logo-gruppo-bancario-iccrealogo BCC-credito-cooperativo

Assegno unico, dal 2023 automatico e importi fino a 190 euro

 

Assegno unico - Foto di Polesie Toys da PexelsIn arrivo due importanti novità sull'assegno unico per i figli. La prima è legata all'adeguamento al costo della vita dell'importo del sussidio, l'altra è a proposito della modalità automatica di erogazione dell'aiuto da parte dell'INPS. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla misura per le famiglie.

Assegno unico figli e ANF maggiorati: come ottenere i sussidi per le famiglie

Entrato in vigore lo scorso 1° marzo, l'assegno unico universale per i figli - istituito dal decreto legislativo n. 230/2021 approdato in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre - va verso un duplice rinnovamento.

Dal prossimo anno, infatti, l'importo mensile dell'aiuto verrà adeguato per effetto del caro vita, registrando un possibile aumento delle cifre. Parallelamente, l’INPS erogherà direttamente il sussidio agli aventi diritto di cui conosce la situazione reddituale. 

Dai requisiti per richiederlo alle tempistiche per presentare le domande d'aiuto, facciamo il punto sullo strumento di welfare per le famiglie italiane.

Assegno unico per i figli

Come funziona l'assegno unico figli 2022?

L'assegno unico per i figli, che rappresenta il tassello più importante del Family Act, è concepito come 'universale' in quanto consiste in una quota mensile riconosciuta ai nuclei familiari sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), per ciascun figlio dal settimo mese di gravidanza e fino a 21 anni

In presenza di figli maggiorenni l'assegno è concesso a patto che i ragazzi studino, facciano tirocini con reddito inferiore agli 8mila euro, siano disoccupati e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego o impegnati nel servizio civile universale. Non è previsto un limite di età, invece, per i figli disabili, ma solo un importo differenziato in base al grado di autosufficienza.

Questa misura economica dedicata alle famiglie può contare su circa 15 miliardi di euro nel 2022, risorse che saliranno progressivamente fino a 19,5 miliardi a decorrere dal 2029.

Ricordiamo che l'assegno unico universale rappresenta l'evoluzione dell'assegno temporaneo per i figli, noto anche come assegno 'ponte', che aveva validità di sei mesi, da luglio a dicembre del 2021, ed era rivolto ad una platea ridotta di beneficiari (lavoratori autonomi, professionisti, partite Iva, disoccupati senza indennità e tutti coloro senza un reddito familiare prevalente da lavoro dipendente o assimilati).

Importi parametrati all'Isee

Gli importi dell'assegno sono parametrati all’Isee. Due in linea generale i limiti individuati: sotto i 15mila euro di Isee per avere il massimo dei benefici, sopra i 40mila per avere comunque almeno il minimo. 

Tuttavia, produrre l’Isee non è obbligatorio: in mancanza si ha diritto, comunque, all’importo minimo. Nessuna famiglia, se vorrà, resterà quindi fuori dal contributo che andrà dai 50 ai 175 euro al mese, che scendono da 25 a 85 euro per i figli tra i 18 e i 21 anni.

Sono previste una serie di maggiorazioni in base al numero di figli e alla presenza di disabili, ma si tiene conto anche del fatto che entrambi i genitori lavorano. Una maggiorazione ad hoc - 20 euro al mese indipendentemente dall’Isee - va alle giovanissime mamme under 21. A partire dal terzo figlio è prevista una maggiorazione tra i 15 e gli 85 euro a figlio in base all’Isee, mentre per i nuclei con quattro figli o più è prevista un’ulteriore maggiorazione forfettaria da 100 euro al mese. Se entrambi i genitori lavorano e l’Isee è basso, si avranno altri 30 euro in più, che si azzerano oltre i 40mila euro.

Le famiglie con figli disabili riceveranno l’assegno unico senza limiti di età dei figli. Per i minorenni si riceveranno 105 euro al mese in più in caso di non autosufficienza, 95 euro in caso di disabilità grave e 85 euro in caso di disabilità media.

Grazie al dl Semplificazioni n. 73-2022, a questa maggiorazione ordinaria si aggiunge, per il solo 2022, un ulteriore importo di 120 euro al mese nel caso di nuclei con ISEE fino a 25.000 euro che abbiano almeno un figlio a carico con disabilità.

In presenza di maggiorenni disabili e fino a 21 anni si riceveranno 80 euro al mese in più - che si sommano all’assegno previsto tra i 18 e i 21 anni - mentre oltre i 21 anni si continuerà a ricevere un assegno in base all’Isee che andrà da 85 a 25 euro al mese. Inoltre, i genitori di figli disabili con più di 21 anni, pur percependo l’assegno, potranno continuare a fruire della detrazione fiscale per figli a carico.

Con il dl 73-2022 viene inoltre equiparato l’importo base dell'assegno unico anche ai figli con disabilità di età superiore a 18 anni, e senza limiti di età. Quindi, l’aiuto ammonterà a 175 euro in caso di ISEE pari o inferiore a 15.000 euro, per poi ridursi gradualmente fino a raggiungere la soglia dei 50 euro in caso di ISEE pari o superiore a 40.000 euro.

Sul sito dell’Inps è disponibile la "Simulazione Importo Assegno Unico", che permette di calcolare l’importo mensile del nuovo sostegno. Lo strumento è accessibile liberamente ed è consultabile da qualunque dispositivo mobile o fisso. Non sono, infatti, richieste credenziali per il suo utilizzo.

Quando e come presentare le domande

Le domande si possono presentare dal 1° gennaio 2022 con modalità telematica tramite il sito Inps, presso gli istituti di patronato o i contact center dell'Istituto.

A queste modalità, con il messaggio del 22 luglio 2022, si è aggiunto un nuovo servizio di richiesta tramite l'applicazione 'INPS Mobile' per smartphone e tablet. Dopo aver installato l’app e selezionato dalla homepage la voce "Assegno unico e universale per i figli a carico", l’utente, previo accesso mediante SPID oppure CIE può presentare una nuova domanda e/o consultare lo stato di una domanda già presentata. Senza autenticazione è possibile accedere solo alla funzione di "Simulazione Importo Assegno Unico".

Il periodo di riferimento per l'invio della richiesta va da marzo a febbraio dell’anno successivo. Tuttavia, in caso di richiesta presentata entro il 30 giugno 2022, sono state riconosciute le mensilità pregresse a partire dal mese di marzo; se l'istanza viene presentata più tardi di questa data, invece, l’assegno viene erogato a decorrere dal mese successivo a quello della domanda ed è determinato sulla base dell’Isee valido al momento della domanda.

Non c’è quindi una scadenza specifica per fare domanda di assegno unico 2022 ma, come spiegato dall'Agenzia delle Entrate e dall'Inps, per percepire la prestazione da marzo e non avere una riduzione delle disponibilità economiche del mese, è necessario inviare domanda in maniera tempestiva.

Per le domande inviate entro il 30 giugno 2022, in assenza di ISEE valido al momento della presentazione dell’istanza, si è tenuto conto dell’attestazione eventualmente presentata successivamente in sede di conguaglio nei mesi di gennaio e febbraio dell’anno successivo. Nessun conguaglio invece per le domande presentate dal 1° luglio, per le quali l’assegno unico viene erogato dal mese successivo sulla base dell’ISEE presente al momento di invio.

La domanda va inoltrata una sola volta nell’anno, deve riguardare tutti i figli, integrandola in caso di nascite e tenendo presente che l’assegno unico spetta a partire dal settimo mese di gravidanza.

Chi può fare domanda di assegno unico?

Possono presentare domanda di assegno unico i soggetti che, oltre ad avere un figlio a carico, devono rispettare i seguenti requisiti, indicati nel decreto legislativo n.230/2021:

  • in alternativa tra loro:
    - essere cittadino italiano;
    - essere cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente ovvero i titolari di carta di soggiorno o carta di soggiorno permanente;
    - essere titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
    - essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
    - essere titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato in Italia;
  • essere o essere stato residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o anche essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Successivamente, l’INPS ha incluso - con la circolare del 23 febbraio 2022 - tra i potenziali beneficiari della misura anche:

  • gli stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale equiparati ai cittadini italiani;
  • i titolari di Carta blu, “lavoratori altamente qualificati”;
  • i lavoratori di Marocco, Algeria e Tunisia per i quali gli accordi euromediterranei tra l’Unione europea e tali Paesi prevedono il generale diritto alla parità di trattamento con i cittadini europei;
  • i lavoratori autonomi titolari di permesso di cui all’articolo 26 del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, dal momento che la norma non fa differenza con il lavoro dipendente.

Il sostegno economico alla genitorialità, inoltre, spetta anche ai familiari extra UE di cittadini stranieri che siano titolari di un permesso di soggiorno per ricongiungimento al familiare.

Dal momento che l’INPS ha ricevuto diverse richieste di chiarimento sui permessi di soggiorno validi per la domanda di accesso all’assegno unico, con il messaggio del 25 luglio 2022, l’Istituto ha integrato le indicazioni in merito al tema. L'Istituto ha specificato che ci sono anche altre tipologie di documenti che permettono ai cittadini stranieri di richiedere i benefici economici e sono quelli rilasciati per le seguenti cause:

  • lavoro subordinato di durata almeno semestrale;
  • lavoro stagionale di durata almeno semestrale;
  • assistenza minori rilasciati ai familiari per gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico e tenuto conto dell’età e delle condizioni di salute del minore che si trova nel territorio italiano;
  • protezione speciale in caso di pericoli di persecuzione o tortura per chi rientra nel Paese di origine;
  • casi speciali relativi a soggetti nei cui confronti siano state accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento.

Sono esclusi, invece, dalla platea dei beneficiari i titolari dei seguenti permessi: attesa occupazione; tirocinio e formazione professionale; studio; studenti, tirocinanti, alunni; residenza elettiva; visite, affari, turismo.

L'assegno andrà al genitore che fa la domanda o "a richiesta anche successiva, in pari misura" tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo "l'assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l'assegno è riconosciuto nell'interesse esclusivo del tutelato". La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, che possono "richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante".

La domanda non sarà necessaria per i percettori di Reddito di cittadinanza in quanto l’assegno unico verrà pagato d’ufficio dall'Inps congiuntamente con il RdC e secondo le modalità di erogazione di quest’ultimo, sottraendo la quota prevista per i figli minori.

Assegno unico 2022 documenti necessari

Per ottenere l’assegno si deve avere un Isee valido, ma quest’ultimo non deve essere allegato alla domanda perché Inps ne verifica autonomamente l’esistenza. Di conseguenza la procedura messa a punto dall’Istituto è snella e non richiede di allegare documenti. 

In pratica è necessario indicare i dati dei figli e dell’altro genitore, quelli per il pagamento, sottoscrivere dichiarazioni di responsabilità e l’assenso al trattamento dati. La richiesta verrà presentata da un genitore e il secondo completerà la parte di sua competenza indicando gli eventuali ulteriori dati per il pagamento in caso di ripartizione a metà dell’importo. I figli maggiorenni potranno fare domanda in sostituzione dei genitori e chiedere la corresponsione diretta della quota di assegno a loro spettante.

Per ricevere l'assegno è necessario che il titolare del conto corrente identificato dal codice Iban specificato nella domanda sia il richiedente dell'assegno unico. L'Inps non potrà accreditare l'assegno sul conto corrente di una persona differente da chi presenta la domanda. È possibile comunque chiedere l'accredito dell'assegno unico su un conto corrente cointestato al beneficiario che ha presentato la domanda. Non è sufficiente essere delegati alla riscossione.

Il codice fiscale del richiedente deve essere esattamente corrispondente a quello che risulta all'Istituto di Credito come codice fiscale del titolare del conto corrente su cui si chiede l'accredito. Infine, il conto corrente su cui si chiede l'accredito dell'assegno unico deve essere effettivamente attivo e correttamente intestato (o cointestato) al richiedente la prestazione.

Consulta il testo del decreto legislativo n. 230-2021, Gazzetta Ufficiale n. 309 del 30 dicembre 2021 

Torna all'indice

Assegno unico 2023, più ricco e automatico

La prima importante novità è relativa alle cifre del sussidio: dal 1° gennaio 2023 l'assegno unico sarà indicizzato all’inflazione, così come prevede la legge che lo ha introdotto. Questa rivalutazione, che tiene conto dell'attuale aumento dei prezzi, potrebbe portare ad un incremento del valore dell’assegno mensile dagli attuali 175 euro a 190 euro per chi ha un Isee fino a 15mila euro

A partire dal prossimo anno, inoltre, cambieranno le modalità di accesso alla misura di sostegno per le famiglie con figli a carico. Se i requisiti del nucleo familiare non sono cambiati rispetto all’anno precedente, l’INPS erogherà in automatico l'assegno mensile senza più l’obbligo di presentare la domanda di rinnovo. Coloro che percepiscono l'aiuto dovranno comunicare all'Istituto solo eventuali variazioni dell'Isee e del numero di figli.

I chiarimenti sull'assegno unico universale figli

L'INPS, con il messaggio n. 2951 del 25 luglio 2022, ha dettagliato i titoli di soggiorno da ritenersi utili per l’ammissione al sussidio dei genitori stranieri.

La domanda di assegno unico univesale per i figli può essere inviata e consultata anche tramite la app 'Inps Mobile' per smartphone e tablet. A comunicarlo è stato lo stesso Istituto, con il messaggio n. 2925 del 22 luglio 2022.

Con il messaggio n. 1714 del 20 aprile 2022, l'INPS fornisce ulteriori precisazioni sulla misura di sostegno e sui criteri di spettanza. Nello specifico, il chiarimento si sofferma sulla maggiorazione dell’importo riconosciuta ai nuclei in cui lavorano entrambi i genitori e in caso di nuclei familiari numerosi, fornendo inoltre delucidazioni per quel che riguarda il riconoscimento dell'assegno ai genitori separati e ai figli maggiorenni.

La circolare INPS n. 34 del 28 febbraio 2022 fornisce le prime istruzioni amministrative e procedurali in relazione agli effetti che l’introduzione dell’assegno unico produce sulla disciplina dell’assegno per il nucleo familiare (ANF). In particolare, si esplicita che in assenza di figli per i quali spetta l'assegno unico universale, potranno comunque essere richiesti gli ANF, ma limitatamente agli altri componenti del nucleo in possesso dei requisiti di legge.

Con la circolare n. 23 del 9 febbraio 2022 l'INPS si sofferma sui criteri generali di spettanza e sui requisiti dei beneficiari, precisando anche i termini di decorrenza e le modalità di erogazione della misura. Nello stesso documento, inoltre, l'Istituto fornisce dei chiarimenti a proposito di alcuni aspetti della normativa ai fini della determinazione dell’importo e dell’erogazione. 

Precedentemente, in data 31 dicembre 2021, sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono state pubblicate due distinte informative, predisposte congiuntamente con l’Inps, indirizzate rispettivamente una ai datori di lavoro e l'altra ai dipendenti e ai lavoratori autonomi. Oltre al riepilogo della norma, queste comunicazioni forniscono i dettagli per la corresponsione e la fruizione dell’assegno universale.

A queste due informative si affianca il messaggio dell'Inps n. 4748 del 31 dicembre 2021, in cui vengono date le prime istruzioni operative per fare domanda d’accesso all'assegno unico 2022.

Le misure sostituite dall'assegno unico universale

Con l'introduzione del nuovo assegno unico universale è avvenuto il graduale superamento o soppressione di altri provvedimenti a tutela delle famiglie. In particolare, a partire da marzo 2022 sono stati eliminati, oltre all'assegno ponte e alle detrazioni per i figli a carico, anche:

  • l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori, misura, introdotta nel 1999, che prevede l’assegnazione di un importo mensile alle famiglie con tre figli minori di 18 anni a carico. Nel 2020 la misura massima di tale assegno era di 145,14 euro mensili per 13 mensilità, spettante alle famiglie con Isee inferiore a 8.788,99 euro (per 5 componenti);
  • l’assegno di natalità (bonus bebè), introdotto dalla legge di Stabilità 2015, riconosciuto per ogni figlio adottato o nato entro l’anno considerato e corrisposto fino al primo anno di età o fino al primo anno di adozione. Il contributo previsto è scaglionato per fasce di reddito; nel 2020 era pari a 1.920 euro annui per famiglie con Isee non superiore a 7mila euro, di importo pari a 1.440 euro per un valore dell’Isee superiore a 7.000 euro ma inferiore a 40mila euro, pari a 960 euro per le famiglie con Isee superiore a 40mila euro. A partire dal 2019, inoltre, per i figli successivi al primo l’importo viene aumentato del 20%;
  •  il premio alla nascita o all’adozione, introdotto con legge di Stabilità 2017, che consiste in un contributo una tantum per un importo pari a 800 euro, erogato in unica soluzione e spettante al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;
  • il fondo di sostegno alla natalità, istituito con legge di Bilancio 2017 e con una dotazione di 13 milioni di euro per il 2020 e 6 milioni di euro a decorrere dal 2021. Il fondo è diretto a favorire l’accesso al credito alle famiglie con uno o più figli fino a tre anni (o fino a tre anni di adozione) tramite il rilascio di garanzie a banche e intermediari.

Sopravvive, invece, all'introduzione dell'assegno unico anche per l'anno in corso il bonus nido, un sussidio che, in base all'ISEE, garantisce un aiuto economico fino a 3mila euro.  

Sostegni ter, detrazioni IRPEF anche con assegno unico figli 2022

Se da un lato il debutto dell’assegno unico porterà all’addio delle detrazioni fiscali per i figli a carico under 21, dall’altro viene garantita la possibilità di portare in detrazione dall’IRPEF con il modello 730 le spese sostenute in loro favore.

A stabilirlo è l’articolo 19 del decreto Sostegni ter, che interviene integrando le disposizioni previste dal TUIR, per chiarire alcune incertezze normative a proposito dell’avvio dell’assegno unico in relazione alla disciplina delle detrazioni fiscali per figli a carico.

Nel dettaglio, il decreto Sostegni 2022 ha introdotto un nuovo comma 4-ter all'articolo 12 del Testo Unico che mette in salvo il diritto per tutte le famiglie a fruire delle detrazioni fiscali per le spese sostenute in favore dei figli a carico, stabilendo quanto segue:

"Ai fini delle disposizioni fiscali che fanno riferimento alle persone indicate nel presente articolo, anche richiamando le condizioni ivi previste, i figli per i quali non spetta la detrazione ai sensi della lettera c) del comma 1 sono considerati al pari dei figli per i quali spetta tale detrazione".

Quindi, dal 1° marzo 2022:

  • per i figli fino a 21 anni di età viene riconosciuto l’assegno unico universale;
  • per i figli, compresi quelli naturali riconosciuti, adottivi o affidati, di età pari o superiore a 21 anni, è possibile fruire delle detrazioni fiscali per figli a carico.

In ambedue i casi viene comunque riconosciuta la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute in favore dei figli a carico, da quelle scolastiche fino alle spese per l’abbonamento ai mezzi pubblici.

Restano invariati i parametri da considerare per individuare i figli per i quali sarà possibile beneficiare delle detrazioni IRPEF in dichiarazione dei redditi: le detrazioni fiscali sono riconosciute per i figli, così come per il coniuge a carico e per gli altri familiari a carico conviventi individuati dall’articolo 433 del codice civile (quali ad esempio nipoti, genitori, suoceri, fratelli o sorelle) che nel corso del periodo d’imposta hanno percepito reddito complessivo annuo, al lordo degli oneri deducibili, non superiore a 2.840,51 euro o 4.000 euro, in relazione ai figli fino ai 24 anni di età.

Torna all'indice

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o

Questo sito web utilizza i cookie! Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web.