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Assegno unico 2021, via libera alla proroga del sussidio ponte

 

Manovra 2021: Assegno unico, via libera da luglio 2021 - Foto di Hasan Albari da PexelsApproda in Gazzetta Ufficiale il decreto legge che garantisce alle famiglie un mese in più di tempo per richiedere le mensilità retroattive da luglio per fruire del cosiddetto assegno ponte, il sussidio transitorio per sostenere i genitori con figli minorenni che non beneficiano degli assegni al nucleo familiare, in attesa della misura universale al via dal 2022.

Assegno unico figli e ANF maggiorati: come ottenere i sussidi per le famiglie

Insieme alla Nota di aggiornamento al Def, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un decreto legge, pubblicato il 30 settembre in Gazzetta ufficiale, in cui trova spazio anche la proroga dei termini delle domande per l’assegno temporaneo per i figli minori fino al 31 ottobre 2021

Lo slittamento di un mese rispetto alla scadenza iniziale, fissata al 30 settembre, per presentare le domande sugli arretrati della misura ha come scopo quello di dare più tempo alle famiglie di accedere alla misura, ma anche di sbrogliare i nodi in vista della partenza dell'assegno universale prevista per il prossimo anno. 

Tra le criticità principali c'è la difficile gestione da parte dei Caf delle numerose richieste di di Isee durante la stagione dichiarativa, che si unisce ad una platea di riferimento formata da lavoratori autonomi, professionisti iscritti alle Casse previdenziali e partite IVA non abituata a presentare tale documento.

Oltre alle difficoltà burocratiche, c'è anche da chiarire la situazione degli iscritti alla gestione separata, dei lavoratori agricoli a tempo determinato e dei lavoratori discontinui. Per questi soggetti che godono di una contribuzione particolare non ci sono ancora certezze sulla possibilità di richiedere o meno l'assegno ponte. 

Consulta il testo del dl 32-2021, Gazzetta Ufficiale n. 234 del 30 settembre 2021

Assegno unico per i figli

Assegno unico ponte o universale?

Il nuovo assegno temporaneo per i figli, noto anche come assegno 'ponte', è stato introdotto dal decreto-legge 79-2021, convertito dalla legge n. 112/2021 con validità di sei mesi, da luglio a dicembre dell'anno in corso. La misura si propone di raggiungere le famiglie rimaste escluse finora dagli aiuti familiari: lavoratori autonomi, professionisti, partite Iva, disoccupati senza indennità e tutti coloro che non hanno un reddito familiare prevalente da lavoro dipendente o assimilati.

L'assegno unico per i figli a carico, nella sua forma strutturale ed universale, invece, concentrerà in un’unica soluzione i vari aiuti e sarà esteso a tutti i lavoratori. La norma che entrerà in vigore dal prossimo anno, inserita tra le riforme di accompagnamento al Recovery plan del Governo Draghi, vale oltre 20 miliardi di euro grazie alle risorse aggiuntive stanziate con le ultime leggi di Bilancio. Risorse che, si legge sempre nel Piano nazionale ripresa e resilienza, "saranno gradualmente potenziate e concentrate su un’unica misura nazionale di sostegno, che assegna ai nuclei familiari un beneficio economico omogeneo, secondo criteri di universalità e progressività".

Il dl 79-2021, che definisce i confini dell'assegno ponte, garantisce anche alle famiglie che ricevono già oggi gli assegni familiari - quindi quelle dei lavoratori dipendenti - un extra. La maggiorazione degli assegni familiari va dai 37,5 euro al mese per figlio nel caso di famiglie con uno o due figli, ai 55 euro in più per figlio per quelle con tre o più figli. Per queste maggiorazioni sono stanziati un miliardo e 390 milioni per il 2021.

Il bilancio delle domande presentate a settembre

A pochi giorni dal termine inizialr del 30 settembre per presentare le domande sugli arretrati della misura, sono solo 452mila le istanze presentate, per un totale di 761mila minori coinvolti; solo il 37% delle domande finora risulta accolto e messo in pagamento.

Escludendo i 440mila percettori di reddito di cittadinanza con minori per cui l’accredito sarà automatico - che non sono tenuti a presentare la domanda dato che l’Inps provvederà nelle prossime settimane agli accrediti diretti - finora ha fatto domanda per la misura 'ponte' solo il 33% degli aventi diritto rispetto alle stime iniziali del ministero delle Finanze, riportate nella relazione tecnica al decreto legge 79/2021, convertito con modifiche dalla legge 112/2021.

Oltre la metà delle domande pervenute all’Istituto arriva da nuclei familiari con Isee inferiore a 10mila euro; il 21,2% tra 10mila e 20mila euro; il 9% tra 20mila e 30mila; il 4% tra 30 e 40mila; l’1,5% oltre i 40mila euro. La restante parte sono pratiche per cui l’Isee è ancora in fase di valutazione.

Attualmente sono stati erogati meno di 40 milioni di euro. Per capire quanta confusione ci sia tra le famiglie e quanto sia elevata la complessità del lavoro da svolgere per l'Inps, basti pensare che circa 170mila schede sono state respinte, 9mila sono state messe in evidenza con richiesta di approfondimenti, 252mila risultano ancora in istruttoria e circa 41mila soggetti hanno rinunciato.

Le cifre registrate dall'Inps sono determinanti in prospettiva futura: da questi numeri, infatti, dipenderà l'attuazione della legge delega 46-2021 sull'assegno unico e universale previsto dal 1° gennaio 2022.  Entro la fine del 2021 dovranno essere definiti i decreti legislativi e, in base alle statistiche sulla platea di beneficiari, saranno stabiliti in modo definitivo gli importi ed eventuali stanziamenti aggiuntivi.

A chi spetta l'assegno unico famiglie 2021?

L'assegno ponte è rivolto ai nuclei familiari con Isee fino a 50mila euro annui. Il richiedente, inoltre, deve rispettare uno dei seguenti requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
  • essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere domiciliato o residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi,  oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Quanto vale l'assegno ponte per i figli?

Il valore dell'assegno ponte oscilla in base al numero di figli minori e alla situazione economica della famiglia certificata con l’Isee, in particolare, gli importi risultano decrescenti al crescere del livello dell’Isee. L’importo dell’assegno temporaneo varia da un minimo di 30 euro ad un massimo di 217,8 euro per ciascun figlio. In allegato al decreto sono riportati in una tabella gli importi mensili per ciascun figlio e rapportati a ogni singolo indicatore economico della famiglia.

L’importo massimo mensile è di 167 euro per primo e secondo figlio, maggiorato del 30% dal terzo figlio in poi. Quindi la cifra tetto per famiglie con due figli raddoppia a 355 euro e sale a 653 euro con tre figli. L'importo si dimezza a 83,5 euro intorno ai 15 mila euro di Isee e cala ulteriormente a 30 euro al mese a figlio dai 40 mila euro di Isee fino a 50 mila euro. Sono previsti poi 50 euro in più per ciascun figlio disabile. Il beneficio medio riferibile alla misura per il periodo che va dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 è pari a 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio.

Assegno unico figli infografica

L'assegno unico potrà essere richiesto entro il 31 dicembre 2021 in via telematica all'Inps o presso Caf e Patronati. L’Istituto, con il messaggio n. 2371-2021 e con la circolare n. 93-2021, ha definito gli aspetti operativi relativi alla presentazione dell’istanza con decorrenza dal 1° luglio scorso.

L’erogazione dell’assegno decorre dallo stesso mese di presentazione della domanda e avviene mediante accredito sull'Iban del richiedente o mediante bonifico domiciliato, con l’eccezione delle famiglie beneficiarie di Reddito di cittadinanza. In caso di affido condiviso dei minori, l’assegno può essere accreditato in misura pari al 50% sull’Iban di ciascun genitore. In sede di prima applicazione, per le domande presentate entro il 31 ottobre saranno corrisposte le mensilità a partire dal mese di luglio.

La misura, inoltre, risulta esentasse e compatibile con il Reddito di cittadinanza ed altre misure a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni. Nel primo caso l'assegno unico verrebbe corrisposto dall'’Inps congiuntamente allo stesso RdC, ma il beneficio complessivo dovrebbe essere determinato sottraendo dall’importo teorico spettante dell’assegno la quota di Rdc relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare, calcolata in base alla scala di equivalenza. Le somme erogate a titolo di assegno per i figli non sarebbero soggette ai vincoli di spesa e prelievo tipici del Rdc.

Consulta il testo del decreto-legge n. 79-2021, Gazzetta Ufficiale n. 135 dell'8 giugno 2021

Consulta il testo del dl n. 79-2021 coordinato con la legge di conversione n. 112-2021, GU Serie Generale n.188 del 7 agosto 2021

Consulta la legge di conversione n. 112-2021, GU Serie Generale n.188 del 7 agosto 2021

Assegno unico universale dal 2022: come funzionerà?

A regime l'assegno unico per i figli, che rappresenta il tassello più importante del Family Act, è concepito come 'universale' in quanto consiste in una quota mensile che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, con un valore maggiorato dal terzo figlio e nel caso di bambini disabili.

Il sostegno dovrebbe essere composto da una parte fissa e una variabile, legata al reddito complessivo della famiglia. Quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, mentre le più ricche avranno solo una quota base, ed è per questo che è stato definito come strumento 'progressivo'.

L’importo, nella sua parte variabile, sarà modulato in base all'Isee e diviso in parti uguali tra i genitori. Inoltre, le famiglie in cui sono presenti figli disabili avranno diritto a una maggiorazione che va dal 30% al 50%  rispetto all’importo base e verrà riconosciuto un assegno maggiorato anche a favore delle madri under 21.

Le risorse a disposizione 

Con la legge di Bilancio 2020 sono stati stanziati 1.044 milioni per il 2021 e 1.244 a partire dal 2022 per il 'Fondo assegno universale e servizi alla famiglia', che il Governo ha rifinanziato con 3 miliardi di euro per l'anno 2021 con l'ultima manovra.

Le ulteriori risorse per garantire gli assegni mensili universali ammontano a circa 15 miliardi e saranno recuperate dalle sei misure di sostegno alla famiglia oggi in vigore (assegni al nucleo, bonus bebè, l'assegno dal terzo figlio in poi, il fondo natalità, ecc.). 

In totale, quindi, le risorse per l’assegno universale ammonterebbero per il 2021 a circa 19 miliardi e dal 2022 a circa 21,6 miliardi. L’aumento rispetto ai precedenti benefici per la famiglia ammonterebbe a circa il 40% nel 2022, quando la riforma dovrebbe entrare a pieno regime. 

Le sei misure sostituite dall'assegno unico

Se da un lato l'assegno ponte non cancella le agevolazioni fiscali per i figli a carico per tutto il 2021, dall'altro con l'introduzione del nuovo strumento di sostegno al reddito dei nuclei familiari si prevede il graduale superamento o soppressione degli altri provvedimenti a tutela delle famiglie, in particolare verranno eliminati: 

  • l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori, misura, introdotta nel 1999, che prevede l’assegnazione di un importo mensile alle famiglie con tre figli minori di 18 anni a carico. Nel 2020 la misura massima di tale assegno era di 145,14 euro mensili per 13 mensilità, spettante alle famiglie con ISEE inferiore a 8.788,99 euro (per 5 componenti);
  • l’assegno di natalità, introdotto dalla legge di Stabilità 2015, riconosciuto per ogni figlio adottato o nato entro l’anno considerato e corrisposto fino al primo anno di età o fino al primo anno di adozione. Il contributo previsto è scaglionato per fasce di reddito; nel 2020 era pari a 1.920 euro annui per famiglie con ISEE non superiore a 7mila euro, di importo pari a 1.440 euro per un valore dell’ISEE superiore a 7.000 euro ma inferiore a 40mila euro, pari a 960 euro per le famiglie con ISEE superiore a 40mila euro. A partire dal 2019, inoltre, per i figli successivi al primo l’importo viene aumentato del 20%;
  •  il premio alla nascita o all’adozione, introdotto con legge di Stabilità 2017, che consiste in un contributo una tantum per un importo pari a 800 euro, erogato in unica soluzione e spettante al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;
  • il fondo di sostegno alla natalità, istituito con legge di Bilancio 2017 e con una dotazione di 13 milioni di euro per il 2020 e 6 milioni di euro a decorrere dal 2021. Il fondo è diretto a favorire l’accesso al credito alle famiglie con uno o più figli fino a tre anni (o fino a tre anni di adozione) tramite il rilascio di garanzie a banche e intermediari.

Nel quadro di una più ampia riforma del sistema fiscale, inoltre, le seguenti misure verranno gradualmente superate o soppresse:

  • le detrazioni IRPEF per figli a carico, che spettano in misura inversamente proporzionale al proprio reddito e si annullano per redditi pari o superiori a 95.000 euro;
  • l’assegno per il nucleo familiare, introdotto nel 1988 e spettante per un importo che dipende dal reddito e dal numero dei componenti del nucleo.

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