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Modifiche in vista per la Nuova Sabatini nel 2022?

 

Nuova Sabatini - Foto di energepic.com da PexelsLa riforma degli incentivi prevista dal Recovery Plan potrebbe cambiare le carte in tavola anche per uno degli incentivi più apprezzati e richiesti dalle aziende italiane.

Recovery: prime anticipazioni sulla riforma degli incentivi alle imprese

Un'opera di riordino e semplificazione degli incentivi alle imprese è già prevista dal DEF 2021 a completamento della prossima manovra, e ad essa si aggiunge il progetto del Recovery Plan, da attuare attraverso un disegno di legge volto a facilitare gli investimenti, in particolare nel Mezzogiorno, da presentare alle Camere entro settembre 2021.

La direzione è quella di semplificare gli incentivi alle imprese: non solo la Nuova Sabatini, quindi, ma anche il credito d'imposta ricerca e sviluppo, il Patent box, i voucher per l’internazionalizzazione e per la digitalizzazione delle PMI.

La riforma degli incentivi modificherà anche la Nuova Sabatini?

Con ogni probabilità la risposta è sì. In base a quanto anticipato dal viceministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto in un'intervista a ItaliaOggi.

La Nuova Sabatini, lo ricordiamo, sostiene gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni strumentali materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) ad uso produttivo. 

In particolare, a fronte della concessione di un finanziamento ordinario (bancario o in leasing) per la realizzazione di un programma di investimento, il Ministero dello Sviluppo economico concede un contributo parametrato agli interessi previsti dal finanziamento.

L’incentivo, da sempre molto apprezzato dalle imprese italiane, è stato oggetto di un rifinanziamento nel corso dell’estate: 600 i milioni deliberati con decreto del 2 luglio, risorse servite a riaprire lo sportello delle assegnazioni che si era chiuso il 2 giugno scorso

I lavori in corso per il riordino degli incentivi dovrebbero garantire la prosecuzione dell’agevolazione, che però potrebbe essere modificata nelle modalità di funzionamento. 

Si penserebbe cioè di tornare indietro nel tempo e ripristinare il rimborso del contributo in conto interessi su più esercizi finanziari anziché in un'unica soluzione

Una novità, quella relativa all’erogazione del contributo in un’unica soluzione, introdotta dalla Manovra 2021 e regolata dalla circolare direttoriale MISE del 10 febbraio 2021. Prima dell'intervento della Legge di bilancio il meccanismo di funzionamento della misura prevedeva la ripartizione su 6 annualità delle agevolazioni (10% il primo anno, 20% dal secondo al quinto anno e 10% il sesto anno), mentre l’erogazione in un’unica soluzione era prevista per le sole domande con finanziamento di importo non superiore a 200mila euro.

La Manovra 2021 ha appunto eliminato questa soglia ed esteso l'erogazione del contributo statale in un'unica soluzione a favore di tutte le PMI beneficiarie, indipendentemente dall’importo del finanziamento. Una novità interpretata come un importante intervento semplificativo che potrebbe tuttavia venir meno dal 2022. 

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