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Fondo europeo difesa: PE approva Programma sviluppo industriale

 

Parlamento europeo - Photo credit: European ParliamentAggiornato il 13 marzo 2018 Via libera del Parlamento UE al regolamento del Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (Edidp), con un budget di 500 milioni per il biennio 2019-2020.

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La plenaria del Parlamento europeo approva la risoluzione sul regolamento del Programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa (Edidp), la sezione del Fondo europeo per la difesa dedicata allo sviluppo delle capacità e all'acquisizione di tecnologie e materiali di innovativi. L'autonomia strategica dell'Unione è l'obiettivo chiave del Programma, che dovrebbe contare su risorse per 500 milioni di euro per il periodo 2019-2020.

Il Fondo europeo per la difesa

Lanciato a giugno dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, il Fondo europeo per la difesa si articola in due finestre:

  • una sezione per la concessione di sovvenzioni destinate alla ricerca collaborativa in tecnologie e prodotti per la difesa innovativi, interamente e direttamente a valere sul bilancio dell'Unione, con 90 milioni di euro stanziati fino alla fine del 2019;
  • una sezione per la concessione di incentivi affinché gli Stati membri cooperino nello sviluppo congiunto e nell'acquisizione di tecnologie e materiali di difesa attraverso il cofinanziamento a titolo del bilancio dell'Ue e il sostegno pratico della Commissione europea.

E' a questa seconda finestra che fa riferimento il Programma di sviluppo del settore industriale della difesa, per cui la Commissione UE ha proposto un budget di 500 milioni di euro per il 2019 e il 2020, ma che dovrebbe essere finanziato con almeno un miliardo di euro all'anno nel Quadro finanziario pluriennale post 2020.

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Il programma di sviluppo industriale nel settore della difesa

Il Programma europeo di sviluppo industriale nel settore della difesa proposto dalla Commissione prevede la possibilità di attivare strumenti finanziari per progetti collaborativi, proposti da almeno tre partecipanti provenienti da diversi Stati membri, con un tasso di cofinanziamento più elevato per le iniziative sviluppate nel quadro della Cooperazione strutturata permanente (PESCO).

Il 12 dicembre 2017 il Consiglio ha adottato la sua posizione generale sulla proposta di regolamento, condividendo gli obiettivi e i principali elementi della proposta della Commissione e sottolineando l'importanza di incentivare la partecipazione transfrontaliera delle PMI e delle MidCap al Programma.

La bozza della Commissione propone infatti di destinare una parte della dotazione complessiva ai progetti che comportano la partecipazione transfrontaliera delle PMI, in modo da sostenerne l'innovazione e l'inclusione nella catena di approvvigionamento. Un obiettivo condiviso anche dalla relazione approvata dal PE.

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La posizione del Parlamento UE

La risoluzione legislativa a cura dell'eurodeputata Françoise Grossetête (PPE) riconosce l'importanza di promuovere la cooperazione tra gli Stati membri per aumentare gli investimenti, ridurre le duplicazioni e migliorare l'interoperabilità dei prodotti, così da favorire l'autonomia strategica dell'Unione nel settore della difesa.

Secondo gli eurodeputati, l'assistenza finanziaria del Programma dovrebbe infatti coprire, tramite sovvenzioni, strumenti finanziari ed appalti pubblici, lo sviluppo di tecnologie e prodotti innovativi che rafforzino le capacità di difesa dell'UE e che la rendano più indipendente dai Paesi terzi.

I progetti finanziati dai fondi europei dovrebbero essere proposti da almeno tre soggetti pubblici o privati provenienti da differenti Stati membri, come nella proposta della Commissione europea, ma gli eurodeputati insistono sul fatto che i beneficiari e i loro subbappaltatori dovrebbero essere controllati da entità appartenenti all'UE e chiedono di eliminare dal regolamento il criterio del 50% di partecipazione europea al capitale azionario.

Quanto alla dotazione finanziaria, il Parlamento concorda sul budget di 500 milioni di euro, ma ritiene che le riassegnazioni da programmi europei quali EGNOS e Galileo, Copernicus, ITER e il Meccanismo per collegare l'Europa debbano essere previste solo a condizione di non incidere sull'attuazione di tali programmi.

Secondo gli eurodeputati, inoltre, i finanziamenti UE dovrebbero coprire interamente i costi dei progetti, ad eccezioni di quelli relativi alla creazione di prototipi, per cui propongono un'intensità di aiuto del 20%. Ai progetti sviluppati nell'ambito della Cooperazione strutturata permanente il PE chiede di riconoscere una percentuale aggiuntiva di cofinanziamento pari al 10% delle spese.

Per favorire il coinvolgimento delle PMI, inoltre, gli eurodeputati suggeriscono di prevedere una categoria di progetti dedicata alle piccole e medie imprese e di garantire che almeno il 10% della dotazione complessiva del Programma sia destinata a iniziative volte a promuovere la loro partecipazione a progetti di cooperazione transfrontaliera.

Con il voto plenaria si avviano i negoziati tra Parlamento UE e Consiglio, che dovrebbero concludersi nei primi mesi dell'anno per finanziare i primi progetti nel 2019.

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