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Esportare con l’e-commerce: gli ultimi dati e le iniziative dell’ICE da conoscere

 

Photo by Canva Studio from PexelsL’Agenzia ICE e il Politecnico di Milano hanno pubblicato un rapporto sull’e-commerce che fa il punto sui trend di crescita (settoriali e geografici) di questo strumento ed elenca le iniziative ICE per sostenere l’export delle PMI sui marketplace digitali, che sono in continuo aumento.

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Oltre a riportare gli ultimi dati disponibili sul fenomeno complessivo dell’ecommerce e le stime sull’impatto prodotto dal Covid, il Rapporto si concentra soprattutto sul “cross border ecommerce”, cioè sulla quota di e-commerce che valica le frontiere nazionali e che rappresenta pertanto la quota “export” delle vendite online. 

Ad essere analizzati sono i dati sia sul cross border e-commerce B2C (cioè le vendite verso i consumatori finali esteri), sia sul B2B (cioè le vendite online verso altre aziende, sempre situate all’estero). La fotografia che ne emerge è la seguente.

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Come va l’export tramite ecommerce?

Anche se a livello mondiale il peso dell’e-commerce sul totale degli scambi internazionali è ancora contenuto, l’internazionalizzazione degli acquisti online risulta in rapida crescita soprattutto nel comparto B2C, dove oramai circa un acquirente online su due in vari paesi effettua acquisti su siti stranieri. Ad andare bene sono soprattutto abbigliamento ed elettronica, seguiti da cosmetica e prodotti sanitari.

Per quanto riguarda l’Italia si stima che l’export digitale di prodotti destinati a consumatori finali in modo diretto (B2C) o intermediato (B2B2C) abbia raggiunto un valore pari a circa 13,5 miliardi di euro.

Spostando l’attenzione sui principali mercati di sbocco del nostro export digitale, troviamo in prima posizione l’Europa che raccoglie circa la metà del nostro export online, seguita dagli Stati Uniti.

Tuttavia, sebbene l’export online manifesti un trend crescente da diversi anni (accentuato molto dalla pandemia), i ricercatori hanno osservato che si tratta di un fenomeno che interessa ancora una quota minoritaria di aziende italiane, confermando la vocazione prevalentemente “tradizionale” del nostro export.

Gli accordi e-commerce dell’ICE con e-Tailer e Marketplace

Ed è qui che, se vogliamo, entra in gioco l’ICE. Nell'alveo delle iniziative promosse dal governo per aumentare la digitalizzazione delle imprese italiane, infatti, all’ICE è stato affidato il compito di sostenere il cross border e-commerce.

Per far ciò, l’Agenzia guidata da Carlo Ferro ha quindi stretto alleanze con due tipologie di player: da un lato i grandi E-Tailer internazionali come Ocado e Yoox, cioè con quegli operatori retail che rivendono i prodotti attraverso i canali digitali, senza che le aziende produttrici siano messe direttamente in contatto con il cliente. Dall’altro con i grandi Marketplace come Amazon e TMall, ovvero con quelle piattaforme e-commerce che creano un ecosistema informatico in cui i singoli seller vendono direttamente ai clienti, sfruttando l’intermediazione del marketplace.

Con i primi la strategia ha previsto soprattutto l’introduzione di meccanismi per marcare la netta distinzione dei prodotti autentici del Made in Italy, in contrasto ai fenomeni di contraffazione e Italian sounding, nonché il cofinanziamento di campagne pubblicitarie online per favorire la consapevolezza dei consumatori sulla presenza di prodotti italiani in assortimento presso l’e-tailer.

Con i marketplace, invece, le intese hanno previsto solitamente la creazione di vetrine Made in Italy a cui le aziende italiane possono accedere (a seguito di una selezione) a condizioni vantaggiose in termini di costi e servizi a disposizione.

Il risultato è che tra il 2019 e il 2021, l’ICE ha concluso 32 accordi e-commerce con partner E-Tailer e Marketplace in 31 paesi in tutto il Mondo. In particolare, in Europa, gli accordi hanno riguardato Amazon (in Francia, Germania, Regno Unito e Spagna), Douglas e MyTheresa (in Germania), Frisco (in Polonia) e Ocado (nel Regno Unito).

In Asia, invece, gli accordi siglati hanno coinvolto: Tencent/WeChat, JingDong.com e Alibaba Group (TMAll/HelloITA) in Cina; GMarket in Corea del Sud; Flipkart in India; Lazada in Thailandia e Amazon in Giappone.

In America del Nord, ICE ha raggiunto un accordo con Amazon e Wine.com negli Stati Uniti e con Walmart e Monopoli di Stato Canadesi in Quebec e Ontario (Canada)

In America Latina, è stata recentemente avviata una collaborazione con Falabella (per i mercati di Cile, Colombia, Messico e Perù). Infine in Medio Oriente, l’intesa ha riguardato Amazon negli Emirati Arabi Uniti.

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