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Smart Money, scatta la fase due del bando per le startup innovative

StartupL'8 settembre parte la fase due di Smart Money, il bando che promuove l’incontro tra startup e incubatori per realizzare un progetto di sviluppo delle neo-imprese innovative, favorirne il lancio sul mercato e più in generale migliorare l’ecosistema delle aziende innovative in Italia.

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Il bando Smart Money, previsto dal decreto Rilancio e finanziato con un budget iniziale di 9,5 milioni di euro, sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative facilitando l’incontro tra le imprese e gli ecosistemi per l’innovazione. 

Contributi per consulenze, gestione della proprietà intellettuale, scouting di tecnologie e non solo

Da un lato, è prevista la concessione di contributi a fondo perduto rivolti alle startup innovative classificabili come piccole imprese e alle persone fisiche che intendono avviare una startup per l’acquisizione di servizi prestati dagli attori dell’ecosistema dell’innovazione operanti per lo sviluppo di imprese innovative, come incubatori, acceleratori, innovation hub e business angels.

Si tratta di quello che, nel gergo tecnico del bando, viene definito Capo II. Si fa riferimento alla fornitura di servizi specialistici e del know-how qualificato dei rappresentanti dell’ecosistema dell’innovazione a favore della start up innovativa, o il team di persone fisiche, per definire il Piano di Attività correlato, organico e funzionale alla realizzazione del Progetto di Sviluppo.

Sono ammissibili i piani di attività che prevedono l’acquisizione di servizi finalizzati ad accelerare e facilitare la realizzazione del progetto di sviluppo nei seguenti ambiti:

  • la consulenza organizzativa, operativa e strategica finalizzata allo sviluppo e all’implementazione del progetto;
  • la gestione della proprietà intellettuale;
  • il supporto nell’autovalutazione della maturità digitale;
  • lo sviluppo e lo scouting di tecnologie;
  • la prototipazione, ad esclusione del prototipo funzionale;
  • i lavori preparatori per campagne di crowfounding;
  • solo se associata alla fornitura di servizi rientranti negli ambiti che precedono, la messa a disposizione dello spazio fisico e dei relativi servizi accessori di connessione e networking necessari per lo svolgimento delle attività di progetto.

Le agevolazioni previste dal bando Smart Money assumono la forma di contributo a fondo perduto in misura pari all’80% delle spese sostenute e ritenute ammissibili per l’attuazione dei piani di attività nel limite massimo di 10mila euro per start-up innovativa.

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Investimenti nel capitale di rischio delle startup innovative

Parallelamente, il decreto sostiene l’investimento nel capitale di rischio sotto forma di investimento in equity attuato dagli attori dell’ecosistema dell’innovazione. Si tratta del cosiddetto Capo III del bando.

Possono accedere al Capo III solo le start up innovative che completano il piano di attività ammesso con la prima linea di intervento prevista dal bando. Quindi quelle che hanno ottenuto l’ammissione alle agevolazioni del Capo II, hanno rendicontato il saldo ed ultimato il piano di attività.

L’investimento non dev’essere inferiore a 10mila euro e non deve determinare una partecipazione di maggioranza nel capitale della startup innovativa, anche per effetto della conversione di strumenti finanziari di quasi equity eventualmente sottoscritti. 

Inoltre, l’investimento dev’essere detenuto per un periodo non inferiore a diciotto mesi e non essere attuato tramite piattaforme internet di equity crowdfunding.

Ogni start-up innovativa può presentare una sola domanda di agevolazione, avente ad oggetto uno o più investimenti nel capitale di rischio attuati da uno o più attori dell’ecosistema dell’innovazione abilitato.

Le fasi del bando

Smart Money prevede due fasi:

  • la fase 1 consente di ottenere un contributo a fondo perduto fino a 10.000 euro che può coprire fino all’80% delle spese;
  • la fase 2 è invece riservata solo alle startup che hanno completato la fase precedente.

I termini per accedere alle agevolazioni previste dal Capo II, quindi alla prima fase del bando, si sono chiusi il 3 agosto 2021. Sono 756 le aziende che hanno presentato domanda, di cui gran parte (559: 427 società costituite e 132 non costituite) sono state ammesse alle agevolazioni.

Fra queste: 324 incubatori, 133 acceleratori, 58 innovation hub e 44 organismi di ricerca.

Gli investimenti più considerevoli hanno interessato la Lombardia (30%), la Campania e il Lazio (10%) il Veneto e la Puglia (8%).

I settori convolti sono: e-commerce (23%), cloud computing (11%), Internet of things (10.9%), ambiente ed energia (10%), life science (8%), bioagroalimentare (7.3%), social network e turismo e beni culturali (5.8%), automazione industriale (3,8%), smart cities e materiali innovativi (3.5%), trasporti (2,5%), infrastrutture e sicurezza (1,8%), telecomunicazioni (1,4%), nanotech (0,8%), aerospazio e e-government (0,2%).

L’8 settembre 2022 scatta la seconda fase di Smart Money, riservata alle aziende ammesse alla fase uno del bando che hanno ultimato il piano delle attività ammesso all’incentivo e ricevuto l’interesse di un investitore.

Se queste aziende ricevono capitali di rischio per finanziare i loro piani di sviluppo possono richiedere un secondo contributo a fondo perduto pari al 100% dell’investimento nel capitale di rischio per un massimo complessivo di 30.000 euro.

Le domande per questa seconda fase possono essere presentate entro 6 mesi dall’erogazione del saldo delle agevolazioni relative alla prima fase, e comunque non oltre i 24 mesi successivi alla data di ammissione alla fase uno.

Per saperne di più consulta la scheda sintetica del bando

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