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Piano casa: si accende il dibattito politico sulle misure

QuirinaleIl piano casa approderà a Palazzo Chigi non prima del 27 marzo, a causa delle partecipazione di Silvio Berlusconi al Consiglio d’Europa, in programma a Bruxelles dal 19 al 20 marzo. Con tutta probabilità il governo opterà per la carta del decreto legge,  dissipati i dubbi sull’intesa con il Colle, a seguito di un incontro che si è svolto in Quirinale con il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.

Intervistato per primo sul tema, il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, aveva affermato che, sulla base delle indicazioni del premier, una parte del piano casa sarebbe stata attuata con un decreto legge, l’altra con un disegno di legge, previo un confronto con le Regioni. La conferma del presidente del Consiglio non è tardata ad arrivare: “Con il Capo dello Stato ci siamo trovati perfettamente concordi. Facciamo un decreto legge  o una aggregazione ad un decreto legge già in corso. E poi una legge quadro sull'edilizia che affidiamo ad un disegno di legge delega”.

Il problema più delicato emerso nel dibattito politico riguarda il raccordo fra le misure straordinarie per aprire in tempi brevi nuovi cantieri, da rendere subito effettive in forza del decreto legge, e le ricadute di queste misure sulla normativa vigente in materia di autorizzazione dei lavori edilizi.

In attesa di conoscere i dettagli del piano casa, che punta a stimolare il settore sofferente dell’edilizia, le misure previste sono le seguenti:

  • ampliamento fino al 20% dei fabbricati residenziali e non.
  • Demolizione degli edifici costruiti prima del 1989 con un premio di cubatura che, se legato al risparmio energetico, può arrivare al 35%.
  • Nessun aumento di volume per i fabbricati abusivi o costruiti su aree non edificabili.
  • In arrivo anche sconti fiscali sugli oneri di costruzione: una riduzione del contributo del 20% in caso di ampliamento dell'edificio, che sale al 60% se si tratta della prima casa del richiedente.

Una prima apertura è giunta dal Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi: “Il piano casa che il governo intende varare potrebbe avere effetti di stimolo, ma la complessità della manovra rende però incerta la portata da un punto di vista congiunturale”. Il governo ha anche annunciato di avere allo studio provvedimenti per facilitare l'ampliamento degli edifici residenziali e ridurre i contributi di costruzione. Modalità contenuti e tempi di eventuali interventi non sono ancora noti - ha detto Draghi - Una semplificazione degli adempimenti e una riduzione degli oneri potrebbe avere effetti di stimolo. La complessità della materia, la presenza di competenze concorrenti fra Stato e regioni, la necessità di congegnare l'intervento in modo da preservare ambiente naturale ed equilibrio urbanistico ne rendono però incerta la portata da un punto di vista congiunturale”.

Scettico, invece, sull’applicazione del piano il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini: “Mi sembra un provvedimento di deregulation, di decadimento di tutte le regole e dai benefici ben scarsi anche per l'edilizia. Nelle leggi regionali ci sono già gli strumenti per i cittadini che vogliono adeguare le loro abitazioni, ma per fare questo non c'é bisogno di smontare i piani urbanistici ed edilizi. Però ripeto - ha aggiunto Martini - stiamo parlando di un provvedimento di cui abbiamo letto solo anticipazioni sui giornali; non c'é stato ancora nessun incontro tra Governo e Regioni, ed è bizzarro che si chieda alle Regioni di essere coloro che attueranno poi le direttive”.

Critico il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro,secondo cui il piano casa voluto dal governo equivarrebbe ad un “condono preventivo”. Sempre dall’opposizione Dario Franceschini ha affermato: “Il Pd non è disposto a sostenere un piano casa centrato solo sull'aumento di cubatura, mentre è pronto a ragionare se si parla di misure che spingono verso la green-economy e se ci sono precise garanzie circa il rispetto dell'ambiente e del paesaggio”.

Il governo incassa invece il placet dei costruttori, che promuovono decisamente il bonus volumetrico del 20%: "un’idea intelligente – ha affermato il presidente dell' Ance, Paolo Buzzetti - che piace a tutti e nessuno finora aveva avuto".

Nel frattempo il mercato immobiliare continua ad affrontare in una situazione a dir poco difficile: secondo i dati dell’osservatorio immobiliare dell’Agenzia del Territorio, il numero delle case acquistate con un mutuo è diminuito del 26,8% rispetto al 2007 e il capitale complessivo erogato del 27,5%. Di riflesso il numero delle compravendite è sceso del 13,7%. In particolare, per il settore residenziale si è registrato un calo del 15%.
(a cura di Alessandra Flora)

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