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Reti più sicure e alta velocità al Sud: cosa c’è nell’aggiornamento del contratto di programma firmato da Mims e Rfi

 

Aggiornamento contratto Mims-Rfi - Foto di Justin Hamilton da PexelsIl Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) hanno sottoscritto oggi l’aggiornamento del contratto di programma 2017–2021. “Si passa alla fase operativa di allocazione di risorse ingenti per realizzare le opere pianificate in coerenza con gli obiettivi del PNRR”, commenta Giovannini.

Il punto sui decreti attuativi e le gare del PNRR per treni e ferrovie

L’aggiornamento 2021-21 recepisce l’evoluzione della programmazione e dei finanziamenti previsti dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, dal Fondo Complementare al PNRR e dall’allegato Infrastrutture al DEF e finalizza le risorse delle Leggi di Bilancio 2020 e 2021, contrattualizzando in un unico atto tutti gli investimenti da avviare e quelli per dare continuità alle opere in corso.

Sul tavolo ci sono circa 31,7 miliardi di euro che consentiranno l’ammodernamento dell’infrastruttura ferroviaria per garantire maggiore efficienza e sicurezza e una migliore quantità e qualità dei servizi, oltre allo sviluppo di nuove infrastrutture sostenibili.

2,6 miliardi per la sicurezza delle linee ferroviarie

Nel dettaglio, per proseguire gli interventi di messa in sicurezza delle linee, sono previsti ulteriori 2,6 miliardi di euro per contenere i rischi nelle gallerie, nelle zone sismiche e in quelle soggette a dissesto idrogeologico, interventi per la salvaguardia dell’ambiente e la mitigazione del rumore, per la soppressione dei passaggi a livello e per la cybersecurity.

3 miliardi e mezzo per reti più tecnologiche

Nuove risorse per 3,5 miliardi andranno all’ammodernamento tecnologico, cui si aggiungono 2,3 miliardi per la valorizzazione delle reti regionali per il rilancio del TPL e 186 milioni di euro per il programma di ripristino e riapertura delle linee turistiche.

Quasi 2 miliardi per le aree metropolitane e le iniziative Smart and easy station

Per il potenziamento e lo sviluppo infrastrutturale delle aree metropolitane sono previsti ulteriori 1,9 miliardi di euro. 

I progetti più rilevanti riguardano le aree metropolitane di Torino (Potenziamento linea Porta Nuova-Porta Susa), Milano (Raddoppio Milano-Mortara), Firenze (Accessibilità stazione AV di Belfiore), Roma (Completamento anello ferroviario di Roma), Palermo (chiusura dell’anello nella tratta Politeama–Notarbartolo) e Catania (sistemazione nodo). 

Prosegue, inoltre, il cosiddetto “Piano Stazioni” con le iniziative “Smart and easy station” e lo sviluppo degli “Hub intermodali” per migliorare l’accessibilità al trasporto ferroviario in un contesto di rigenerazione urbana e dell’intero sistema di mobilità. Il programma è finalizzato allo sviluppo, alla riqualificazione, all’accessibilità e all’efficientamento energetico di stazioni e nodi ferroviari, che svolgono funzione di Hub della mobilità, e di linee metropolitane da potenziare o riqualificare.

Nel Recovery Plan 8 miliardi e mezzo per la mobilità sostenibile

869 milioni per i collegamenti ferroviari con porti e aeroporti

Allo sviluppo dell’intermodalità sono destinati 869,73 milioni, risorse che saranno utilizzate per avviare la realizzazione dei collegamenti ferroviari con gli aeroporti di Bergamo, Brindisi, Olbia e Trapani e per l’ulteriore potenziamento dei collegamenti al porto di Taranto e ai terminali merci di Bari Lamasinata, Brindisi, Vado Ligure, Brescia e l’adeguamento degli impianti di Rosarno e San Ferdinando.

17 miliardi per collegare più capoluoghi in meno di 5 ore

Ammontano a 17,3 miliardi le risorse previste per investimenti di potenziamento e sviluppo infrastrutturale volti a garantire una connettività “a rete” su tutte le principali direttrici interpolo lungo i corridoi “core” della rete TEN-T, con l’obiettivo di aumentare il numero di capoluoghi collegati tra loro in meno di 4 ore e mezza. 

In particolare, a Nord si potenzieranno le tratte ferroviarie Milano-Venezia, Verona-Brennero e Liguria-Alpi, migliorando i collegamenti delle aree a nord delle Alpi con i porti di Genova e Trieste per servire i traffici oceanici; al Centro si rafforzeranno due assi Est-Ovest (Roma-Pescara e Orte-Falconara) riducendo significativamente i tempi di percorrenza e aumentando la capacità; verrà potenziata la velocizzazione della linea tirrenica e adriatica da Nord a Sud, secondo il principio “più elettronica e meno cemento”. 

Si estenderà l’Alta Velocità al Sud, con il completamento della direttrice Napoli-Bari, l’avanzamento ulteriore della Palermo-Catania-Messina e i primi lotti funzionali delle direttrici Salerno-Reggio Calabria e Taranto-Potenza Battipaglia.

Per approfondire: PNRR e infrastrutture: le opere del recovery fund

Infine, ulteriori 2,7 miliardi di euro sono destinati alla prosecuzione degli investimenti per lo sviluppo dei corridoi europei. In particolare, sono previsti interventi sull’Asse orizzontale AV/AC Brescia-Verona-Vicenza-Padova, il completamento del finanziamento della tratta Verona-bivio Vicenza, dell’Attraversamento di Vicenza sul Corridoio Mediterraneo e la progettazione della Vicenza–Padova.

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