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Il punto sugli aiuti alle imprese contro il caro energia

 

Decreto Energia - Foto di eric anada da PexelsGuida aggiornata agli incentivi e ai contributi previsti dal Governo per aiutare le aziende a sostenere i costi delle bollette di luce e gas e non interrompere le attività. Le ultime novità arrivano dal decreto Aiuti ter, che oltre ad allargare la platea dei beneficiari dei crediti d'imposta energia includendo anche le piccolissime imprese, mette a disposizione garanzie statali sui prestiti alle imprese in crisi di liquidità per il caro bollette.

Bollette, il punto sul bonus sociale

Contro i rincari delle bollette di luce e gas il Governo ha previsto diverse misure di aiuto alle imprese: dai crediti d'imposta alla possibilità di pagare le bollette a rate. 

Si tratta di misure che tornano in diversi provvedimenti, i decreti Bollette (n. 17/2022), Energia (n. 21/2022), Aiuti (50/2022), il decreto Aiuti bis e il decreto Aiuti ter, varato il 16 settembre dal Consiglio dei Ministri e che introduce importanti novità per le imprese. 

Da un lato il decreto Aiuti ter allarga il raggio dei crediti d'imposta energia, mettendo sul piatto 9 miliardi e mezzo. Ai crediti d'imposta possono ora accedere anche le piccolissime imprese.

Inoltre il provvedimento alza la percentuale dei tax credit energia esistenti: fino al 30 settembre è confermato l’attuale meccanismo (25% per le imprese energivore e al 15% per le altre imprese con consumo maggiore di 16,5 MW), mentre per i mesi di ottobre e novembre è previsto un rafforzamento dei tax credit, con soglia del 25% per le imprese energivore e gasivore e al 40% per tutte le imprese che consumano gas.

Altra importante novità riguarda i prestiti garantiti per permettere agli imprenditori di pagare le bollette di luce e gas. "Il sistema bancario ha mostrato disponibilità a lavorare insieme per il Paese", ha spiegato Draghi in conferenza stampa illustrando la novità introdotta dall'Aiuti ter. Che tradotto significa che le banche si sono dette pronte "a dare prestiti ai tassi dei btp, senza commissioni aggiuntive, alle imprese che si presenteranno per il pagamento della bolletta e del capitale circolante. I prestiti saranno garantiti dallo Stato e la garanzia sarà gratuita". 

In questo articolo forniamo una panoramica complessiva degli aiuti alle imprese per tagliare i costi energetici.

I decreti contro il caro energia

Tagli alle bollette, tra azzeramento degli oneri di sistema e pagamenti a rate

Per dare una risposta immediata alle aziende che rischiano di non riuscire a fronteggiare gli effetti del caro energia, il decreto 21/2022 (approvato in via definitiva il 18 maggio) prevede la possibilità di pagare le bollette a rate. I piani di rateizzazione delle bollette di luce e gas di maggio e giugno possono arrivare fino a 24 rate mensili. 

Non si tratta di una misura nuova, a dire il vero. Già la legge di bilancio 2022 aveva previsto la possibilità di rateizzare le bollette luce e gas

Ma non è la sola misura prevista in questi mesi per aiutare le imprese, soprattutto le più piccole, a far fronte ai rincari delle bollette energetiche.

Nell'ambito del Sostegni ter è stato previsto infatti l’annullamento delle aliquote relative agli oneri generali di sistema per il settore elettrico per il primo trimestre 2022 applicate alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW anche connesse in media e alta/altissima tensione o per usi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico.

Misura poi prorogata dal decreto bollette al secondo trimestre 2022 e che il decreto Aiuti (50/2022) ha esteso al terzo trimestre. 

Il decreto Aiuti bis ha prorogato ulteriormente la misura, estendendola oltre il 30 settembre, per le utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione, per altri usi, con potenza disponibile fino a 16,5 kW. 

Crediti d’imposta alle imprese per far fronte agli aumenti di gas e luce

Nel corso del 2022 sono stati introdotti i cosiddetti crediti d'imposta energia, rivolti a un'ampia platea di imprese e che hanno assunto intensità di aiuto diverse nel corso del tempo. Ecco quali sono.

Credito d’imposta alle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW

Il primo credito d'imposta riguarda le aziende dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica.

Il tax credit è pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022 ed è riconosciuto qualora il prezzo della stessa, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022, abbia subito un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019.

Successivamente il decreto Aiuti ha previsto un incremento della percentuale del credito d'imposta, che dal 12% passa al 15%

Una proroga del bonus al terzo trimestre 2022 è arrivata con il decreto Aiuti bis.

Credito d'imposta per l'acquisto di gas per le imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale

Il secondo tax credit è rivolto alle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale.

Il credito è pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas, consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale - calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME) - abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019. 

Anche in questo caso il decreto Aiuti (50/2022) ha previsto un aumento della percentuale del tax credit, portando dal 20 al 25% della spesa agevolabile sostenuta per l'acquisto del combustibile.

Entrambi i tax credit, utilizzabili in compensazione e cumulabili con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, sono cedibili per intero dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Credito d'imposta per le imprese energivore

Il decreto Sostegni ter ha previsto un contributo sotto forma di credito d’imposta per le imprese i cui costi per kWh della componente energia elettrica (calcolati sulla base della media dell’ultimo trimestre 2021) abbiano subìto un incremento superiore al 30% relativo al medesimo periodo dell’anno 2019. Il credito d’imposta è pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.

Il primo decreto Energia, il decreto 17/2022, ha prolungato il tax credit al secondo trimestre 2022 e ha previsto un altro credito d'imposta per le imprese a forte consumo di gas naturale.

Alle imprese a forte consumo di energia elettrica - i cui costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media del primo trimestre 2022 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, hanno subìto un incremento del costo per KWh superiore al 30% relativo al medesimo periodo dell’anno 2019, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa - è riconosciuto un credito di imposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre 2022.

Il dl Aiuti bis estende la misura, scaduta a fine giugno, prevedendo una proroga del tax credit al terzo trimestre 2022.

Per i mesi di ottobre e novembre è previsto un rafforzamento del tax credit, introdotto dal decreto Aiuti ter, con soglia del 40% per le imprese energivore.

Credito d'imposta per le imprese gasivore

Alle imprese gasivore il decreto Energia riconosce un contributo straordinario sotto forma di credito di imposta pari al 15% della spesa sostenuta per l’acquisto del gas consumato nel secondo trimestre solare dell’anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

Il decreto Energia (n. 21/2022) ha poi modificato i tax credit previsti dal decreto 17/2022 aumentandone le percentuali: 

  • il tax credit a favore delle imprese energivore passa dal 20% al 25%;
  • quello a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale dal 15% al 20%

Successivamente, il decreto Aiuti (che si è aggiunto successivamente ai due decreti Energia) ha nuovamente rivisto le percentuali di aiuto prevedendo:

  • un credito di imposta del 10% riconosciuto per il primo trimestre 2022 alle imprese a forte consumo di gas naturale;
  • l'innalzamento dell'aliquota del credito d’imposta riconosciuto per il secondo trimestre 2022 alle imprese a forte consumo di gas naturale (decreti-legge nn. 4 e 17/2022), che passa dal 20% al 25%.

Il decreto Aiuti bis proroga il credito d'imposta al terzo trimestre 2022.

E anche in questo caso per i mesi di ottobre e novembre è previsto un rafforzamento del tax credit, introdotto dall'Aiuti ter: l'aiuto per le imprese gasivore passa al 40%.

Credito d'imposta energia per le imprese più piccole

Un'importante novità introdotta dal decreto Aiuti ter riguarda l'allargamento dei crediti d'imposta energia alle imprese più piccole. Si tratta per intenderci di bar, negozi, ristoranti, una vasta platea di imprese (circa 2 milioni di imprese) che finora era rimasta esclusa dai tax credit per i rincari delle bollette. 

In termini tecnici si tratta di quelle imprese che consumano meno di 16,5 kW, cui è riconosciuto un tax credit del 30%

Il nodo de minimis

Altra novità importante è quella contenuta nel decreto Semplificazioni fiscali, che corregge il tiro di una norma inserita nel decreto Aiuti.

Nel decreto Aiuti era stata introdotta una novità riguardante gli aiuti de minimis (siamo all'articolo 2 comma 3-ter della legge di conversione pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 15 luglio 2022) In pratica, si prevede che i crediti d’imposta previsti per l’acquisto da parte delle imprese non energivore di gas ed energia elettrica siano sottoposti alla normativa “de minimis”.

Gli aiuti “de minimis”, lo ricordiamo, prevedono un massimale di 200mila euro, calcolato su base triennale considerando tutti gli aiuti ottenuti non solo da una data impresa, ma da tutte le imprese appartenenti allo stesso gruppo. Aiuti nel frattempo oggetto di revisione da parte di Bruxelles, che vorrebbe aggiornare l'attuale soglia di 200mila euro tenendo conto dell'inflazione e dei recenti sviluppi economici.

Il problema sorgeva per una ragione semplice: negli ultimi 3 anni molte imprese hanno ottenuto dallo Stato degli aiuti, prima per far fronte all'emergenza Covid, poi per via della guerra in Ucraina. La norma introdotta nel decreto Aiuti rischiava quindi avere un effetto opposto a quello voluto: alcune imprese, particolarmente danneggiate dalla crisi e che avrebbero diritto a contributi che superano sensibilmente i 200 mila euro, potrebbero trovarsi ad ottenere un tax credit ridotto all'osso o nullo per l’acquisto di energia e gas. 

Da qui l’intenzione del Governo di intervenire per modificare la misura tramite un emendamento alla legge di conversione del decreto Semplificazioni fiscali o intervenendo con il decreto Aiuti bis, che cancella quindi l’obbligo di rispetto della normativa europea. 

L'alternativa alla rateizzazione delle bollette: prestiti garantiti per le imprese

Lo dice chiaramente Draghi in conferenza stampa illustrando il decreto Aiuti ter: la rateizzazione delle bollette non è cosa facile. Quindi, per ovviare a tale difficoltà e non mettere ulteriormente in crisi gli imprenditori, che già faticano a pagare le bollette, il Governo vara dei prestiti ad hoc. 

"I prestiti saranno concessi al tasso dei Btp, quindi senza commissioni aggiuntive, alle imprese che si presenteranno in banca per il pagamento della bolletta e del capitale circolante", spiega Draghi. Si tratterà di prestiti garantiti dallo Stato e la garanzia sarà gratuita. 

Garanzie SACE alle imprese energivore di interesse strategico

Il decreto 21/2022 autorizza SACE S.p.A. a rilasciare garanzie in favore di banche e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle imprese che gestiscono stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale ad alto consumo energetico

A definire nel dettaglio quali siano le imprese strategiche sarà un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Sul piatto il decreto mette 5 miliardi di euro. 

Con l'esacerbarsi della crisi del gas e il rischio di una riduzione delle forniture italiane in autunno, il CdM del 22 giugno ha poi previsto un'altra novità in fatto di garanzie pubbliche. 

Il focus in questo caso è sulle aziende impegnate a riempire gli stoccaggi di gas. Per sostenerle il decreto 30 del 22 giugno prevede di estendere anche a queste la copertura pubblica già prevista dal Dl aiuti, vale a dire la garanzia SACE a supporto delle esigenze di liquidità e di circolante di cui le aziende necessitano per fronteggiare gli effetti del caro energia e degli aumentati costi del fabbisogno energetico.   

I testi normativi di riferimento

Decreto Sostegni ter

Decreto n. 17/2022

Decreto 21/2022

Decreto 50/2022

Decreto 80/2022

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