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Parlamento europeo: come spendere (bene) il Recovery Fund

PE, serve sinergia politiche economiche eurozonaIl Recovery Fund dovrebbe contribuire a ridurre le divergenze tra i paesi dell'eurozona e agli obiettivi sociali e ambientali di lungo termine dell'Unione. È questa la sintesi della risoluzione approvata alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo a proposito delle politiche economiche da adottare nei prossimi mesi con il contributo dei fondi UE.

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In risposta alle previsioni economiche di primavera della Commissione europea e all'aspettativa che dal coronavirus derivi la più grande recessione della storia dell’UE, la commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo ha approvato una risoluzione - con 29 voti favorevoli, 11 contrari e 11 astensioni - a proposito delle politiche economiche necessarie all'eurozona per affrontare la crisi causata dalla pandemia di Covid-19.

Gli eurodeputati hanno sottolineato come le strategie finanziarie dei singoli Stati membri siano fortemente interconnesse, per cui la ripresa incompleta di uno dei 27 avrebbe effetti su tutti gli altri Paesi, frenando la crescita economica dell'intera Unione.

Il Recovery Fund dovrebbe sostenere il Green deal e la transizione digitale

Tra i temi trattati nella risoluzione figurano l'allineamento dei piani di spesa del Recovery Fund con le ambizioni del Green Deal, la difesa dei diritti sociali e dei valori fondamentali dell'Unione, le raccomandazioni del Semestre europeo e il consolidamento dell'Unione monetaria.

Per gli eurodeputati, infatti, le decisioni di spesa dei governi in seguito alla crisi Covid-19 dovrebbero anzitutto concentrarsi sugli investimenti per contrastare il cambiamento climatico e per accompagnare la transizione digitale. Queste misure dovrebbero inoltre migliorare la resilienza sociale, economica e ambientale dell'UE, prevedendo maggiore sostegno economico soprattutto a favore delle piccole e medie imprese.

Allo stesso tempo, i deputati invitano la Commissione europea ad esaminare un modo più efficiente per finanziare il Just Transition Fund, nato nell’ambito del Meccanismo per la transizione equa per aiutare le regioni più povere dell’UE a muoversi verso un’economia a emissioni zero, attraverso una progressiva riduzione del consumo di combustibili fossili e il passaggio a tecnologie meno inquinanti in tutti i settori.

Nuove risorse proprie per ripagare il debito UE

La commissione Affari economici e monetari denuncia anche l'impatto negativo e irregolare della crisi provocata dal coronavirus sul deficit e sul debito pubblico nell'UE, da cui l'importanza dell'emissione di obbligazioni da parte di Bruxelles quale sostegno fondamentale per coprire i costi delle misure adottate dagli Stati membri in risposta alla pandemia.

Inoltre, gli eurodeputati invitano i leader europei e la Commissione a prendere una "decisione coraggiosa", mettendo a disposizione con urgenza nuove risorse proprie a favore del bilancio UE partire dal 2021. L'introduzione di nuove entrate, secondo gli eurodeputati, non solo stimolerebbe la ripresa, ma consentirebbe anche di rimborsare i prestiti contratti per finanziare il pacchetto per la ripresa Next Generation EU.

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Fondi europei solo a chi crea occupazione e paga le tasse

Una condizione necessaria per l'uso delle risorse europee, secondo la risoluzione, è che coloro che ricevono aiuti di Stato o altri tipi di sostegno finanziario pubblico in relazione all'emergenza Covid-19, debbano sostenere la creazione di nuovi posti di lavoro, pagare la propria quota di tasse, impegnarsi per obiettivi di sostenibilità e astenersi dal pagare dividendi.

I deputati hanno ricordato che l'evasione e l'elusione fiscale a livello europeo ammontano a 160-190 miliardi di euro ogni anno, costituendo entrate mancanti. Per questo combattere contro la frode fiscale e il riciclaggio di denaro, sia a livello nazionale che dell'UE, deve essere una priorità di ogni Stato membro dell'Unione.

Infine, gli eurodeputati chiedono di collegare il Dispositivo per la ripresa e la resilienza al processo del Semestre europeo per monitorare i progressi compiuti nell'attuazione degli investimenti e delle riforme da parte dei 27.

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