni è stato però un Fondo SIMEST un po' diverso rispetto a quello che avevamo imparato a conoscere lo scorso anno, in piena pandemia. 

Se è vero, infatti, che è rimasta in vigore una quota di finanziamento a fondo perduto, la percentuale di aiuto che non va restituita è calata dal 50% al 25%. Come sanno già coloro che seguono le vicende del Fondo 394-81 si tratta di una novità introdotta dal dl Sostegni bis che oltre a stanziare nuove risorse, è intervenuto anche su questo aspetto. “In questa fase in cui il Paese si trova ancora in un contesto emergenziale dovuto alla pandemia, ci siamo battuti per mantenere una percentuale di cofinanziamento a fondo perduto fino a un massimo del 25% per tutte le iniziative supportate dal Fondo 394 finché dura il Temporary Framework, fino alla fine di questo anno”, aveva infatti spiegato il ministro degli esteri, Luigi Di Maio alla vigilia della riapertura del Fondo.

Fino al 31 dicembre 2021, dunque, il Fondo 394-81 continuerà ad erogare:

  • Una quota di finanziamento a tasso agevolato (nel mese di giugno lo 0,055% annuo);
  • Una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al limite del 25% del prestito, per un ammontare massimo di 800mila euro per impresa beneficiaria (comprensivo delle quote a fondo perduto eventualmente già deliberate).

Questo schema di gioco vale però solo per sei delle sette linee del Fondo. Il cofinanziamento a fondo perduto, infatti, è venuto meno per la misura a sostegno della patrimonializzazione delle imprese che è tornata alla sola componente di finanziamento a tasso agevolato.

“Il Comitato agevolazioni - ha infine specificato SIMEST nelle settimane passate - potrà rideterminare la soglia di concessione dei cofinanziamenti a fondo perduto e le relative condizioni, tenuto conto delle risorse disponibili e dell’ammontare complessivo delle domande di finanziamento presentate dalle imprese”.

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