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Cosa ci sara’ nel piano europeo per l’economia circolare

Economia circolare - Photo by Mac Mullins from PexelsIl piano d’azione europeo per l’economia circolare - parte integrante del Green Deal - conterrà misure per impedire che i prodotti non sostenibili entrino nel mercato UE, requisiti minimi per gli imballaggi e azioni contro l’obsolescenza programmata.

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In base alla bozza di piano pubblicata da Euractiv, il piano d’azione per l’economia circolare cui sta lavorando la Commissione europea indica il concetto di circolarità come “strumentale” per raggiungere l’obiettivo UE di neutralità climatica entro il 2050.

Non a caso, il piano è parte integrante del Green Deal europeo: secondo la bozza, il 66% delle emissioni di CO2 è direttamente ricollegabile alla gestione dei materiali, condizione che rende l’economia circolare “un importante fattore di neutralità climatica”, da integrare nei piani climatici nazionali degli Stati membri ai sensi dell’accordo di Parigi.

“Per dissociare assolutamente la crescita dall’uso delle risorse dobbiamo cambiare il modo in cui produciamo, commercializziamo, consumiamo e commerciamo e il modo in cui trattiamo i rifiuti”, si legge nella bozza di piano.

Cosa prevede il piano d’azione UE per l’economia circolare

Se non saranno apportate modifiche essenziali entro marzo, la Commissione intende agire su più fronti: da un lato, ridurre significativamente i rifiuti fino a dimezzare nel prossimo decennio la quantità di rifiuti urbani residui; dall’altro, agire a monte, per impedire che prodotti non sostenibili entrino nel mercato europeo

Entro il 2030, solo i prodotti più sicuri, circolari e sostenibili dovrebbero essere immessi sul mercato dell’UE. 

Nell’iniziativa per i prodotti sostenibili, inclusa nel piano, la Commissione definirà dei requisiti minimi che i prodotti dovranno rispettare per entrare nel mercato europeo. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata a settori come tessile, edile, elettronico e materie plastiche.

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La bozza di documento pone poi l’accento sulle tecnologie digitali: previsto lo sviluppo del "dataspace circolare europeo" per migliorare qualità, pertinenza e disponibilità dei dati relativi al prodotto.

Ciò includerà informazioni digitali obbligatorie lungo le catene del valore del prodotto, una sorta di "un passaporto elettronico" che renderà accessibili le caratteristiche dei prodotti.

La Commissione intende inoltre bloccare la cosiddetta obsolescenza programmata e stabilire "un nuovo diritto alla riparazione come diritto del consumatore", garantendo la disponibilità di servizi di riparazione a prezzi accessibili e pezzi di ricambio. 

Fra le misure incluse nel piano, anche 

  • requisiti minimi per gli imballaggi; 
  • una revisione delle leggi sulle sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RoHS); 
  • norme di verifica ed etichettatura più rigorose per garantire che le materie plastiche a base biologica producano reali benefici ambientali; 
  • azioni per rendere accessibile l’acqua potabile nei luoghi pubblici e ridurre la dipendenza dall’acqua in bottiglia.

> Bozza di piano d'azione per l'economia circolare

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