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CIS Acqua: un miliardo contro siccità e per gestione risorse idriche

 

Siccità - Foto di Francesco UngaroNonostante la crisi di Governo, sono partiti i lavori per il Contratto Istituzionale di Sviluppo "Acqua bene comune", che attraverso investimenti infrastrutturali e nei servizi idrici punta a rendere più efficiente e sostenibile l'utilizzo delle risorse idriche e a mitigare l'emergenza siccità.

Cosa prevede il PNRR per le infrastrutture idriche

Il pre-tavolo che si è riunito il 21 luglio segna l'avvio ufficiale del percorso verso il CIS Acqua, il Contratto Istituzionale di Sviluppo che mette insieme i Ministeri dell'Economia, delle Infrastrutture, della Transizione ecologica e dell'Agricoltura, le Regioni e tutti gli enti coinvolti nel ciclo dell’acqua, tra cui l’Associazione dei consorzi di bonifica, per affrontare con un grande piano di investimenti l'emergenza siccità.

Un’emergenza che sta mettendo in ginocchio tutto il Paese e che colpisce in modo pesante i bacini del Po e delle Alpi orientali. Per questo a inizio luglio il Consiglio dei Ministri ha approvato lo stato di emergenza in 5 Regioni del Nord Italia e stanziato 36,5 milioni di euro a carico del Fondo per le emergenze nazionali per Emilia-Romagna (cui andranno 10,9 milioni), Friuli Venezia Giulia (4,2 milioni), Lombardia (9 milioni), Piemonte (7,6 milioni) e Veneto (4,8 milioni).

Cosa prevede il CIS Acqua?

I Contratti istituzionali di sviluppo sono strumenti utilizzati per la valorizzazione di territori ben definiti, attraverso investimenti mirati e opere infrastrutturali funzionali alla coesione territoriale. Si basano su accordi tra amministrazioni centrali, regionali e locali e soggetti attuatori, per accelerare la realizzazione di opere ritenute strategiche e possono essere finanziati sia dai fondi strutturali europei, che da risorse nazionali, principalmente a carico del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC).

Il CIS Acqua bene comune “interverrà con investimenti significativi e mirati sull'intero ciclo dell'acqua: lo sfruttamento sostenibile delle fonti, la depurazione delle acque reflue, la gestione integrata delle risorse idriche superficiali e sotterranee per usi civili e agricoli”, aveva anticipato la ministra per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna, intervenendo all'assemblea dell'ANBI, l'associazione che rappresenta i Consorzi di bonifica, il 5 luglio scorso.

"La grave emergenza idrica di queste settimane - ha spiegato la ministra a seguito del pre-tavolo del 21 luglio - ci ha imposto di accelerare al massimo”, destinando al CIS Acqua bene comune “oltre un miliardo di euro, a valere sui fondi FSC 2021-2027 e sui fondi per la perequazione infrastrutturale, per la realizzazione di infrastrutture strategiche nel settore dell’acqua”.

Gli investimenti finanziati potranno fare riferimento a sei ambiti:

  • Captazione e accumulo;
  • Potabilizzazione;
  • Trasporto e distribuzione;
  • Fognatura;
  • Depurazione;
  • Riutilizzo, restituzione all’ambiente e monitoraggio degli acquedotti.

Le opere proposte dovranno essere immediatamente realizzabili e saranno “complementari al grande disegno messo in campo dal PNRR sul tema 'acqua', con investimenti per oltre 4 miliardi, che speriamo tutti possa essere portato a compimento malgrado la crisi", ha concluso Carfagna.

Per approfondire: Siccità: un progetto innovativo permette di risparmiare acqua e ridurre i costi per l’agricoltura

Foto di Francesco Ungaro

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