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Dl Sostegni bis: i contributi per l’aumento prezzi delle materie prime

 

Photocredit: Peter Lomas en Pixabay Gli incentivi 2021 alle imprese edili per contrastare il caro materiali causato dal Covid diventano legge. Soddisfazione da parte del settore che adesso, però, punta a estendere gli aiuti anche all'edilizia privata.

Cosa prevede il dl Sostegni bis

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione del decreto Sostegni bis (legge n. 106-2021), diventa operativo anche il set di misure a sostegno delle imprese edili impegnate in opere pubbliche che dall'inizio dell’anno stanno subendo i contraccolpi dell’impennata dei prezzi dei materiali da costruzione. 

Un emendamento che ha ricevuto un ampio sostegno, mettendo d’accordo Parlamento e Esecutivo. “Ringrazio tutti i gruppi parlamentari per l’attenzione mostrata su questo tema e per la fattiva collaborazione con il Governo, che ha reso possibile approvare una disposizione molto attesa dagli operatori del settore”, aveva infatti affermato il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili (MiMS), Enrico Giovannini, all'indomani dell’ok della Camera. 

La misura sarà attuata dal MiMS a cui spetta l’emanazione del decreto per rilevare le variazioni percentuali dei singoli prezzi dei materiali da costruzione più significativi e presso il quale viene istituito anche un Fondo da 100 milioni di euro per compensare le imprese appaltatrici.

Soddisfatta l’ANCE che adesso però, assieme ad altre associazioni di settore, punta ad estendere gli aiuti anche ai cantieri privati.

Dl Sostegni bis: il meccanismo di compensazione per le aziende appaltatrici di opere pubbliche

Negli ultimi mesi tra gli effetti negativi causati dalla pandemia figura anche l'impennata dei prezzi delle materie prime che stanno zavorrando molte imprese del settore edile, con ricadute potenzialmente nocive anche sulla realizzazione delle opere pubbliche. “Al fine di assicurare il giusto equilibrio contrattuale ed evitare ritardi nella realizzazione di dette opere”, spiega quindi il MiMS, nella legge di conversione del decreto Sostegni bis “viene introdotto un meccanismo di compensazione a favore delle aziende appaltatrici di opere pubbliche” che funziona nel modo seguente.

“Per i contratti in corso di esecuzione”, il ministero “rileverà entro il 31 ottobre 2021, con proprio decreto, le variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al primo semestre 2021 dei prezzi dei principali materiali da costruzione”.

Una volta mappati gli aumenti dei prezzi e pubblicato il decreto, gli appaltatori potranno presentare apposita istanza di compensazione rivolgendosi direttamente alla stazione appaltante entro 15 giorni dalla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale.

“Per far fronte alle compensazioni - prosegue il ministero - ciascuna stazione appaltante potrà utilizzare nei limiti del 50% le somme accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni progetto”.

Dato che l'aumento dei prezzi dei materiali da costruzione ha interessato il 2021, le compensazioni riguarderanno le “lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal primo gennaio del 2021 fino al 30 giugno del 2021”, calcolate in base alla “data dell'offerta”. Le compensazioni, specifica inoltre l’emendamento, saranno determinate “al netto delle compensazioni eventualmente già liquidate o riconosciute in relazione al primo semestre dell'anno 2021”.

Dl Sostegni bis: Fondo da 100 milioni per aumento prezzi edilizia 2021

“In caso di insufficienza delle risorse, le stazioni appaltanti potranno” però attingere anche ad un ulteriore bacino di risorse e cioè un Fondo da 100 milioni di euro appositamente costituito.

Oltre a prevedere infatti la possibilità di usare anche “le somme derivanti dai ribassi d'asta, qualora non ne sia prevista una diversa destinazione in base alle norme vigenti, nonchè le somme disponibili relative ad altri interventi ultimati di competenza della medesima stazione appaltante e per i quali non siano stati eseguiti i relativi collaudi”, l'emendamento prevede anche la creazione presso il MiMS di questo Fondo ad hoc.

Le modalità di utilizzo del Fondo per l'adeguamento dei prezzi saranno disciplinate però da un successivo decreto sempre del MiMS, che dovrà assicurare anche la parità di accesso per le piccole, medie e grandi imprese di costruzione.

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Ampliamento dei contributi anche all'edilizia privata?

Anche se la legge di conversione del dl 73-2021 per ora parla solo dei cantieri pubblici, “in corso d’esame, sia da ultimo al Senato, sia alla Camera in prima lettura, sono stati, inoltre, presentati ed accolti numerosi ordini del giorno volti ad estendere le misure di compensazione a fronte del rincaro del costo dei materiali al settore privato”. La precisazione arriva dall’ANCE che dopo il pressing dei mesi passati sull’emendamento approvato dal Parlamento, adesso punta a estendere le misure a compensazione del caro materiali al settore privato.

Un obiettivo su cui sembra stiano convergendo diversi appoggi, come testimoniato in ultimo anche nel parere reso sul provvedimento dalla Commissione Territorio e Ambiente del Senato che ha evidenziato l’opportunità di “prevedere idonee misure di compensazione, a fronte del forte rincaro del costo dei materiali e delle materie prime, volte a sostenere e tutelare anche il settore privato delle costruzioni, analogamente a quanto previsto nel provvedimento in titolo per il settore dei lavori pubblici”.

Consulta la Legge di conversione del dl 73-2021, pubblicata sulla GURI n. 176 del 24.07.2021 (L. 106-2021)

Consulta il testo coordinato del decreto legge 73-2021, pubblicato sulla GURI n. 176 del 24.07.2021

Photocredit: Peter Lomas en Pixabay 

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