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Bilancio UE 2019 – il Parlamento europeo mette al centro i giovani

 

Daniele Viotti - Photo credit: Genevieve Engel © European Union 2018 - Source: EPErasmus, lotta alla disoccupazione, ricerca, contrasto al cambiamento climatico. Sono alcune delle priorità indicate dalla plenaria del Parlamento europeo, che oggi ha approvato la posizione negoziale sul bilancio UE 2019.

Fondi europei – Consiglio, confermati i tagli al bilancio UE 2019

Un bilancio all'altezza delle sfide che l'UE deve affrontare. E' quanto chiesto dalla plenaria del Parlamento europeo, che oggi ha approvato, con 389 voti a favore, 158 contrari e 123 astenuti,  una risoluzione sul Bilancio UE 2019.

L'ok al provvedimento, a cura degli eurodeputati Daniele Viotti (S&D) e Paul Rübig (PPE), fa seguito al voto sui numeri del Bilancio europeo per il prossimo anno e completa la posizione negoziale del PE in vista delle trattative con il Consiglio.

A fine settembre la commissione Budget del PE ha infatti votato per un bilancio da 166,34 miliardi di euro in impegni e 149,3 miliardi di euro in pagamenti, respingendo i tagli del Consiglio - che aveva chiesto 164 miliardi in impegni e circa 148 miliardi in pagamenti - alla proposta originaria della Commissione UE.

"Con questo budget ambizioso intendiamo affrontare le grandi sfide del nostro continente”, ha commentato Viotti, a cominciare dal sostegno alle giovani generazioni, al centro delle preoccupazioni del PE.

Bilancio UE 2019 - PE, piu' fondi per Erasmus, ricerca e immigrazione

La posizione negoziale del Parlamento UE

Crescita sostenibile, innovazione, competitività, sicurezza, lotta ai cambiamenti climatici e transizione all'energia sostenibile, sono le priorità indicate dagli eurodeputati per il prossimo anno, con un'attenzione particolare ai giovani, per cui chiedono risorse adeguate attraverso il programma Erasmus e la Youth Guarantee.

Per affrontare le cause profonde della migrazione e gestire i flussi verso l'UE, gli europarlamentari hanno deciso di rafforzare diversi strumenti, tra cui: lo strumento per la cooperazione allo sviluppo (+147,5 milioni di euro), lo strumento europeo di vicinato (+146 milioni di euro), il meccanismo di pre-adesione per i Balcani occidentali (+56,3 milioni di euro) e il Fondo asilo, migrazione e integrazione (+33 milioni di euro).

Centrale per il PE anche il finanziamento della ricerca, fortemente penalizzata dalla posizione della Consiglio, che ha proposto di ridurre di oltre 300 milioni la dotazione di Horizon 2020. Gli eurodeputati hanno ripristinato anche i fondi per il Connecting Europe Facility – CEF, ridotto di 274 milioni nella posizione degli Stati membri, per Copernicus, che aveva subito un taglio di 148,2 milioni, ITER (-19 milioni) ed Euratom (-13,3 milioni) e per Europa Creativa (-8,4 milioni).

La votazione in plenaria darà il via alle tre settimane di negoziati di "conciliazione" con il Consiglio, con l'obiettivo di raggiungere un accordo tra le due istituzioni da votare in Parlamento il 29 novembre.

Bilancio europeo post 2020: PE, tagli più duri di quanto annunciato

Photo credit: Genevieve Engel © European Union 2018 - Source: EP

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