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Turismo, in arrivo bonus e credito imposta ristrutturazione alberghi

 

Bonus ristrutturazione alberghi - Foto di Martin Péchy da PexelsPer rimediare agli effetti della pandemia e proiettarsi in un'ottica di sviluppo futuro, gli operatori del turismo potranno sfruttare due nuovi strumenti per ristrutturare le strutture alberghiere: un credito di imposta, cedibile come l'ormai noto Superbonus 110%, o un contributo a fondo perduto.

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Non potrà esserci una vera ripartenza senza un sostegno efficace al comparto turistico, che ha importanti ricadute su settori chiave, quali trasporti, commercio, agroalimentare, industrie culturali e creative, moda, edilizia o cantieristica navale. Questo è particolarmente vero per l’Italia, tra le prime 'potenze' turistiche al mondo, dove questa industria, con il suo indotto, incide per oltre il 13% del PIL.

A fronte di questo quadro, è stato presentato ieri a Pordenone dal ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, e dalla sottosegretaria alla Transizione ecologica, Vannia Gava, il Piano pluriennale per il settore che sfrutterà i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e che comprenderà i due nuovi bonus per il turismo.

I bonus per la ristrutturazione degli alberghi

Il credito d'imposta e il contributo a fondo perduto, misure alternative e diverse tra loro, possono contare su un plafond di 1,9 miliardi di euro. Tuttavia, come ha spiegato il ministro Garavaglia, la cifra dovrebbe essere anche superiore "perché l’effetto leva fa diventare l’operazione almeno del doppio". 

Entrambi gli strumenti andranno a sostenere varie tipologie di spese come ad esempio quelle del settore arredi, "che servono al contempo per sostenere comparti produttivi fondamentali di Friuli Venezia Giulia, Marche, Lombardia e Veneto: si aiuta quindi una filiera tutta italiana", ha aggiunto lo stesso ministro.

Le istituzioni sono ancora a lavoro per stabilire quale sarà l’iter più opportuno e più veloce affinché il credito d'imposta e il contributo a fondo perduto siano effettivamente operativi. Due le opzioni attualemente al vaglio: l'emazione di un decreto breve o l'inserimento delle misure nella prossima legge di Bilancio

Ristrutturazione alberghi: nuovo credito d'imposta o Superbonus?

Come precisato dal ministro Garavaglia, il credito di imposta che gli operatori del turismo potranno scegliere in alternativa al contributo sarà uno strumento ben distinto dal Superbonus 110%. Questo nuovo incentivo, quindi, rappresenta un’ulteriore opportunità per il rilancio del settore, che condivide con la maxi-detrazione per ristrutturare casa il vantaggio della cessione del credito.

Già a fine giugno scorso il ministro Garavaglia aveva annunciato uno sgravio dell’80% per alberghi e strutture ricettive, valido anche per altre attività extra. "Quello che si vuole fare è un decreto che riprende il concetto del 110%, ma lo estende e quindi non solo iniziative che riguardano l’efficientamento energetico, ma anche qualcos’altro. Per esempio, se qualcuno deve rifare gli arredi va bene anche per quello, e poi estenderemo le categorie dell’efficienza energetica, ad esempio comprenderemo anche l’illuminazione", ha spiegato il ministro leghista.

Il settore ha già beneficiato in passato di un tax credit riqualificazione, le cui regole potrebbero essere riprese per il nuovo credito d'imposta. Introdotto dal decreto-legge n. 83 del 2014 con un'aliquota del 30%, poi modificato dalla legge di Bilancio 2017 e dalla manovra 2018 arrivando a quota 65%, il bonus fiscale copriva le spese relative a:

  • interventi di ristrutturazione edilizia;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • interventi di incremento dell'efficienza energetica;
  • adozione di misure antisismiche;
  • spese per l'acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati esclusivamente alle strutture oggetto degli interventi, comprese le attrezzature professionali per la ristorazione e le strumentazioni per la realizzazione di centri benessere all'interno delle strutture ricettive.

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