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EU Industry Days - le sfide europee, tra Brexit e guerre commerciali

EU Industry Days - Photo credit: © European Union, 2019 / Source: EC - Audiovisual Service / Photo: Etienne AnsotteUna serie di trasformazioni e sfide attendono l’industria e l’economia dell’Unione europea, dalla Brexit alla possibile avanzata degli euroscettici alle elezioni europee. “Vogliamo imprese europee che possano competere sulla scena mondiale”, afferma Juncker aprendo la terza edizione degli EU Industry Days.

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“La nostra economia si sta trasformando davanti ai nostri occhi, e il mondo sta cambiando più rapidamente che mai. Non dobbiamo combattere il cambiamento, ma adattarci ad esso, e credo che la nostra industria possa aprire la strada” a tale cambiamento. E’ quanto afferma il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker aprendo la terza edizione degli EU Industry Days, l’evento che il 5 e 6 febbraio ha riunito a Bruxelles circa 1.500 responsabili politici, industriali e rappresentanti della società civile per discutere della competitività industriale in Europa.

Le guerre dei dazi e il futuro del commercio

“Nubi e incertezza avvolgono l’Europa per via della Brexit e delle elezioni europee. Un motivo per essere allertati ma non ancora allarmati”, gli fa eco Kristalina Georgieva, Chief Executive Officer e presidente ad interim della Banca mondiale.

Incertezze che riguardano anche il commercio mondiale, su cui aleggia lo spettro di una guerra imminente. “L’accordo tra UE e Giappone cambia le carte in tavola, aprendo un nuovo mercato che vale un terzo del Pil mondiale e permettendo risparmi annuali di un miliardo per le imprese europee. E, cosa più importante, contribuisce ai nostri principi in settori come la manodopera, la sicurezza, il clima e la protezione dei consumatori”, sottolinea Juncker. “E’ questa l’idea di commercio per cui si batte la Commissione”, aggiunge.

L’industria, dal canto suo, deve fare la sua parte, mostrando coraggio e determinazione: “l’Europa è ancora una società industriale, e dobbiamo pensare a cosa può fare la nostra economia per la nostra società”. La principale sfida, ricorda Juncker, è costruire un modello equo e giusto, che non lasci indietro nessuno. E così come condizioni eque sono necessarie sul mercato globale, altrettanto importante è avere una concorrenza alla pari all’interno del mercato unico, per le imprese e per il consumatore. “Vogliamo forti aziende europee in grado di competere sulla scena globale”, sottolinea Juncker.

L’Europa del futuro? Quella indicata nel Quadro finanziario pluriennale

“Lavoro e competenze devono essere la nostra priorità” per poter governare il cambiamento in atto, prosegue il numero uno della Commissione.

Non a caso, nella proposta di nuovo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 “9 miliardi di euro sono dedicati ai programmi per la trasformazione digitale, e un quarto del bilancio intende sostenere energia pulita e clima”, in quanto “i cambiamenti climatici pongono molte sfide per l’industria”, europea e non.

Sfide che sono al centro degli EU Industry Days, come dimostrano le tematiche affrontate nel corso delle diverse sessioni di discussione: dal commercio all’energia pulita, passando per l’economia circolare e l’intelligenza artificiale.

Economia circolare

Nel corso della prima giornata dell’evento, il 5 febbraio, si è tenuto il primo incontro della Circular Plastics Alliance, costituita da 30 stakeholder e presieduta dal commissario UE per il lavoro, la crescita, gli investimenti e la competitività Jyrki Katainen.

L’alleanza intende rendere la plastica “circolare”, evitando o limitando al massimo la produzione di rifiuti e la loro dispersione nell’ambiente. Obiettivo: assicurare che 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata vengano introdotte nei nuovi prodotti europei entro il 2025.

Energia sostenibile: al via la Piattaforma europea sulle batterie

Da più di un anno la Commissione ha annunciato il suo impegno a fare del continente un leader del settore dello storage.

Si tratta innanzitutto di recuperare terreno in un segmento industriale decisivo per cercare di raggiungere i progressi di grandi potenze come Stati Uniti e Cina, che già stanno ridisegnando il mercato globale dello storage a loro favore. Il lancio nel 2017 della EU Battery Alliance era il primo passo in tal senso, cui ha fatto seguito, a ottobre dello scorso anno, la costruzione della prima gigafactory europea.

Ora, in occasione degli EU Industry Days, la Commissione ha annunciato l’avvio della European Technology and Innovation Platform on Batteries, piattaforma che intende unire attori pubblici e privati provenienti dai settori industriali e della ricerca per consolidare le basi industriali del settore dello storage in Europa.

“L'UE non vuole solo essere un consumatore di batterie, ma vuole diventare leader di mercato che varrà fino a 250 miliardi di euro entro il 2025”, sottolinea il direttore generale del dipartimento Energia della Commissione Dominique Ristori. “Per farlo, ricerca e innovazione sono fattori chiave, e sono convinto che questa nuova piattaforma permetterà all’Europa di diventare leader mondiale del settore. L'interesse economico in gioco è enorme e il ruolo e l'importanza di queste tecnologie aumenteranno significativamente in futuro. Per essere all'avanguardia, dobbiamo consolidare le basi industriali per le batterie nel nostro continente”, conclude.

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