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Addio condono, proroga Tremonti-ter: verso il maxi-emendamento al DL 78/2010

 

TremontiPalazzo Madama ha cominciato la scrematura dell'enorme mole di emendamenti e proposte di modifica alla manovra finanziaria. Quelli selezionati dovrebbero confluire in un maxi-emendamento sul quale l'esecutivo potrebbe porre la fiducia. Si parte infatti da tredici volumoni in cui sono raccolti i 2.550 emendamenti bipartisan dei senatori alla manovra correttiva, secondo quanto riferito dalla Commissione Bilancio di Palazzo Madama. L'approdo nell'Aula del Senato della legge finanziaria è previsto per il primo luglio.

“Questa manovra ormai non ha né padri né madri, visto che ci sono 1.200 emendamenti di maggioranza. Ma è indispensabile, ci è imposta dalla Ue ed è una concentrazione di troppe incertezze” lo afferma il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. "I tagli che dovevano esserci - rileva Casini - sono spariti, e gli impegni che dovevano essere assunti per una tassazione pesante delle speculazioni finanziarie non li troviamo. Noi cercheremo di migliorare questa manovra, perché questo è il compito del legislatore”.

Abbandonata almeno ufficialmente l’ipotesi di un nuovo condono edilizio, anche per le aree protette, avanzata da un famigerato emendamento del Pdl, smentita anche dal capogruppo dei senatori della maggioranza, Gaetano Quagliariello e dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Un pasticciaccio a cui il Pdl intende rimediare con il ritiro immediato degli emendamenti in questione.

Alcuni emendamenti chiave per le Pmi, sia del Pdl che dell'opposizione, riguardano la proroga al 31 dicembre 2010 per la Tremonti-ter, cioè la detassazione degli investimenti per i nuovi macchinari e le nuove apparecchiature. Gli oneri ammontano a 600 milioni per il 2011. La proroga della cosiddetta Tremonti-ter rappresenterebbe una boccata di ossigeno per le imprese a detta del sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia.

Un altro pacchetto di emendamenti intende rimodulare e rafforzare i tagli ai costi della politica. Torna poi la richiesta di abolizione delle Province con alcuni emendamenti dell'opposizione.

Di contro però i senatori del Pdl non vogliono tirare la cinghia e dicono no al taglio dei gettoni di presenza per la partecipazione agli organi collegiali.

Nondimeno è giunto un cospicuo numero di emendamenti alla manovra provenienti da tutti i gruppi per cancellare la norma che prevede il blocco del riacquisto da parte del Gse dei certificati verdi in eccesso per le energie rinnovabili.

A tenere banco è inoltre la proposta di liberalizzare la prostituzione e di tassarla, che appare più altro come l’ennesima boutade. Dopo la proposta già annunciata giorni fa dalla senatrice Pd-Radicali Donatella Poretti, un emendamento simile è stato avanzato dalla maggioranza, a firma di Lucio Malan. Malan prevede che venga conferita una delega al governo per rivedere l'intera materia su “disciplina e tassazione della prostituzione". Entro il 31 dicembre 2010 verrebbero adottati uno o più decreti legislativi per la legalizzazione e la tassazione delle lucciole. Analoga proposta era arrivata pochi giorni fa da Poretti, secondo la quale in Italia ci siano 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione di 30 euro, con ampia approssimazione per difetto, con un giro d'affari di 90 milioni al mese, oltre un miliardo l'anno. Un business che si potrebbe regolamentare. Per tutta risposta si è definita assolutamente contraria il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna.

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