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FoodER: in Emilia-Romagna la prima università internazionale dell’agroalimentare

 

Agroalimentare - Photo credit: Foto di 1195798 da Pixabay La Regione ha destinato 3 milioni di euro al progetto che mette insieme università, centri di ricerca e imprese per formare giovani talenti provenienti da ogni paese sui temi del cibo e per promuovere innovazione e digitalizzazione nell'agrifood.

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L’Università internazionale dell’agroalimentare ha la forma di un network, che vede come soci fondatori le quattro università dell'Emilia-Romagna: quella di Parma, che è anche capofila del progetto, e gli atenei di Modena e Reggio Emilia, di Bologna e di Ferrara.

Gli altri partner di Food-ER provengono sia dal mondo accademico che da quello delle imprese. Tra i soci aggregati figurano infatti l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, che già fa parte della Rete di Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna, il Clust-ER Agroalimentare, che mette insieme soggetti pubblici e privati in ambito food, centri di ricerca, enti di formazione e naturalmente imprese regionali, da quelle di maggiori dimensioni, leader di filiera, fino alle PMI. Infine, del network fanno parte i cinque quartieri fieristici internazionali: Bologna Fiere, Fiere di Parma, Fiere di Rimini - Ieg, Cesena, Fiere di Piacenza.

Alta formazione, ricerca e innovazione a tema food

La tabella di marcia di Food-ER prevede la progettazione e l'avvio delle attività formative entro il prossimo triennio, con un programma internazionale di alta formazione inter-ateneo, che – in collaborazione con il sistema industriale – si concentrerà su tutte le principali sfide che il settore agroalimentare si trova ad affrontare, a cominciare dalla sicurezza alimentare e dalla doppia transizione green e digitale.

Le tematiche al centro dei corsi spazieranno quindi dai nuovi metodi per la qualità alla digitalizzazione dei processi produttivi, dalla razionalizzazione dei consumi idrici alla riduzione delle emissioni inquintanti, passando per i temi della sicurezza e della tracciabilità, del design e della creatività applicati al cibo. Giovani talenti di ogni Paese potranno quindi formarsi nella food valley regionale, che vanta la presenza tanto di gruppi industriali noti in tutto il mondo quanto di eccellenze artigianali, oltre al record europeo di prodotti Dop e Igp.

L'offerta formativa, realizzata esclusivamente in lingua inglese e diretta al rilascio di titoli di studio congiunti, comprenderà: master di II livello, una laurea magistrale, alta formazione dedicata alle imprese e dottorati di ricerca rafforzati e coordinati. I percorsi curriculari saranno strutturati in pacchetti tematici che gli studenti potranno combinare per personalizzare il percorso di studio sulla base di specifiche esigenze, valorizzando le specializzazioni offerte dalle Università e dalle imprese. La formazione sarà sviluppata in collaborazione con i partner di ricerca e industriali, utilizzando gli impianti pilota delle aziende per sviluppare competenze e nuove tecnologie.

Infine, una volta a regime, Food-ER darà vita ad un incubatore/acceleratore verticale regionale, che metterà in connessione start up e aziende consolidate in ottica di collaborazione e Open Innovation.

Per approfondire: Come ottenere i finanziamenti del bando PNRR Piano logistico agrifood

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