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Ok dei 27 alle possibilità di pesca nel Mediterraneo per il 2022

 

Possibilità di pesca - Photo credit: Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay Insieme ai limiti per le catture nel Mediterraneo e nel Mar Nero, il Consiglio ha approvato le possibilità di pesca 2022 per gli stock ittici gestiti esclusivamente dall'UE nell'Atlantico, nel Kattegat e nello Skagerrak e per gli stock condivisi con la Norvegia e con il Regno Unito.

Una nuova strategia per la pesca sostenibile nel Mediterraneo e nel Mar Nero

Alla riunione del Consiglio sui limiti totali di cattura e sui contingenti per i principali stock ittici per il 2022 nelle acque dell'Unione ed extra UE ha partecipato per l'Italia il sottosegretario al Mipaaf Francesco Battistoni, che si è detto soddisfatto dell'accordo raggiunto per rendere più sostenibile l'attività di pesca: le misure adottate sono meno impattanti rispetto a quanto previsto nelle proposte iniziali e anche "la fissazione di quantitativi per i gamberi di fondo ha soddisfatto pienamente le necessità italiane", ha spiegato, sottolineando l'importanza di “considerare anche la sostenibilità economica delle aziende ittiche, italiane ed europee, e di non modificare o implementare ulteriori norme tecniche, legate ai giorni di fermo delle attività o dei quantitativi pescabili”.

Le possibilità di pesca 2022 per il Mediterraneo

Per quanto riguarda il Mediterraneo, il regolamento approvato dal Consiglio prosegue l'attuazione del piano di gestione pluriennale dell'UE per gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale, adottato nel giugno 2019, e si avvale di tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del piano per garantire che la pesca dell'UE resti sulla buona strada per raggiungere il rendimento massimo sostenibile (MSY) entro il 1° gennaio 2025. In questo quadro prosegue la riduzione dello sforzo di pesca a strascico del 6% e si introducono nuovi strumenti di gestione attraverso limiti di cattura per i gamberi di acque profonde e l'istituzione di un limite di sforzo per i pescherecci con palangari, con l'obiettivo di ridurre la mortalità per pesca contenendo l'impatto socio-economico sulle flotte.

Il regolamento introduce anche nuove misure per la gestione dei piccoli pelagici e degli stock demersali nell'Adriatico, in linea con quanto deciso dalla Commissione Generale per la pesca nel Mediterraneo (General Fisheries Commission for the Mediterranean - GFCM) nel 2021. Per i piccoli pelagici, in conformità al nuovo piano di gestione pluriennale, si prevedono una riduzione delle catture del 5% per le acciughe e dell'8% per le sardine per il 2022 e un massimale di capacità di pesca. Per gli stock demersali adriatici, il regolamento fissa i nuovi livelli di sforzo con un'ulteriore riduzione del 7% per i pescherecci a strascico e del 3% per le sfogliare. Secondo i più recenti pareri scientifici, queste misure consentiranno un aumento della biomassa della maggior parte degli stock oggetto del piano.

“Oggi abbiamo compiuto un passo importante verso il rispetto degli impegni politici assunti nella nuova Strategia 2030 della Commissione generale per la pesca per il Mediterraneo”, ha commentato il commissario UE per l'ambiente, gli oceani e la pesca, Virginijus Sinkevičius. “Queste misure ci metteranno sulla strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi di pesca sostenibile e redditività delle flotte in questi bacini marittimi”.

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Photo credit: Foto di Dimitris Vetsikas da Pixabay 

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