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Green Public Procurement: on line il sito Buy Smart

Leyland N Type 125 (Registration CD5125) Bus at the Amberley Working Museum, West Sussex, England, by Michael Haslam Nel 2009 l’acquisto di 427 veicoli “verdi” per il trasporto pubblico consentirà al Comune di Milano una diminuzione del consumo energetico del 7,5%, ma anche una riduzione di 8,400 tonnellate annue di emissioni di Co2 e un complessivo risparmio di 4,6 milioni di euro. La scelta di affidarsi al Green Public Procurement effettuata dal capoluogo meneghino, in collaborazione con ATM (l’azienda di trasporto pubblico locale), si aggiunge a quella fatta da tante altre pubbliche amministrazioni italiane che hanno deciso di coniugare l’attenzione alle tematiche ambientali ad un sicuro risparmio economico.

Per l’acquisto dei nuovi distributori automatici di cibi e bevande e dei dispenser per l’acqua potabile il Comune di Firenze ha deciso, per esempio, di escludere gli OGM e di acquistare prodotti provenienti dal commercio equo e solidale o da agricoltura biologica.

Queste sono solo alcune delle best practices consultabili sul sito Buy Smart, uno spazio informativo on line per il “Green procurement for smart purchasing” curato per l’Italia dall’ENEA con l’obiettivo di promuovere gli acquisti verdi. Il Progetto Buy Smart, disponibile in sette lingue, è cofinanziato nell'ambito delle azioni SAVE del Programma comunitario IEE (Intelligent Energy Europe) della Commissione Europea, Direzione Generale Energia e Trasporti ed è realizzato in sette paesi europei (Germania, Austria, Italia, Slovenia, Lettonia, Repubblica Ceca e Svezia) da un consorzio di otto istituzioni con una grande esperienza nel settore degli acquisti verdi e dei prodotti eco-efficienti. Responsabile del progetto a livello europeo è l'Agenzia per l'Efficienza Energetica di Berlino.

La sezione dedicata alle buone pratiche è particolarmente utile per chi voglia seguire le orme delle PA ecovirtuose. Al di là delle leggi e dei regolamenti vigenti, gli esempi raccolti consentono una panoramica delle reali applicazioni del green procurement in Italia e negli altri paesi partner per l'acquisto di elettricità verde, di dispositivi ad alta efficienza energetica, di veicoli meno inquinanti o di materiali ecologici.

Un’altra utile sezione è quella dedicata all’etichettatura energetica e ambientale (Label), in cui sono descritte le principali etichette e i marchi nazionali ed europei per il settore edile, per l’elettricità da fonte rinnovabile, per gli elettrodomestici,  per l'illuminazione, per le apparecchiature per ufficio e per i veicoli.

Infine, per essere costantemente aggiornati sul programma dei più importanti eventi in Italia e nel mondo basta consultare la sezione news del portale.

Per comprendere la portata del Green Public Procurement è necessario fare riferimento ad alcuni dati. Solo nel nostro paese gli acquisti della PA rappresentano circa il 17% del PIL, pari a mille miliardi di euro l’anno. A favorire gli acquisti consapevoli ed ecosostenibili da parte delle PA esiste una normativa comunitaria sicuramente sensibile a questo tema, ma le leggi non sempre sono sufficienti. Occorre sensibilizzare tanto le istituzioni quanto il settore privato attraverso iniziative ad hoc.

Il pubblico è pronto per questo tipo di discorso. Secondo l’ultima indagine effettuata dall’istituto di ricerca Det Norske Veritas sui temi della sicurezza e della sostenibilità dei prodotti alimentati, gli italiani sono sempre più attenti a come vengono prodotti i cibi che acquistano: il 70% dà importanza agli aspetti etico-sociali mentre il 65% a quelli ambientali, e addirittura l’83% dà valore a una produzione con basse emissioni di CO2. Questo trend è confermato anche delle aziende agroalimentari: l’83% ritiene che la considerazione dei temi ambientali ed etico sociali tenderà a crescere, e il 41% ha già in programma iniziative concrete per ridurre l’impatto ambientale.

Nonostante le aziende stesse appaiano ancora complessivamente “poco educate ad educare” il consumatore verso i temi ambientali ed etico sociali, ben la metà di quelle intervistate dichiara di usare i temi ambientali come leva di marketing mentre il 41% ha in programma iniziative concrete per ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera produttiva.
(Alessandra Flora)

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