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Riforma appalti - dubbi in commissione Bilancio, slitta tutto a gennaio

La terza lettura della legge delega partirà dal prossimo 12 gennaio

 Author: Palazzochigi / photo on flickr

La riforma appalti salta un giro. E, clamorosamente, viene rinviata a gennaio. La novità è stata ufficializzata in queste ore: il calendario del Senato ha spostato la discussione sulla legge delega al prossimo 12 gennaio. La terza lettura, che doveva essere una semplice formalità dopo il via libera della Camera, si sta trasformando in un percorso a ostacoli. Soprattutto perché sul testo pendono diversi dubbi della commissione Bilancio di Palazzo Madama. Saranno sciolti a inizio 2016 con una relazione tecnica della Ragioneria dello Stato.

Al termine della riunione dei capigruppo di giovedì è arrivata l’ufficialità che si attendeva già da qualche giorno: la delega appalti è stata spostata al 12 gennaio, data nella quale approderà in Aula. Il testo - va ricordato - è alla terza lettura ed è stato già licenziato dalla commissione Lavori pubblici di Palazzo Madama, senza modifiche. In teoria, il Senato avrebbe dovuto approvarlo in via definitiva rapidamente e senza problemi. In pratica, invece, le cose stanno andando molto diversamente.

Effetto imbuto in Senato

Il primo motivo è da ricercare nell’effetto imbuto che si è creato nelle ultime settimane al Senato. Palazzo Madama, infatti, ha ospitato diversi provvedimenti strategici, che hanno superato la riforma degli appalti e, nei prossimi giorni, si prepara ad avviare la discussione definitiva sulla legge di Stabilità, che tornerà dalla Camera nella giornata di lunedì e, al massimo entro il 23 dicembre, dovrà essere approvata in via definitiva.

Solo una questione di calendarizzazione, allora? A guardare lo svolgimento dei lavori parlamentari, non è assolutamente così. Al momento, infatti, il provvedimento non potrebbe comunque essere approvato, perché manca il parere della commissione Bilancio del Senato. Va, cioè, fatta una verifica sulla compatibilità di alcune misure con i saldi di finanza pubblica. E la partita si sta rivelando molto più complessa del previsto.

Otto punti nel mirino

I punti sui quali si stanno concentrando le analisi della commissione sono stati elencati lo scorso 15 dicembre nell’intervento in commissione del relatore del parere, Vittorio Fravezzi. Si tratta di otto passaggi, accomunati da un elemento: il pericolo che, una volta attuata, la delega comporti un costo extra non sostenibile per le casse dello Stato.

I più importanti riguardano le sanzioni Anac in materia di varianti (potrebbero comportare nuovi oneri per gli enti pubblici), i nuovi compiti attribuiti alle stazioni appaltanti in fase di esecuzione (potrebbe servire nuovo personale), la revisione degli arbitrati (rischia di “ingenerare maggiori costi”), la riforma degli incentivi ai progettisti della pubblica amministrazione (anche questa a rischio costi extra). Tutti passaggi sui quali gli uffici tecnici della commissione hanno fatto un’analisi approfondita e vogliono vederci più chiaro.

La soluzione all'impasse

La soluzione individuata per uscire dall’impasse, allora, prevede un passaggio alla Ragioneria generale dello Stato. I tecnici del Ministero dell’Economia dovranno preparare una relazione che analizzi gli otto punti messi sotto la lente dalla commissione, per fugare ogni eventuale dubbio o, in alternativa, chiedere qualche modifica dell’ultim’ora. E’ possibile, allora, che i tempi per l’approvazione finale del testo si allunghino ulteriormente. E che, dopo la ripartenza del 12 gennaio, servano ancora diversi giorni per completare la terza lettura.

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