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Horizon 2020 - Corte Conti UE, meno burocrazia per progetti di ricerca

 

Horizon 2020Per accrescere l'impatto di Horizon 2020 è necessario ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi a carico dei beneficiari. E' quanto emerge dalla nuova relazione della Corte dei Conti europea sul programma UE per la ricerca e l'innovazione.

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Secondo una nuova relazione della Corte dei Conti europea, gli oneri amministrativi che gravano su chi richiede e chi gestisce le sovvenzioni destinate alla ricerca nell’ambito del programma Horizon 2020 sono diminuiti. Le misure di semplificazione introdotte dalla Commissione europea sono state per la maggior parte efficaci, a detta della Corte, ma vi sono ancora margini di miglioramento.

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Horizon 2020, cosa migliorare

La semplificazione e la riduzione delle formalità burocratiche costituiscono un obiettivo centrale di Horizon 2020. La Corte ha valutato se le misure di semplificazione della Commissione europea abbiano diminuito l’onere amministrativo a carico dei beneficiari. Ha constatato che la maggior parte delle misure sono state efficaci, anche se non tutte avevano prodotto i risultati auspicati, e che vi sono ancora margini di miglioramento.

Secondo la Corte, è importante anche la stabilità normativa, dal momento che, sebbene i beneficiari siano in grado di adattarsi alla complessità, modifiche frequenti disorientano e creano incertezza. “Da molti anni l’UE ha in programma di semplificare le procedure di finanziamento della ricerca e dell’innovazione”, ha dichiarato Alex Brenninkmeijer, il membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Il processo per ottenere una sovvenzione è divenuto ora più accessibile per una popolazione più ampia di ricercatori, ma la Commissione può ancora migliorare il sostegno offerto accrescendo l’efficacia dei vari strumenti di interfaccia, come la funzione di helpdesk e i punti di contatto nazionali.”

La Corte ha riscontrato che la Commissione aveva fatto tesoro dell’esperienza maturata con la gestione dei precedenti programmi quadro. Grazie a nuove strutture, quale in particolare il Centro comune di supporto, l’attuazione del programma è stata più coerente. Tuttavia, il servizio informazioni sulla ricerca, che fornisce consulenza e sostegno ai richiedenti e ai partecipanti, non è stato incorporato nel Centro comune e il livello di assistenza e orientamento offerto varia da un punto di contatto nazionale all’altro.

Gli strumenti di supporto, come il portale dei partecipanti, sono migliorati e il ricorso alle firme elettroniche ha semplificato l’assegnazione e la gestione delle sovvenzioni. Sono ancora necessari, tuttavia, alcuni aggiornamenti tecnici e il manuale delle sovvenzioni è difficile da consultare, specie per gli inesperti. Il periodo di tempo che intercorre tra la presentazione della domanda e la firma della convenzione di sovvenzione è stato notevolmente ridotto.

Ciò nonostante, solo una parte degli inviti a presentare proposte prevede una valutazione in due fasi, il che si ripercuote, in particolare, sui richiedenti non selezionati. Inoltre, il marchio di eccellenza (Seal of Excellence), volto a far sì che le migliori proposte tra quelle respinte ricevano finanziamenti altrove, non è ancora efficace.

infine, segnala la Corte, le norme sui costi del personale restano complesse, il che comporta errori nelle dichiarazioni di spesa. Gli effetti collaterali negativi del nuovo approccio hanno causato disorientamento e incertezza giuridica. Le opzioni semplificate in materia di costi, quali importi forfettari e premi di incentivo, potrebbero ridurre l’onere amministrativo, ma non sono state ancora sufficientemente testate.

Raccomandazioni

La Corte raccomanda alla Commissione europea di:

  • migliorare la comunicazione con i richiedenti e i beneficiari; 
  • intensificare la verifica degli importi forfettari
  • vagliare la possibilità di un maggior ricorso alle valutazioni in due fasi
  • riesaminare le condizioni retributive per i valutatori esperti; 
  • accrescere il riconoscimento del marchio di eccellenza
  • assicurare la stabilità della normativa e degli orientamenti forniti ai partecipanti;
  • migliorare la qualità degli audit commissionati a società esterne;
  • semplificare ulteriormente strumenti e orientamenti per le PMI.

> Relazione su Horizon 2020

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