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Economia circolare - accordo su norme UE per riduzione rifiuti

 

Economia circolareAggiornato il 4 luglio 2018 In vigore le norme per adeguare la legislazione dell'UE sui rifiuti, nell’ambito del pacchetto economia circolare.

Parlamento UE - Politica Coesione contribuisca ad economia circolare

Produrre meno rifiuti ed aumentare in modo sostanziale il riciclaggio di quelli urbani e d’imballaggio. Sono gli obiettivi delle nuove norme UE sui rifiuti, in vigore dal 4 luglio 2018.

Cosa prevede il pacchetto economia circolare

Una serie di misure per incentivare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, rafforzare la competitività a livello mondiale e stimolare la crescita economica sostenibile e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Sono gli obiettivi del pacchetto economia circolare, presentato a dicembre 2015 dalla Commissione europea ed articolato in una serie di azioni chiave:

  • azioni per ridurre i rifiuti alimentari, compresa una metodologia comune di misurazione, una migliore indicazione della data di consumo, e strumenti per raggiungere l'obiettivo di sviluppo sostenibile globale di ridurre della metà gli scarti alimentari entro il 2030;
  • norme di qualità per le materie prime secondarie al fine di aumentare la fiducia degli operatori nel mercato unico;
  • misure nell'ambito del piano di lavoro 2015-2017 sulla progettazione ecocompatibile (ecodesign) per promuovere la riparabilità, longevità e riciclabilità dei prodotti, oltre che l'efficienza energetica;
  • revisione del regolamento relativo ai concimi, per agevolare il riconoscimento di quelli organici e ricavati dai rifiuti nel mercato unico e sostenere il ruolo dei bionutrienti;
  • una strategia per le materie plastiche nell'economia circolare, che affronta questioni legate a riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose nelle materie plastiche e, nell'ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l'obiettivo di ridurre in modo significativo i rifiuti marini;
  • azioni in materia di riutilizzo delle acque, tra cui una proposta legislativa sulle prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue.

Rifiuti: cosa prevedono le norme UE

La Commissione aveva inizialmente presentato proposte di nuove norme sui rifiuti nel 2014, che sono state poi ritirate e sostituite da quelle perfezionate, più circolari e più ambiziose presentate nel dicembre 2015.

A dicembre i colegislatori hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle quattro proposte della Commissione in materia di rifiuti. Accordo approvato dal Parlamento europeo nella seduta plenaria dello scorso aprile e che ora ha ricevuto l’ok degli Stati membri.

Le nuove norme aiuteranno a produrre meno rifiuti e, quando ciò non è possibile, ad aumentare in modo sostanziale il riciclaggio di quelli urbani e d'imballaggio. Allo stesso tempo è prevista la riduzione graduale dell conferimento in discarica e la promozione dell'uso di strumenti economici, come i regimi di responsabilità estesa del produttore.

La nuova legislazione rafforza la “gerarchia dei rifiuti”, imponendo agli Stati membri l'adozione di misure specifiche che diano priorità alla prevenzione, al riutilizzo e al riciclaggio rispetto allo smaltimento in discarica e all'incenerimento, facendo coì diventare realtà l'economia circolare.

Riciclaggio dei rifiuti urbani

Le norme definiscono innazitutto obiettivi più ambiziosi in materia di riciclaggio, definiti da una roadmap precisa: entro il 2025, almeno il 55% dei rifiuti urbani domestici e commerciali dovrebbe essere riciclato. L’obiettivo salirà al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035.

L'inasprimento delle norme per il calcolo delle percentuali di riciclaggio aiuterà inoltre a monitorare meglio i progressi realmente compiuti nella realizzazione dell'economia circolare.

Riciclaggio degli imballaggi

Il 65% dei materiali di imballaggio dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70% entro il 2030 (la roadmap definita da Bruxelles indica percentuali diverse per le diverse tipologie di imballaggio).

Raccolta differenziata

Le nuove norme sulla raccolta differenziata - ampliando l'obbligo esistente di differenziare carta e cartone, vetro, metalli e plastica - miglioreranno la qualità delle materie prime secondarie e ne diffonderanno ulteriormente l'uso: entro il 2022 si dovranno raccogliere separatamente i rifiuti domestici pericolosi, entro il 2023 i rifiuti organici ed entro il 2025 i tessili.

Riduzione graduale dei rifiuti in discarica

Entro il 2035 i rifiuti urbani smaltiti in discarica dovranno essere ridotti, per costituire al massimo il 10% del totale dei rifiuti urbani prodotti.

Incentivi

Le nuove regole prevedono un maggior ricorso agli strumenti economici e ad altre misure di provata efficacia per facilitare l'applicazione della gerarchia dei rifiuti.

In questa transizione un ruolo importante è assegnato ai produttori, che saranno tenuti responsabili dei loro prodotti quando diventano rifiuti. I nuovi requisiti in materia di responsabilità estesa del produttore miglioreranno i risultati e l'amministrazione di questi regimi, che dovranno essere creati per tutti i tipi di imballaggio entro il 2024.

Prevenzione

La nuova legislazione dà particolare rilievo alla prevenzione e introduce obiettivi importanti per gli sprechi alimentari nell'UE e per i rifiuti marini, in modo da concorrere al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite.

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