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Manovra 2024 e superbonus: niente proroga e aumento tassazione

Foto di Jens Neumann da PixabayCome ampiamente annunciato dal governo, la legge di bilancio 2024 non prevede alcuna proroga per il superbonus, inclusa quella per dare più tempo ai condomini di finire i lavori. Di contro, il testo mette mano ad una serie di aspetti che riguardano i bonus edilizi, con un'attitudine che l’ANCE definisce di “ostilità ingiustificata”.

Cosa prevede la Manovra 2024 per imprese e famiglie?

A differenza delle ultime manovre economiche che puntualmente andavano a prorogare i termini di funzionamento dei diversi bonus edilizi, quest’anno la Finanziaria non aggiorna il calendario di vita delle agevolazioni per ristrutturare casa. L’impostazione non sorprende, visto da un lato l’avvio dei lavori per la messa a punto di un nuovo sistema di bonus edilizi e dall’altro - per quanto concerne il superbonus - il peso che la misura ha sulle casse dello Stato, soprattutto nell’arco temporale di operatività del governo Meloni.

L’assenza di proroghe del superbonus e degli altri bonus edilizi non significa però l’assenza del tema dal testo della Finanziaria. Il Ddl reca infatti una serie di misure che riguardano la disciplina dei bonus edilizi (in primis il superbonus) che - secondo l'Associazione nazionale dei costruttori edili (ANCE) - “rivelano un’ostilità ingiustificata nei confronti dei contribuenti e delle imprese che ne hanno fruito”. 

Nessuna novità, infine, sul fronte dei crediti incagliati, su cui però nelle ultime settimane si sono cominciate a muovere le Regioni, mettendo in campo le proprie partecipate.

Ecco dunque cosa prevede la legge di bilancio 2024 per i bonus edilizi.

Per approfondire: Secondo Giorgetti il conto del superbonus pesa sulle future leggi di bilancio

Manovra 2024: tassazione delle plusvalenze connesse alla vendita di case ristrutturate con il superbonus

Una delle misure previste dalla Manovra 2024 che interessano coloro che in questi anni hanno beneficiato del superbonus è quella prevista dall’articolo 18 che riguarda le plusvalenze realizzate mediante la vendita dell’immobile ristrutturato con la maxi-agevolazione.

In breve la norma prevede che, a partire dal 1° gennaio 2024, la vendita dell’immobile ristrutturato con il superbonus, effettuata entro i 10 anni dalla chiusura del cantiere, darà luogo a una plusvalenza tassata con l’imposta sostitutiva al 26% e, in alcuni casi, anche con percentuali maggiori.

La norma fa salve ovviamente una serie di casistiche. In particolare, essa non vale per quegli immobili che siano stati adibiti ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari per “la maggior parte” dei dieci anni antecedenti alla cessione. Verosimilmente nel corso del passaggio parlamentare l’espressione “per la maggior parte” sarà definita in maniera più precisa.

Molto critica l’ANCE, che da un lato ritiene si tratti di una misura che penalizza chi ha effettuato i lavori agevolati con il superbonus, che ora è chiamato a restituire l’agevolazione all’erario sotto forma di tassazione sulla plusvalenza. Dall’altro la valuta come di ostacolo alla circolazione di immobili “performanti”, la cui riqualificazione si pone in linea con gli obiettivi green fissati dall’Europa.

Manovra 2024: aumenta la ritenuta sui bonifici relativi ai bonus edilizi

A non piacere all’ANCE è anche la misura prevista dall’articolo 23 che, dal 1° marzo 2024, prevede l’aumento della ritenuta a titolo di acconto operata sui bonifici di pagamento delle spese agevolabili con i bonus fiscali in edilizia (superbonus e bonus ordinari).

La disposizione aumenta infatti dall’8% all’11% la ritenuta d’acconto d’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta.

Secondo i costruttori si tratta di una misura che sottrae ulteriore liquidità alle imprese esecutrici degli interventi, anticipando l’effetto di cassa delle imposte sui redditi che le stesse devono versare all’erario.

Fisco: specifici controlli sugli aggiornamenti catastali degli “immobili superbonus"

Infine, l’ultima misura della Manovra 2024 che riguarda gli immobili che sono stati ristrutturati grazie al superbonus è quella contenuta nell’articolo 21 che prevede che l’Agenzia delle Entrate effettui specifici controlli sugli immobili oggetto di interventi agevolati con il il maxi-incentivo, al fine di verificare se, dopo i lavori di ristrutturazione, sia stata presentata la dichiarazione di aggiornamento catastale che potrebbe portare anche ad una variazione della relativa rendita.

Si tratta, spiega il governo nella relazione tecnica, di disposizioni che non determinano maggiori oneri finanziari perché rientrano nelle verifiche svolte in via ordinaria dall’Agenzia delle entrate. Da questa attività non è escluso, però, che possano derivare effetti positivi sul gettito, connessi all’aumento delle rendite catastali degli immobili ristrutturati, che però il governo evita di quantificare per motivi prudenziali.

Foto di Jens Neumann da Pixabay

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