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Fondo 394: oltre 8mila domande processate. Boom di richieste per le fiere

Riapertura Fondo SIMEST 394-81 - Foto di Tom Fisk da PexelsIn meno di 2 giorni sono state oltre 8mila le domande presentate sul Fondo SIMEST 2021 per l’internazionalizzazione. Un exploit di richieste che, nonostante gli accorgimenti presi, ha esaurito i 2,1 miliardi di euro stanziati.

Mauro Alfonso - AD SIMEST, strategie e incentivi per internazionalizzazione ed export

Nonostante l’ingente dote di fondi a disposizione e la riduzione della quota di contributo a fondo perduto scesa al 25%, l’apertura dello sportello SIMEST per il Fondo 394 per l’internazionalizzazione è durata meno di 48 ore. Dopo la riapertura del Fondo 394 il 3 giugno, infatti, dalle ore 16.00 del 4 giugno la società ha comunicato che “è stata temporaneamente sospesa l’attività di nuova prenotazione per l’accesso al portale”. 

Oltre 8.000 domande al Fondo 394-81

In tutto, fa sapere SIMEST, le richieste completate sono state 8.125. Circa la metà delle domande (il 45%) ha riguardato il finanziamento della linea “fiere e mostre” (per un controvalore complessivo di circa 204 milioni di euro) che di recente è stata ampliata anche agli eventi internazionali che si tengono in Italia. 

Al secondo posto (sempre per numero di domande) si piazza il finanziamento per la patrimonializzazione (quasi 775 milioni in controvalore) che, nonostante sia l’unica misura del Fondo 394 a non avere più la quota di cofinanziamento a fondo perduto, ha incassato comunque il 20% delle richieste pervenute. 

Seguono quindi, al terzo posto con circa il 15% ciascuno, le linee di finanziamento per l’inserimento sui mercati esteri (oltre 930 milioni di euro) e l’e-commerce (quasi 170 milioni di euro).

Infine con richieste inferiori al 5% si posizionano le linee per: gli studi di fattibilità, i temporary export manager e l’assistenza tecnica (complessivamente circa 60 milioni di euro).

Che cos’è il Fondo SIMEST per l'internazionalizzazione?

Il 394-81 è infatti un Fondo multimisura in vigore ormai da anni che concede finanziamenti agevolati a sostegno dei progetti di internazionalizzazione delle imprese italiane, grazie a sette distinte linee intervento a supporto de:

  • La partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema (anche in Italia);
  • L’inserimento commerciale in nuovi mercati esteri;
  • L’inserimento in azienda di figure come i Temporary Export Manager (TEM), i digital manager e gli innovation manager;
  • Lo sviluppo dell’e-commerce;
  • La realizzazione di studi di fattibilità collegati a investimenti esteri;
  • I programmi di assistenza tecnica, ad esempio per la formazione del personale in loco oppure per l’assistenza post vendita collegata a un contratto di fornitura;
  • La patrimonializzazione delle imprese.

Un ampio set di strumenti, insomma, che copre praticamente tutti i principali aspetti che possono interessare un’impresa nel suo percorso di internazionalizzazione.

Il bando SIMEST 2021 per il Fondo 394

Quello tornato in funzione per meno di due giorni è stato però un Fondo SIMEST un po' diverso rispetto a quello che abbiamo imparato a conoscere lo scorso anno, in piena pandemia. 

Se è vero, infatti, che è rimasta in vigore una quota di finanziamento a fondo perduto, la percentuale di aiuto che non va restituita è calata dal 50% al 25%. Come sanno già coloro che seguono le vicende del Fondo 394-81 si tratta di una novità introdotta dal dl Sostegni bis che oltre a stanziare nuove risorse, è intervenuto anche su questo aspetto. “In questa fase in cui il Paese si trova ancora in un contesto emergenziale dovuto alla pandemia, ci siamo battuti per mantenere una percentuale di cofinanziamento a fondo perduto fino a un massimo del 25% per tutte le iniziative supportate dal Fondo 394 finché dura il Temporary Framework, fino alla fine di questo anno”, aveva infatti spiegato il ministro degli esteri, Luigi Di Maio alla vigilia della riapertura del Fondo.

Fino al 31 dicembre 2021, dunque, il Fondo 394-81 continuerà ad erogare:

  • Una quota di finanziamento a tasso agevolato (nel mese di giugno lo 0,055% annuo);
  • Una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al limite del 25% del prestito, per un ammontare massimo di 800mila euro per impresa beneficiaria (comprensivo delle quote a fondo perduto eventualmente già deliberate).

Questo schema di gioco vale però solo per sei delle sette linee del Fondo. Il cofinanziamento a fondo perduto, infatti, è venuto meno per la misura a sostegno della patrimonializzazione delle imprese che è tornata alla sola componente di finanziamento a tasso agevolato.

“Il Comitato agevolazioni - ha inoltre specificato SIMEST nei giorni passati - potrà rideterminare la soglia di concessione dei cofinanziamenti a fondo perduto e le relative condizioni, tenuto conto delle risorse disponibili e dell’ammontare complessivo delle domande di finanziamento presentate dalle imprese”.

Certo il 3 giugno il Fondo 394 aveva riaperto con una dote considerevole. Sul tavolo infatti erano finiti circa 2,1 miliardi di euro - di cui circa 1,6 per i finanziamenti a tasso agevolato e oltre 500 milioni a fondo perduto – riconducibili in gran parte all'1,6 miliardi stanziati complessivamente dal decreto Sostegni bis. Un importo che, unito alla modifica del fondo perduto, nelle intenzioni del governo voleva “accrescere l’efficacia dei fondi, garantendone la stabilità e la sostenibilità e cercando di scongiurare, nel breve termine, una nuova sospensione in via di urgenza della loro operatività, come quella che si rese necessaria lo scorso ottobre per eccesso di domande rispetto alle risorse disponibili”, aveva spiegato sempre Di Maio prima della riapertura del Fondo.

Evidentemente però, nonostante la mole di risorse a disposizione, gli accorgimenti del governo non sono bastati ad evitare la chiusura anticipata dello sportello, complice probabilmente anche un altro elemento che nei mesi scorsi aveva facilitato l'accesso al Fondo e cioè l’esenzione dalla prestazione di garanzie per accedere ai finanziamenti, in vigore fino al 30 giugno 2021. Tra le prime innovazioni introdotte lo scorso anno per venire incontro alle imprese stremate dalla pandemia, infatti, l’esenzione dalla garanzie era stato uno degli elementi che avevano snellito di molto le procedure del Fondo, riducendo anche i tempi per ottenere il finanziamento. L’aver eliminato dall’equazione un player (le banche o le assicurazioni), infatti, ha permesso a SIMEST di assicurare tempi molto più ristretti e certi per la lavorazione della pratica.

Ok dell'UE all'aumento delle risorse del Fondo 394-81

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