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Novità in arrivo per il bonus pubblicità

 

Bonus pubblicitàIl decreto Bollette (dl 17-2022) restringe il raggio d'azione del bonus pubblicità. A partire dal 2023, infatti, saranno esclusi dal perimetro del credito d’imposta gli investimenti in campagne pubblicitarie sulle emittenti televisive e radiofoniche locali.

Le risposte ai dubbi sul bonus pubblicità

Il bonus pubblicità è un'agevolazione fiscale rivolta a imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali - come previsto dalla norma istitutiva dell’agevolazione - che hanno effettuato investimenti pubblicitari sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Come funziona il bonus pubblicità

Bonus pubblicità: novità per il 2021 e il 2022

Per far fronte alla riduzione degli investimenti pubblicitari a causa della crisi Covid-19, la Manovra 2021 dà continuità al regime straordinario del bonus pubblicità previsto per il 2020 dal decreto Cura Italia e dal dl Rilancio, confermandolo anche per il 2021 e il 2022.

La disciplina prevede un regime differenziato, a seconda della tipologia degli investimenti, per il riconoscimento del credito d’imposta. 

In particolare, per gli anni 2021 e 2022, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale, entro il limite massimo di 50milioni di euro per ciascuno degli anni.

Per gli investimenti sul canale "Stampa", quindi, la modifica normativa ha esteso agli anni 2021 e 2022 il regime transitorio inizialmente previsto solo per l’anno 2020, individuando già il plafond disponibile.

Per quanto riguarda, invece, gli investimenti effettuati sul canale "Emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali", si torna alla disciplina a "regime": il credito d’imposta, quindi, è riconosciuto nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti 2021 rispetto a quelli effettuati sullo stesso mezzo di informazione nell’anno 2020, purché l’incremento sia pari almeno all’1%.

L’individuazione delle risorse disponibili per la copertura di questi investimenti è demandata a un decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare ogni anno.

Nel caso di una richiesta di accesso all’agevolazione per investimenti su entrambi i canali (Stampa ed Emittenti tv-radio locali), pertanto, il credito d’imposta complessivamente richiesto da ciascun beneficiario sarà determinato sommando i due crediti calcolati come sopra indicato.

Resta ferma l’applicazione del limite del regime de minimis di cui ai Regolamenti dell’Unione europea.

Legge n. 178 del 30 dicembre 2020, GU Serie Generale n.322 del 30 dicembre 2020 - Suppl. Ordinario n. 46 

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Sostegni bis, le modifiche al credito d'imposta pubblicità

Il decreto Sostegni bis (dl n. 73-2021) proroga fino al 2022 il 'regime derogatorio' del bonus pubblicità - introdotto nell’anno 2020 - estendendolo anche agli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Per gli anni 2021 e 2022 il credito di imposta è calcolato – sia per gli investimenti pubblicitari sui giornali che per gli investimenti pubblicitario sulle emittenti radio-televisive – nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati, e non sul solo incremento rispetto all'investimento effettuato nell'anno precedente.

Per entrambe le annualità, quindi, viene meno il presupposto dell’incremento minimo dell’1% dell’investimento pubblicitario, rispetto all'investimento dell’anno precedente, quale requisito per l’accesso all'agevolazione fiscale.

Inoltre, è stato portato a 90 milioni di euro lo stanziamento complessivo, per ciascuno degli anni 2021 e 2022, delle risorse destinate al finanziamento dell'agevolazione, che costituisce limite di spesa, di cui 65 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, e 25 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato. 

Consulta il testo del dl n. 73-2021 coordinato con la legge di conversione n. 106-2021, GU Serie Generale n.176 del 24 luglio 2021, Suppl. Ordinario n. 25

Consulta la legge di conversione n. 106-2021, GU Serie Generale n.176 del 24 luglio 2021, Suppl. Ordinario n. 25

Come cambia il bonus pubblicità nel decreto Bollette

Il decreto Bollette (dl 17-2022), modificando la norma istitutiva dell'agevolazione, stabilisce che la disciplina per il bonus pubblicità - come definito dal decreto Cultura (dl 59-2019) - sia valida per il solo anno 2019 e non più con la decorrenza 'a regime'.

Lo stesso provvedimento stabilisce, a partire dal 2023, a regime, una nuova disciplina per la concessione del credito d’imposta prevista per gli investimenti incrementali effettuati in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche online, escludendo dal perimetro dell'incentivo fiscale le emittenti televisive e radiofoniche locali.

Il bonus in questione è concesso nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati in pubblicità, nel limite massimo di spesa di 30 milioni di euro in ragione d'anno, che costituisce tetto di spesa, e in ogni caso nei limiti dei regolamenti dell'Unione europea. Viene, quindi, abrogato quanto previsto dal decreto Sostegni bis a proposito della copertura finanziaria del credito di imposta previsto a decorrere dall'anno 2023, che ne stabiliva il tetto di spesa a 45 milioni annui.

Conseguentemente alla riduzione a 30 milioni del nuovo limite di spesa previsto a regime, a decorrere dal prossimo anno, il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione verrà incrementato di 15 milioni di euro annui da destinare alla quota spettante al Ministero dello sviluppo economico. Queste risorse extra saranno destinate alla parte del Fondo che garantirà un sostegno finanziario all'emittenza locale, compensando la riduzione degli importi del credito d’imposta. 

Come richiedere il bonus pubblicità 2022?

Per quanto riguarda i tempi, dal 1° marzo e fino al 31 marzo 2022 i soggetti interessati hanno potuto inviare in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate la "Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta", all’interno della quale i titolari di partita IVA hanno indicato i dati degli investimenti effettuati o in programma per l’anno in corso.

A questo passaggio seguirà, dal 1° al 31 gennaio 2023, l’invio della "Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati", che indicherà le spese effettivamente sostenute e che concorrono al calcolo del credito d’imposta.

In ambedue i casi il modello utile per fruire del bonus pubblicità 2022 dovrà essere presentato al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria tramite i servizi telematici messi a disposizione da parte dell'Agenzia delle Entrate.

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