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Digital services act e Digital markets act: ok del PE a nuove regole per piattaforme online

 

Digital services act L'obiettivo è proteggere lo spazio digitale europeo, limitando il potere di mercato delle big tech. Ecco cosa cambierà per loro.

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L'Europarlamento ha approvato in via definitiva la legge sui servizi digitali (Digital services act) e la legge europea sui mercati digitali (Digital markets act), i due pilastri della riforma dello spazio digitale presentata nel 2020 dalla Commissione europea.

Scopo del Digital services act, insieme al Digital markets act,  è proteggere in modo più efficace i diritti fondamentali degli internauti, rendendo i mercati digitali più equi e più aperti per tutti. 

Nuove regole UE per servizi e mercati digitali

Cosa prevede il Digital services act?

Proposto dalla Commissione UE nell'ambito del pacchetto sul digitale, il Digital services act (DSA) intende svecchiare il quadro normativo dell'UE sui servizi digitali, fermo alla direttiva 2000/31/CE sull'e-commerce, assicurando che le norme europee siano adeguate all'era digitale.

Il panorama dei servizi digitali, infatti, è notevolmente diverso rispetto a quello di 20 anni fa. Le piattaforme online, in particolare, hanno creato vantaggi significativi per i consumatori e per l'innovazione, agevolando gli scambi transfrontalieri all'interno e all'esterno dell'Unione e aprendo nuove prospettive a un'ampia gamma di aziende e di operatori commerciali europei.

Allo stesso tempo, possono essere utilizzate come mezzo per la diffusione di contenuti illegali o per la vendita online di beni o servizi illegali. Alcuni grandi operatori sono diventati spazi quasi pubblici per la condivisione di informazioni e per il commercio online e hanno assunto una natura sistemica, il che comporta rischi particolari per i diritti degli utenti, i flussi di informazioni e la partecipazione del pubblico.

Con la legge sui servizi digitali vengono introdotti obblighi vincolanti a livello europeo da applicare a tutti i servizi digitali che collegano i consumatori a beni, servizi o contenuti; sono previste anche nuove procedure per una più rapida rimozione dei contenuti illegali e una protezione globale dei diritti fondamentali degli utenti online.

Il Digital services act riequilibrerà i diritti e le responsabilità degli utenti, delle piattaforme di intermediazione e delle autorità pubbliche e si baserà sui valori europei, compresi il rispetto dei diritti umani, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e lo Stato di diritto.

Concretamente, i nuovi obblighi - calibrati in funzione delle dimensioni dei servizi digitali e del loro impatto - prevedono:

  • norme per la rimozione di beni, servizi o contenuti illegali online;
  • garanzie per gli utenti i cui contenuti sono stati erroneamente cancellati dalle piattaforme;
  • nuovi obblighi per le piattaforme di grandi dimensioni di adottare misure basate sul rischio al fine di prevenire abusi dei loro sistemi;
  • misure di trasparenza di ampia portata, anche per quanto riguarda la pubblicità online e gli algoritmi utilizzati per consigliare contenuti agli utenti;
  • nuovi poteri per verificare il funzionamento delle piattaforme, anche agevolando l'accesso dei ricercatori a dati chiave delle piattaforme;
  • nuove norme sulla tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online, per contribuire a rintracciare i venditori di beni o servizi illegali;
  • un processo di cooperazione innovativo tra le autorità pubbliche per garantire un'applicazione efficace in tutto il mercato unico.

Le piattaforme online che raggiungono più del 10% della popolazione dell'UE (45 milioni di utenti) vengono considerate di natura sistemica e sono soggette non solo a obblighi specifici di controllo dei propri rischi, ma anche all'introduzione di una nuova struttura di sorveglianza.

All'interno di questo nuovo quadro normativo si inserirà l'attività di un consiglio dei coordinatori nazionali dei servizi digitali, e la Commissione sarà dotata di poteri speciali per quanto riguarda la supervisione delle piattaforme online molto grandi, anche con la possibilità di sanzionarle direttamente.

Domande e risposte sulla legge sui servizi digitali  

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Digital markets act: quali regole per i gatekeepers?

La legge sui mercati digitali affronta le conseguenze negative derivanti da determinati comportamenti delle piattaforme che hanno assunto il ruolo di controllori dell'accesso al mercato digitale, i cosiddetti gatekeeper.

Si tratta di piattaforme che hanno un impatto significativo sul mercato interno, fungono da importante 'punto di accesso' attraverso il quale gli utenti commerciali raggiungono i consumatori e godono, o potranno presumibilmente godere, di una posizione consolidata e duratura, che può conferire loro il potere di agire come legislatori privati e di costituire una strozzatura tra le aziende e i consumatori.

Talvolta queste imprese hanno il controllo su interi ecosistemi di piattaforme e, nel caso in cui un gatekeeper ponga in essere pratiche commerciali sleali, i servizi dei suoi utenti e concorrenti commerciali potrebbero non giungere al consumatore o il processo di accesso potrebbe essere rallentato. Questo si verifica ad esempio quando queste pratiche comportano l'uso sleale dei dati delle aziende attive su tali piattaforme o determinano situazioni in cui gli utenti sono vincolati a un determinato servizio e hanno poche possibilità di sceglierne un altro.

Per contrastare questo fenomeno il Digital markets act stabilisce norme armonizzate contro le pratiche sleali e prevede un meccanismo di applicazione basato su indagini di mercato. Lo stesso meccanismo garantirà l'aggiornamento degli obblighi stabiliti nel regolamento in funzione della realtà digitale in costante evoluzione.

Concretamente, la legge sui mercati digitali:

  • si applicherà solo ai principali fornitori dei servizi di piattaforme di base più inclini a ricorrere a pratiche sleali, come i motori di ricerca, i social network o i servizi di intermediazione online, che soddisfano i criteri legislativi oggettivi per essere designati come controllori dell'accesso;
  • fisserà soglie quantitative come base per individuare controllori dell'accesso presunti. La Commissione avrà inoltre la facoltà di designare imprese che fungano da controllori dell'accesso, a seguito di un'indagine di mercato;
  • vieterà una serie di pratiche chiaramente sleali, come impedire agli utenti di disinstallare software o applicazioni preinstallati;
  • imporrà ai controllori dell'accesso di predisporre in modo proattivo determinate misure, ad esempio misure mirate che consentano al software di terzi di funzionare correttamente e di interoperare con i loro servizi;
  • prevederà sanzioni in caso di inadempienza, che potrebbero comprendere ammende fino al 10% del fatturato mondiale del controllore dell'accesso, al fine di garantire l'efficacia delle nuove norme. In caso di recidiva, queste sanzioni possono prevedere anche l'obbligo di adottare misure strutturali, fino all'eventuale cessione di determinate attività nei casi in cui non siano disponibili altre misure alternative altrettanto efficaci per garantire il rispetto delle norme;
  • consentirà alla Commissione di svolgere indagini di mercato mirate per valutare se a tali norme debbano essere aggiunte nuove pratiche e nuovi servizi dei controllori dell'accesso al fine di garantire che le nuove norme relative ai controllori dell'accesso tengano il passo con la rapida evoluzione dei mercati digitali.

Domande e risposte sulla legge sui mercati digitali 

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Qual è la posizione dell'Europarlamento sul Digital services act?

Il testo approvato il 20 gennaio 2022 dal Parlamento europeo rappresenta il mandato per negoziare la stesura finale della legislazione con la presidenza francese del Consiglio.

Il Digital services act andrà ad istituire un meccanismo di "notifica e azione" e garanzie per la rimozione di prodotti, servizi o contenuti illegali online. Inoltre, le piattaforme online di dimensioni molto grandi saranno soggette ad obblighi specifici per prevenire la diffusione di contenuti nocivi.

Rispetto alla proposta della Commissione UE, gli eurodeputati hanno introdotto diverse modifiche, tra cui:

  • l'esenzione delle micro e piccole imprese da alcuni degli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali;
  • pubblicità mirata: il testo prevede una scelta più trasparente e informata per i destinatari dei servizi digitali, comprese le informazioni sulla monetizzazione dei loro dati;
  • saranno vietate le tecniche di targeting o amplificazione che trattano, rivelano o inferiscono i dati personali dei minori ai fini della visualizzazione della pubblicità, così come il targeting di individui sulla base di categorie speciali di dati che permettono di prendere di mira gruppi vulnerabili;
  • risarcimento: i destinatari dei servizi digitali e le organizzazioni che li rappresentano devono poter chiedere un risarcimento per eventuali danni derivanti dal fatto che le piattaforme non rispettano i loro obblighi di dovuta diligenza;
  • alle piattaforme online dovrebbe essere vietato l'uso di tecniche ingannevoli o di "nudging" per influenzare il comportamento degli utenti attraverso "modelli occulti";
  • maggiore scelta in termini di classificazione basata su algoritmi: le piattaforme online di dimensioni molto grandi dovrebbero fornire almeno un sistema di raccomandazione non basato sulla profilazione.

Gli altri emendamenti approvati in plenaria riguardano la necessità per i fornitori di rispettare la libertà di espressione e il pluralismo dei media, così come una nuova disposizione sul diritto di utilizzare e pagare per i servizi digitali in modo anonimo.

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Cosa prevede l'accordo tra Consiglio e Parlamento UE sul Digital markets act?

Nell'accordo provvisorio raggiunto il 24 marzo 2022, Consiglio ed Europarlamento hanno definito le regole per limitare lo strapotere delle grandi piattaforme digitali in Europa, i cosiddetti gatekeeper.

In base all'identikit elaborato dalle istituzioni UE, rientrano tra i gatekeeper i social network e i motori di ricerca (“core platform services”), con una capitalizzazione di mercato minima di 75 miliardi di euro o un fatturato annuale minimo di 7,5 miliardi di euro. Queste aziende devono fornire anche determinati servizi (browser, messenger o social media), con un minimo di 45 milioni di utenti mensili nell’UE e 10mila utenti business annuali.

Inoltre, i rappresentanti delle istituzioni europee hanno concordato che i grandi servizi di messaggistica (come Whatsapp, Facebook Messenger o iMessage) - nel caso in cui gli venga richiesto - dovranno collaborare con le piattaforme più piccole per garantire l'interoperabilità dei servizi. In questo modo gli utenti potranno scambiare file, video e messaggi scegliendo tra una gamma più ampia di app.

Nel caso in cui un gatekeeper violi le nuove regole, è prevista una sanzione fino al 10% del fatturato globale dell’anno precedente, che può salire fino al 20% per violazioni ripetute.

Se le violazioni ricorrono almeno 3 volte in 8 anni, la Commissione UE - incaricata di far rispettare il regolamento - potrà avviare un'indagine di mercato ed eventualmente intervenire con misure specifiche, come il divieto di ulteriori acquisizioni.

L'accordo provvisorio deve ora essere formalmente approvato, prima della pubblicazione del Digital markets act in Gazzetta UE.

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Cosa prevede l'accordo tra Consiglio e Parlamento UE sul Digital services act?

Il 23 aprile Consiglio ed Europarlamento hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla legge sui servizi digitali, convenendo che:

  • è necessario rafforzare gli obblighi relativi ai mercati online
  • le aziende di micro e piccole dimensioni con meno di 45 milioni di utenti attivi al mese nell'UE saranno esentate da alcuni nuovi obblighi
  • la Commissione UE avrà il potere esclusivo di vigilare sulle piattaforme e sui grandi motori di ricerca 
  • occorre tutelare gli utenti, vietando interfacce fuorvianti e introducendo requisiti di trasparenza per i parametri dei sistemi di raccomandazione
  • a seguito della guerra in Ucraina, è necessario introdurre un meccanismo di risposta alle crisi per analizzare l'impatto dell'attività delle piattaforme e dei grandi motori di ricerca 

L'accordo provvisorio deve ora essere approvato da entrambe le istituzioni.

Una volta entrato in vigore il Digital services act, le disposizioni sulle piattaforme e sui grandi motori di ricerca si applicheranno entro 20 mesi, mentre le restanti disposizioni entreranno in vigore entro 12-18 mesi.

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Il Parlamento UE approva il Digital services act e Digital markets act

Approvata con 539 voti favorevoli, 54 voti contrari e 30 astensioni, la legge sui servizi digitali definisce una serie di obblighi per i fornitori di servizi digitali:

  • nuove misure per contrastare i contenuti illegali online e l’obbligo per le piattaforme di reagire rapidamente, nel rispetto dei diritti fondamentali, come la libertà di espressione e la protezione dei dati;
  • il potenziamento della tracciabilità e dei controlli sugli operatori commerciali nei mercati online per garantire la sicurezza dei prodotti e dei servizi, e impegno a effettuare controlli casuali dell'eventuale ricomparsa di contenuti illegali;
  • più trasparenza e responsabilità delle piattaforme, ad esempio mediante la messa a disposizione di informazioni chiare sulla moderazione dei contenuti o sull'uso di algoritmi per la raccomandazione di contenuti (i cosiddetti sistemi di raccomandazione); gli utenti potranno contestare le decisioni di moderazione dei contenuti;
  • il divieto di pratiche ingannevoli e di alcuni tipi di pubblicità mirata, come quella rivolta ai minori e quella basata su dati sensibili. Saranno inoltre vietati i cosiddetti "modelli occulti" (dark pattern) e le pratiche ingannevoli volte a manipolare le scelte degli utenti.

Le piattaforme online e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi (a partire da 45 milioni di utenti mensili), che presentano il rischio più elevato, dovranno rispettare obblighi più rigorosi applicati dalla Commissione. Questi includono la prevenzione di rischi sistemici (come la diffusione di contenuti illegali, gli effetti negativi sui diritti fondamentali, sui processi elettorali e sulla violenza di genere o sulla salute mentale) e l'obbligo di sottoporsi ad audit indipendenti.

Le piattaforme dovranno inoltre: offrire agli utenti la possibilità di scegliere di non ricevere raccomandazioni basate sulla profilazione e consentire l’accesso ai propri dati e algoritmi da parte delle autorità e dei ricercatori autorizzati.

Approvata con 588 voti favorevoli, 11 voti contrari e 31 astensioni, la legge sui mercati digitali introduce una serie di obblighi per i gatekeeper, ossia le grandi piattaforme online che hanno assunto una posizione dominante sul mercato digitale.

Queste piattaforme dovranno:

  • consentire a terzi di interagire con i propri servizi,il che significa che le piattaforme più piccole potranno chiedere alle piattaforme di messaggistica dominanti di consentire ai propri utenti di scambiare messaggi, inviare messaggi vocali o file da un’app di messaggistica all’altra. In questo modo gli utenti avranno una scelta più ampia ed eviteranno il cosiddetto effetto "lock-in", ovvero la limitazione a una sola app o piattaforma;
  • consentire agli utenti commerciali di accedere ai dati che generano nella piattaforma del gatekeeper, per promuovere le proprie offerte e concludere contratti con i propri clienti al di fuori della piattaforma del gatekeeper.

Inoltre, i gatekeepr non potranno più:

  • classificare i propri prodotti o servizi in modo più favorevole rispetto a quelli di altri operatori del mercato (auto-agevolazione);
  • impedire agli utenti di disinstallare facilmente qualsiasi software o applicazione pre-installata, o di utilizzare applicazioni e app store di terzi;
  • elaborare i dati personali degli utenti a fini di pubblicità mirata, senza il loro esplicito consenso.

Per garantire il rispetto delle regole, la Commissione UE può svolgere indagini di mercato e nel caso di violazioni può imporre ai gatekeeper sanzioni fino al 10% del proprio fatturato mondiale totale dell'esercizio finanziario precedente, o fino al 20% in caso di inadempienza reiterata.

Una volta adottati ufficialmente dal Consiglio, il DSA e il DMA saranno pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell'UE ed entreranno in vigore 20 giorni dopo.

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