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Decreto Anticipazioni: più tempo per il riversamento del tax credit Ricerca e Sviluppo

Foto di Michael Schüler da PixabayIl DL Anticipazioni finanziarie, approvato dal Consiglio dei Ministri insieme alla Manovra 2024, ha prorogato i termini entro cui le imprese possono restituire spontaneamente il tax credit ricerca e sviluppo fruito indebitamente (il c.d. riversamento del credito d’imposta). La novità punta ad allineare i termini del riversamento con il nuovo sistema di certificazione preventiva degli investimenti in R&S avviato a settembre.

Cosa prevede la legge di bilancio 2024?

Nonostante si tratti di un provvedimento molto tecnico, la novità prevista dal decreto-legge “Anticipazioni Finanziarie”, approvato il 16 ottobre dal Governo insieme alla legge di bilancio 2024, rappresenta in realtà una misura molto importante per le imprese che investono in ricerca, sviluppo e innovazione.

Guida al credito d'imposta Ricerca e Sviluppo

Che cos’è il riversamento del credito d’imposta Ricerca e Sviluppo

Prevista dal DL 146/2021, la procedura di riversamento spontaneo permette di regolarizzare (senza pagare sanzioni e interessi) gli indebiti utilizzi in compensazione del credito d'imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

“Si tratta - spiega l’Agenzia delle Entrate - di una procedura riservata ai soggetti che intendono riversare il credito maturato in uno o più periodi di imposta a decorrere da quello successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019 e utilizzato indebitamente in compensazione alla data di entrata in vigore del decreto ovvero al 22 ottobre 2021”.

La ratio della misura risiede nel numero non irrilevante di imprese che, una volta ottenuto il tax credit ricerca e sviluppo (R&S), si rendono conto che non ne avevano diritto per una serie di motivi. Come spiega infatti il Fisco, possono beneficiare della regolarizzazione, coloro che:

  • a) hanno realmente svolto, sostenendo le relative spese, attività in tutto o in parte non qualificabili come attività di ricerca o sviluppo ammissibili nell’accezione rilevante ai fini del credito d’imposta;
  • b) hanno applicato il comma 1-bis dell’articolo 3 del decreto, in maniera non conforme a quanto dettato dalla diposizione d’interpretazione autentica recata dall’articolo 1, comma 72, della legge 30 dicembre 2018, n. 145;
  • c) hanno commesso errori nella quantificazione o nell’individuazione delle spese ammissibili in violazione dei principi di pertinenza e congruità;
  • d) hanno commesso errori nella determinazione della media storica di riferimento.

Per loro, è stata messa in piedi una procedura che prevede la presentazione di un’istanza all’Agenzia delle Entrate entro il 30 novembre 2023. L’impresa dovrà quindi procedere con la regolarizzazione fattiva del beneficio indebitamente fruito, riversando l’importo entro il 16 dicembre 2023 (in un’unica soluzione o in tre rate annuali di pari importo) mediante il modello F24 Elide e utilizzando i codici tributo approvati con la risoluzione n. 34 del 5 luglio.

La certificazione preventiva del tax credit R&S

Come si può notare dalle casistiche che portano le imprese a dover restituire il beneficio fiscale, si tratta di errori spesso commessi in buona fede, dettati dalla difficoltà di inquadrare bene la natura dell’investimento in ricerca, sviluppo e innovazione che si attua.

Per questo è stata introdotta una certificazione preventiva che attesti la coerenza degli investimenti con la disciplina del credito d'imposta, così da proteggere le imprese dal rischio di dover restituire in futuro il beneficio (mediante, appunto, la procedura del riversamento del credito d'imposta).

A disciplinare concretamente il sistema di certificazione preventiva è stato il DPCM firmato a settembre dalla premier Meloni, su proposta del ministro Urso, che ha previsto l'istituzione, presso il MIMIT, dell’Albo dei soggetti abilitati al rilascio delle certificazioni (definendone anche i contenuti), che sarà operativo dal prossimo anno.

Manovra 2024 e DL Anticipazioni: le novità sul credito d’imposta R&S

In tal modo si giunge al 16 ottobre, giorno in cui il Governo ha varato lo schema della Manovra 2024 insieme ad altri provvedimenti, il decreto-legge "Misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili", noto anche come dl Anticipazioni Finanziarie, e i primi due decreti legislativi in attuazione della riforma fiscale.

Il Decreto Anticipazioni Finanziarie, che rifinanzia anche la Nuova Sabatini, mette mano ad alcune tempistiche del credito d'imposta Ricerca e Sviluppo.

Come spiega in un comunicato lo stesso Ministero dello Sviluppo economico, infatti, il DL Anticipazioni “consente di allineare temporalmente il sistema di certificazione del credito d'imposta, approvato il 15 settembre scorso e operativo dal prossimo anno, con i termini per il possibile riversamento che vengono prorogati al 30 giugno 2024. In questo modo l'Albo dei certificatori, appena istituto, potrà dare certezza su chi ne abbia davvero diritto”.

“Inoltre - aggiunge una nota di Palazzo Chigi - si proroga di un anno il termine di decadenza per l’emissione degli atti impositivi da parte dell’Agenzia delle entrate per i crediti interessati dalla regolarizzazione e utilizzati negli anni 2016 e 2017”.

Foto di Michael Schüler da Pixabay

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