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Stato dell’Unione: cosa aspettarsi su commercio, Brexit e partenariati

 

State of the Unione 2020: le priorità su commercio e geopoliticaRilancio del multilateralismo e dialogo con la Cina, ma senza rinunciare a difendere gli interessi UE. Rafforzamento delle relazioni con gli alleati storici USA e UK. E ancora un partenariato alla pari con l’Africa e con i Balcani occidentali. Queste le priorità estere della Commissione von der Leyen e su cui correranno anche programmi di investimento e internazionalizzazione.

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Come era naturale aspettarsi da una Commissione geopolitica come quella a cui aspira la presidente Ursula von der Leyen, i pilastri che reggono la proiezione esterna dell’UE si poggiano su un approccio che, alla tutela assertiva degli interessi strategici europei vuole affiancare, senza mai sacrificarli, ma anzi valorizzandoli, i diritti umani e le questioni etiche.

Un connubio da cui esce l’idea di un’Unione europea come player globale, che intende farsi promotore di una grande stagione di riforme improntate al multilateralismo su questioni come il commercio e la lotta ai cambiamenti climatici, ma che non rinuncia a tutelare gli interessi europei.

Il tutto utilizzando anche strumenti come gli accordi commerciali o la rilevanza del mercato UE per promuovere nel resto del mondo un incremento della tutela dei diritti umani, delle condizioni di lavoro nei paesi partner o ancora la riduzione delle emissioni di gas serra.

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Il multilateralismo come antidoto a nazionalismi e derive protezionistiche

Che si tratti dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS) o di quella del commercio (WTO), l'obiettivo dell’Europa è di rilanciare il multilateralismo che - per quanto imperfetto - è la strada su cui costruire un mondo più stabile ed equo.

“Non è mai stato così urgentemente necessario come oggi ridare vigore al sistema multilaterale e riformarlo”, afferma infatti von der Leyen. “Il nostro sistema globale -  aggiunge la presidente - è giunto alla paralisi”, con varie grandi potenze “che abbandonano le istituzioni o le prendono in ostaggio per i propri interessi”. 

Per questo l’UE deve scendere in campo per guidare le riforme dell'OMC e del WTO, rendendo “queste organizzazioni adeguate al mondo di oggi”. 

La tutela degli interessi UE

“Sappiamo però che le riforme multilaterali richiedono tempo - aggiunge von der Leyen - e che nel frattempo il mondo non si ferma”.

Per questo, che si tratti della Cina o della Brexit, l’Unione europea non farà passi indietro nella tutela dei propri interessi, soprattutto quando questi sono basati sul rispetto del fair level playing field, del diritto internazionale e dei diritti umani.

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Quel rivale sistemico che è la Cina, di cui però abbiamo bisogno

Questo vale anzitutto per la Cina. “I rapporti tra l'Unione europea e la Cina sono fra i più importanti dal punto di vista strategico, ma anche fra i più impegnativi”, afferma infatti la presidente della Commissione. “Ho detto sin dall'inizio - prosegue infatti von der Leyen - che la Cina è un partner negoziale, un concorrente economico e un rivale sistemico” e con questa realtà bisogna fare i conti.

Bene quindi proseguire con il dialogo e con le negoziazioni tra Bruxelles e Pechino. Non mancano, infatti, i punti di incontro come il contrasto ai cambiamenti climatici “su cui la Cina ha dimostrato di essere disposta ad impegnarsi con un dialogo ad alto livello. Ma ci attendiamo - aggiunge von der Leyen - che la Cina rispetti gli impegni assunti con l'accordo di Parigi e sia di esempio”.

La strada da fare è ancora lunga, a cominciare dal rispetto delle stesse regole di gioco. “C'è ancora molto lavoro da fare per garantire alle imprese europee un accesso equo al mercato e la reciprocità”, spiega infatti von der Leyen, aggiungendo che “per quanto riguarda la bilancia commerciale e gli investimenti, il rapporto è ancora sbilanciato”.

Non c'è dubbio, infine, “che i sistemi di governo e di società che promuoviamo sono molto diversi tra loro. Noi crediamo nel valore universale della democrazia e nei diritti individuali”.

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Diritti umani vs interessi economici

E qui si apre un fronte che non riguarda solo la Cina, quello cioè delle libertà e dei diritti umani. Abbiamo “sempre il dovere di denunciare le violazioni dei diritti umani quando si verificano, ovunque avvengano”, afferma la presidente della Commissione, avanzando una proposta e comunicando una decisione.

La prima è di adottare il voto a maggioranza qualificata per quanto riguarda l'applicazione delle sanzioni relative ai diritti umani. Una novità che avrebbe ripercussioni anche all’interno dell’UE, soprattutto in molti paesi dell’est.

La seconda riguarda invece la legge Magnitsky europea - una normativa che permette di imporre sanzioni mirate nei confronti di individui responsabili di violazioni dei diritti umani e di gravi atti di corruzione in qualsiasi Paese - su cui la Commissione presenterà una proposta.

Ma il tema dei diritti umani o del rispetto degli accordi internazionali interessa anche le relazioni con paesi come la Turchia o la Russia. E proprio su Mosca von der Leyen afferma “a coloro che sono favorevoli a stringere maggiormente i legami con la Russia dico che l'avvelenamento di Alexei Navalny con un agente chimico avanzato non rappresenta un caso isolato. Abbiamo visto applicare lo stesso schema in Georgia e in Ucraina, in Siria e a Salisbury e assistito a ingerenze nelle elezioni in tutto il mondo. È uno schema che non cambierà. E non lo cambierà nessun gasdotto”.

Rapporti più forti con Washington e Londra

“Oltre a rispondere in modo più deciso agli eventi globali, l'Europa deve approfondire e affinare le sue relazioni con amici e alleati”. 

Il riferimento è anzitutto agli USA a cui la presidente della Commissione propone di “collaborare ad una riforma di quel sistema internazionale che abbiamo costruito insieme, anche con altri partner che condividono gli stessi principi”.

Ma anche al Regno Unito, nonostante il traballante dialogo sulla Brexit. E sul tentativo del governo di Boris Johnson di modificare unilateralmente l’accordo siglato a gennaio, von der Leyen risponde, affermando: "la Gran Bretagna non viola i trattati. Sarebbe un male per la Gran Bretagna, per le relazioni con il resto del mondo, e per qualsiasi futuro accordo commerciale". Parole non sue, ma prese in prestito da Margaret Thatcher.

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I partenariati con i vicini: Africa e Balcani occidentali

E infine ci sono le relazioni con i vicini di casa, i Balcani occidentali e l’Africa, due aree strategiche per il futuro dell’UE e su cui Bruxelles vuole essere l'alleato principale.

Per i primi, quindi, la Commissione annuncia la presentazione a breve di un pacchetto di ripresa economica, centrato su una serie di iniziative per promuovere gli investimenti regionali.

Mentre sull’Africa l'obiettivo resta quello partenariato alla pari, in cui entrambe le parti condividono opportunità e responsabilità per creare posti di lavoro e rilanciare le economie del continente africano.

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