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Rinnovabili: verso la proroga di un anno delle semplificazioni UE per accelerare il permitting

Rinnovabili - Foto di Kindel MediaLa Commissione europea ha proposto al Consiglio di prorogare di un anno - oltre la scadenza inizialmente fissata a fine giugno 2024 - il regolamento di emergenza adottato lo scorso anno per rendere più semplici e veloci gli iter di autorizzazione dei progetti FER.

Dal fotovoltaico galleggiante ai pannelli solari per auto elettriche: le tecnologie per l'energia solare

Semplificazione e velocità sono i cardini del regolamento d’emergenza proposto dalla Commissione europea il 9 novembre 2022 per tagliare gli iter burocratici che troppo spesso bloccano gli investimenti nelle energie rinnovabili da parte di imprese e privati. 

Obiettivi che si traducono nel regolamento 2022/2577, in vigore dal 30 dicembre dello scorso anno e che deve applicarsi per un periodo di 18 mesi, quindi fino al 30 giugno 2024.

In considerazione delle incertezze relative alla fornitura di gas nel periodo invernale e la potenziale volatilità del mercato, Bruxelles ha proposto al Consiglio dell'UE di prolungare di 12 mesi la scadenza naturale del regolamento sul permitting per le rinnovabili. 

Il regolamento d’emergenza per il permitting rinnovabili

Le lungaggini burocratiche sono da anni un tallone d’Achille delle energie rinnovabili. Il regolamento sul permitting per gli impianti FER si muove proprio in questa direzione istituendo un quadro temporaneo per accelerare la procedura autorizzativa e la diffusione di progetti di energia rinnovabile attraverso misure urgenti e mirate destinate a tecnologie e progetti specifici che hanno il maggiore potenziale di diffusione rapida e il minore impatto sull'ambiente.

Si tratta di un regolamento d'emergenza, vale a dire un regolamento del Consiglio basato sull'articolo 122 del trattato TFUE (base giuridica che di fatto abilita un intervento dell’Unione in situazioni di emergenza), in vigore dal 30 dicembre 2022. Quasi un anno dopo, il 20 novembre, è entrata in vigore la direttiva RED III che, a differenza del regolamento d'emergenza sul permitting, ha natura strutturale.

Cosa prevede il regolamento d'emergenza sul permitting rinnovabili

Il regolamento di emergenza prevede che gli impianti di energia rinnovabile siano indicati come di interesse pubblico prevalente. Ciò consente alle nuove procedure di autorizzazione di beneficiare con effetto immediato di una valutazione semplificata per specifiche deroghe previste dalla legislazione ambientale dell'UE. Ma gli Stati hanno la possibilità di limitare l'applicazione di tali disposizioni a determinate parti del loro territorio e a determinati tipi di tecnologie o progetti.

Allo stesso tempo i Paesi membri potranno abbreviare ulteriormente i termini per la procedura autorizzativa e avranno la possibilità di applicare le norme di autorizzazione più rapide per le richieste di autorizzazione in corso 

Nel dettaglio, il regolamento d’emergenza punta in primis sull’energia solare e per una ragione molto semplice: si tratta di una fonte di elettricità e riscaldamento rinnovabile a basso costo che può essere implementata rapidamente, a vantaggio diretto dei cittadini e delle imprese. Del resto non è una novità che già a maggio, nella cornice del piano REPowerEU, la Commissione ha presentato la strategia UE per il solare con l'obiettivo di connettere alla rete oltre 320 GW di solare fotovoltaico di nuova installazione entro il 2025, più del doppio rispetto ai livelli odierni, e quasi 600 GW entro il 2030.

Con il regolamento 2022/2577 per le apparecchiature per l’energia solare l’iter autorizzativo non dovrà supererà i tre mesi. In determinate circostanze, per i progetti di energia solare su strutture artificiali esistenti non sarà previsto l'obbligo di effettuare una valutazione specifica dell'impatto ambientale. L'installazione di apparecchiature solari con una capacità fino a 50 kW, anche per le persone che producono energia solare per il proprio consumo, beneficerà di un accordo tacito dopo un mese dall'applicazione, a condizione che non vi siano problemi di sicurezza, stabilità e affidabilità della rete. 

Di fatto il regolamento introduce il concetto di "silenzio amministrativo positivo", in pratica un silenzio assenso nelle procedure per il rilascio delle autorizzazioni che mira a promuovere e accelerare la diffusione di impianti su piccola scala.

Ma il focus non è solo sui nuovi impianti e il regolamento punta anche al ripotenziamento degli impianti di energia pulita esistenti che hanno un doppio vantaggio: oltre a ridurre il consumo di gas non necessitano della designazione di nuovi siti per le installazioni. Il regolamento permitting snellisce il processo di rilascio delle autorizzazioni applicabile al repowering dei progetti di energia rinnovabile includendo tutte le valutazioni ambientali pertinenti nel termine massimo di 6 mesi. Qualora la revisione della potenza comporti un aumento fino al 15% della capacità dell'impianto di produzione, le connessioni alla rete saranno consentite entro tre mesi. 

Oltre alle FER, il regolamento punta su una tecnologia chiave per ridurre l’impiego del gas nel riscaldamento e raffrescamento, vale a dire le pompe di calore.

In questo caso è fissato il termine di un mese per l'installazione di pompe di calore con capacità inferiore a 50 MW e di tre mesi per le pompe di calore geotermiche.

Per alcune categorie di pompe di calore, le connessioni alla rete di trasmissione o di distribuzione sono autorizzate previa notifica.

Gli Stati possono escludere determinate aree o strutture per motivi connessi alla tutela del patrimonio culturale, agli interessi della difesa nazionale o alla sicurezza.

Il testo del Regolamento (UE) 2022/2577 del Consiglio del 22 dicembre 2022 che istituisce il quadro per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili

Verso una proroga del regolamento 

Il 28 novembre la Commissione europea ha proposto di prorogare di 12 mesi il regolamento d'emergenza sul permitting per le energie rinnovabili. Un intervento che si basa sulla consapevolezza del fatto che, nonostante oggi l’Europa disponga di strumenti di gestione delle crisi più forti rispetto al passato, è ancora esposta agli shock energetici.

In base a quanto dichiarato il 9 novembre dalla commissaria UE per l'Energia Kadri Simson, “La crisi in Medio Oriente, con i mercati ancora fragili a causa degli effetti della guerra russa, potrebbe avere impatti di vasta portata. Allo stesso modo, eventuali incidenti sulle infrastrutture energetiche chiave potrebbero influenzare rapidamente il sentiment dei mercati energetici molto nervosi. Ciò significa che dobbiamo continuare i nostri sforzi di diversificazione e dobbiamo mantenere un atteggiamento vigile, perseguendo politiche prudenti”. 

Guardando all'iter, la proposta dell'Esecutivo europeo deve essere approvata dal Consiglio dell'UE e non necessita dell'approvazione dell'Europarlamento. Come si legge in una nota condivisa da Bruxelles, la speranza della stessa Commissione è quella di poter adottare la proroga entro la fine del 2023. 

Foto di Kindel Media

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