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Buone notizie per le imprese: il Recovery Plan parte da Transizione 4.0 e sostegno all’export

 

Recovery Plan - Foto di Markus Spiske da PexelsOltre la metà della prima tranche di fondi europei in arrivo a luglio andranno in progetti già in corso d’opera, il cui avvio è automatico. Si tratta principalmente di provvedimenti che guardano alle imprese, attraverso aiuti alla Transizione 4.0, all’internazionalizzazione e all’export.

Cosa prevede il Recovery Plan: risorse, mission, progetti e riforme

La prima tranche di risorse vale circa 25 miliardi, il 13% della quota italiana dei finanziamenti europei. 

Risorse che verranno in gran parte assorbite da interventi che devono concludersi entro fine anno. Un obiettivo difficile da centrare senza ricorrere a progetti già pronti a partire.  

“Molte autorità, ministeri e regioni, stanno già preparando il terreno per lanciare i bandi di gara e in alcuni casi l’implementazione è automatica”, ha sottolineato Mario Draghi nel corso della conferenza stampa del 22 giugno con Ursula von der Leyen per il via libera al Recovery Plan italiano.

“Ci sono leggi per la transizione 4.0 che applicano già automaticamente il credito d’imposta, così vale per il supporto dell’internazionalizzazione e il sostegno dell’export”, ha aggiunto il premier. 

Una buona notizia per le imprese che vedranno partire per primi alcuni fra i progetti più attesi del Pnrr.

In primisTransizione 4.0, il pacchetto di incentivi fiscali per le aziende che nel 2021 dovrebbe poter contare su 1,7 miliardi di fondi europei. In tutto per il progetto ci sono quasi 18 miliardi e mezzo a disposizione tra Piano nazionale di ripresa e resilienza e Fondone. Il ventaglio di incentivi cui le imprese avranno accesso tramite Transizione 4.0 è ampio: i crediti d’imposta per beni strumentali materiali e immateriali 4.0; i bonus ricerca, sviluppo, innovazione e design; l’incentivo per la formazione 4.0

Pronto sulla linea di partenza anche il fondo 394 di Simest per aiutare l’export delle aziende italiane. Indiividuato come lo strumento che meglio si presta ad aiutare le imprese, soprattutto le PMI, a colmare i deficit interni per affrontare i mercati internazionali, il fondo Simest conta su 1,2 miliardi a disposizione nel 2021.

A questi progetti vanno aggiunti gli investimenti nelle opere già in corso, come quelli sull’Alta velocità ferroviaria in Liguria e sulla linea Brescia-Venezia (837 milioni per il 2021), così come il Piano asili.  

In tutto, i progetti previsti per il 2021 a valere sul PNRR sono 105, ma negli anni successivi tale cifra andrà salendo: nel 2022 gli interventi previsti sono 167 per 27,6 miliardi. Gli anni centrali del piano sono anche quelli in cui si toccherà il picco degli investimenti: 179 progetti e 37,4 miliardi nel 2023 e 176 progetti per 42,4 miliardi nel 2024, per poi calare leggermente nel biennio finale. 

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