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Via libera di Bruxelles a garanzie SACE per 10 miliardi

Garanzie SACE - Photo credit: Foto di ds_30 da Pixabay Le garanzie pubbliche, previste dall'articolo 15 del decreto Aiuti, sono destinate a facilitare la concessione di nuovi finanziamenti a favore delle imprese danneggiate dalle conseguenze della guerra in Ucraina.

Bonus, ristori e garanzie: tutte le misure del decreto Aiuti in Gazzetta ufficiale

L'ok della Commissione alla proroga delle garanzie SACE fino al 31 dicembre 2022 è arrivato il 19 luglio. Ed è stato subito seguito dalla circolare ABI che comunica alle banche l'operatività del plafond da 10 miliardi messo a disposizione dal Governo per sostenere, attraverso le garanzie SACE, la liquidità delle imprese.

Come funzionano le garanzie SACE?

La misura è rivolta alle imprese con sede in Italia di tutte le dimensioni e operative in tutti i settori, ad eccezione di quello finanziario, e ha l'obiettivo di sostenere le esigenze di liquidità collegate all'impatto economico della crisi russo-ucraina.

Le garanzie sono concesse da SACE in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, a fronte della concessione di nuovi prestiti, leasing finanziari, e prodotti di factoring pro solvendo, finalizzati a sostenere le importazioni verso l’Italia di materie prime o fattori di produzione la cui catena di approvvigionamento sia stata interrotta o abbia subìto rincari per effetto della crisi attuale.

La garanzia copre rispettivamente:

  • fino al 90% dell’importo del finanziamento per le imprese con non più di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro e per quelle ad alto consumo energetico che gestiscono stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale, come individuati con DPCM ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del decreto-legge n. 21 del 2022;
  • fino all'80% dell’importo del finanziamento per le imprese con valore del fatturato superiore a 1,5 miliardi e fino a 5 miliardi di euro o con più di 5.000 dipendenti in Italia;
  • fino al 70% del finanziamento per le imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi di euro.

L'importo che può essere coperto dalla garanzia statale, invece, non deve superare il maggiore tra i seguenti elementi:

  • il 15% del fatturato annuo totale medio degli ultimi tre esercizi conclusi come risultante dai relativi bilanci o dalle dichiarazioni fiscali (qualora l’impresa abbia iniziato la propria attività successivamente al 31 dicembre 2019, si fa riferimento al fatturato annuo totale medio degli esercizi effettivamente conclusi);
  • il 50% dei costi sostenuti per fonti energetiche nei 12 mesi precedenti il mese della richiesta di finanziamento inviata dall’impresa beneficiaria al soggetto finanziatore.

La misura è stata giudicata dalla Commissione coerente con il nuovo Quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato adottato il 23 marzo scorso, in quanto è operativa fino al 31 dicembre 2022, si applica a finanziamenti di durata non superiore a 8 anni e con tassi di interesse annuali che rispettano i livelli minimi stabiliti nel Temporary framework. Inoltre, sono state previste misure di salvaguardia per garantire un nesso tra l'importo degli aiuti concessi alle imprese e l'entità della loro attività economica e che i vantaggi della misura siano trasferiti nella misura più ampia possibile ai beneficiari finali tramite gli intermediari finanziari.

Di conseguenza, per Bruxelles, il regime di garanzia italiano risulta “necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro, in linea con l'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel Quadro temporaneo di crisi”.

Per approfondire: Le novità su Fondo garanzia PMI e garanzie SACE dopo il decreto Aiuti

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