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Incentivi alle imprese per produrre mascherine e dispositivi medici: Mediocredito centrale mette il restante 25% non coperto da Invitalia

 

Incentivo Invitalia: 50 milioni per produrre mascherine: Photocredit: rottonara da PixabayPer produrre in Italia mascherine e dispositivi medici contro il Coronavirus, dal 26 aprile è disponibile un incentivo Invitalia. L’agevolazione consiste in un mutuo agevolato al 75% a tasso zero (trasformabile in un contributo a fondo perduto al 100% se la produzione è veloce). Ora, per sostenere ulteriormente le imprese nella parte non coperta dal mutuo, interviene il Mediocredito Centrale che integra il restante 25%.

> Cosa prevede il Decreto Cura Italia

Si sono aperti il 26 aprile i termini per fare domanda per il contributo CuraItalia, l’incentivo  di Invitalia che sostiene le imprese per produrre nel nostro Paese dispositivi medici contro il Coronavirus. 

L’incentivo è previsto dal Decreto Cura Italia che, per sostenere la produzione autarchica di questa tipologia di prodotti, ha infatti stanziato 50 milioni di euro gestiti da Invitalia. Si tratta di una misura che va in deroga al regime sugli aiuti di stato e che, per questo, ha dovuto ricevere prima l’ok da Bruxelles. 

L’agevolazione consiste in un mutuo agevolato al 75% a tasso zero, ma se il progetto di riconversione produttiva si conclude in 15 giorni, l’incentivo diventa un contributo a fondo perduto al 100%. 

L’intervento del Mediocredito Centrale

Per sostenere ulteriormente le imprese che stanno riconvertendo parte delle proprie linee produttive per aiutare il sistema paese nell’affrontare l’emergenza, il 2 aprile è sceso in campo anche il Mediocredito Centrale.

L’istituto, infatti, ha deciso di integrare la parte non coperta dal mutuo agevolato di Invitalia, coprendo quindi il restante 25% del programma di spesa ammesso all’agevolazione. 

L’integrazione avviene grazie alla concessione di un finanziamento erogato a tasso variabile e con durata massima di 84 mesi, comprensiva di eventuale periodo di preammortamento.

In questo modo, con l’integrazione di Mediocredito Centrale, le imprese possono coprire integralmente i programmi di spesa finalizzati a ampliare e/o riconvertire la propria attività con l’obiettivo di produrre i dispositivi necessari per contrastare l’epidemia.

Al finanziamento del Mediocredito centrale possono accedere le imprese di qualsiasi dimensione situate in tutta Italia e che hanno già presentato domanda a Invitalia per #CuraItalia Incentivi. 

Per essere ammesse, però, le imprese devono anche:

  • Operare in regime di contabilità ordinaria;
  • Essere costituite in forma società di persone o di capitali. Sono pertanto escluse le ditte individuali e le partite IVA.

A cosa serve l’incentivo Curaitalia

Come già anticipato, i 50 milioni previsti dal Dl Cura Italia, servono in buona sostanza a sostenere le imprese italiane nell’ampliamento e/o nella riconversione delle linee produttive, per renderle capaci di produrre dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale, necessari in queste drammatiche settimane negli ospedali.

Per essere ammissibile, il progetto di investimento può variare da un minimo di 200mila euro ad un massimo di 2 milioni di euro.

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Come funzionano gli incentivi?

In prima istanza l’agevolazione consiste in un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni.

Tuttavia, dato il carattere di estrema urgenza per la fornitura di questi dispositivi, il mutuo può trasformarsi in un contributo a fondo perdutofino al 100% dell’investimento, se il progetto diventa velocemente operativo.

Più in particolare, Curaitalia Incentivi prevede che:

  • La massima agevolazione conseguibile (in termini di ESL) è 800mila euro;
  • Siano agevolabili anche le spese sostenute prima della presentazione della domanda, ma dopo la pubblicazione del Dl Cura Italia (avvenuta il 17 marzo 2020).

Per quanto riguarda, invece, la trasformazione dell’incentivo in un contributo a fondo perduto, questo avviene nei seguenti casi:

  • Se l’investimento si completa entro 15 giorni, l’impresa avrà il 100% di fondo perduto;
  • Se l’investimento si completa entro 30 giorni, l’impresa avrà il 50% di fondo perduto;
  • Se l’investimento si completa entro 60 giorni, l’impresa avrà il 25% di fondo perduto.

Per accelerare le tempistiche per la produzione di questi dispositivi, anche le procedure previste per la presentazione e la valutazione delle domande sono estremamente snelle. E’ previsto infatti che:

  • La procedura per la presentazione della domanda sia agile, prevedendo adempimenti ridotti per le imprese. E’ richiesta, tuttavia, una perizia tecnica asseverata;
  • L’iter di valutazione sia veloce, concludendosi in 5 giorni;
  • Il bando sia “a sportello”. Questo significa che le domande verranno analizzate via via che arrivano, in  basa all’ordine cronologico di presentazione e, se ritenute valide, otterranno subito il finanziamento.

Infine, per agevolare la riconversione e la produzione, l'incentivo prevede un anticipo del 60% della spesa, senza la necessità di presentare garanzie al momento dell'accettazione del provvedimento di ammissione. Il saldo arriverà, invece, una volta conclusi gli investimenti.

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Come presentare la domanda?

I termini per presentare la domanda si aprono alle ore 12.00 del 26 marzo 2020. Le richieste dovranno essere presentate tramite la Piattaforma online di Invitalia, previa registrazione.

Come detto, gli adempimenti richiesti alle imprese che vogliono partecipare, sono ridotti. I documenti da presentare sono, in buona sostanza, solo i seguenti:

  • Dichiarazione per richiesta antimafia;
  • Dichiarazione possesso requisiti;
  • Dichiarazione antiriciclaggio;
  • Piano degli investimenti;
  • Relazione tecnica.

Infine si ricorda che, per richiedere le agevolazioni tramite la Piattaforma di Invitalia, è necessario disporre sia della firma digitale, sia di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Coronavirus: cosa c'e' per le imprese nel decreto Cura Italia

Photocredit: rottonara da Pixabay

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